Indice di Sharpe: cos'è e come si calcola

InvestireA cura della Redazione🔄 Aggiornato il 13 ottobre 2026⏱ 4 min di lettura

L'indice di Sharpe (o Sharpe ratio) è un indicatore che misura quanto rendimento in più, rispetto a un investimento privo di rischio, un portafoglio ha generato per ogni unità di rischio assunta. Il rischio è misurato dalla deviazione standard dei rendimenti.

La formula è Sharpe = (Rp − Rf) / σp, dove Rp è il rendimento del portafoglio, Rf il rendimento del tasso risk free e σp la volatilità del portafoglio. Più è alto, migliore è il rendimento ottenuto a parità di rischio.

La formula passo per passo

L'indicatore prende il nome da William Sharpe, economista premio Nobel per l'economia. Ogni elemento della formula ha un ruolo preciso:

  • Rp: il rendimento medio del portafoglio nel periodo considerato, espresso su base annua.
  • Rf: il rendimento di un'attività considerata priva di rischio, di solito un titolo di Stato a breve scadenza di un Paese solido.
  • Rp − Rf: il cosiddetto rendimento in eccesso, cioè il premio ottenuto per aver accettato il rischio.
  • σp: la deviazione standard dei rendimenti, annualizzata. Misura quanto i rendimenti si disperdono attorno alla media; ne parliamo anche in cosa significa volatilità.

Il punto cruciale è che i due termini devono essere coerenti: se il rendimento è annuo, anche la volatilità e il tasso privo di rischio vanno espressi su base annua.

Esempio svolto

Ecco un confronto con numeri ipotetici, scelti solo per illustrare il calcolo. Supponiamo che il tasso privo di rischio sia il 2%.

PortafoglioRendimento RpVolatilità σpCalcoloSharpe
A8%10%(8 − 2) / 100,60
B6%5%(6 − 2) / 50,80

Il portafoglio A rende di più in assoluto, ma il B ha ottenuto più rendimento per ogni punto di rischio. Secondo l'indice di Sharpe, il B è il più efficiente. Questo non vuol dire che sia quello giusto per te: dipende da quanto rendimento ti serve e da quanto rischio sei disposto a sopportare.

Come interpretare il risultato

Un indice più alto è meglio, a parità di condizioni. Esistono soglie indicative che circolano nella pratica, ma vanno prese come orientamento e non come regole:

  • Un valore negativo significa che il portafoglio ha reso meno del tasso privo di rischio.
  • Un valore tra 0 e 1 indica un rendimento in eccesso che compensa solo in parte la volatilità.
  • Valori superiori a 1 sono generalmente considerati buoni, ma dipendono molto dal periodo e dal tipo di strategia.

L'indice ha senso soprattutto per confrontare investimenti simili, calcolati sullo stesso periodo e con la stessa frequenza dei dati. Confrontare lo Sharpe di un fondo azionario con quello di un fondo monetario ha poco senso.

I limiti dell'indice di Sharpe

Come ogni indicatore sintetico, lo Sharpe ratio nasconde qualcosa. I limiti più importanti:

  • Usa la deviazione standard, che considera allo stesso modo le oscillazioni verso l'alto e quelle verso il basso. Per chi teme solo le perdite esistono indicatori più mirati, come quelli descritti in indice di Sortino e indice di Treynor.
  • Presuppone rendimenti distribuiti in modo simile a una curva normale. Se ci sono eventi estremi o strategie che mascherano il rischio di grosse perdite rare, l'indice può risultare troppo ottimista.
  • Dipende dal passato. Un valore elevato in un periodo non garantisce che si ripeta.
  • È sensibile al periodo scelto e alla frequenza di calcolo dei rendimenti.

Per questo conviene affiancarlo ad altre misure, per esempio il drawdown, che mostra la perdita massima subita dal punto di massimo.

A cosa serve in pratica

Per un risparmiatore, lo Sharpe ratio è utile per confrontare fondi o ETF della stessa categoria e per capire se un rendimento elevato è frutto di una buona gestione o semplicemente di un rischio elevato. Quando valuti uno strumento, guarda anche costi, composizione e coerenza con il tuo profilo di rischio: un buon indice, da solo, non rende adatto un investimento.

Come si ricavano i dati per il calcolo

Per calcolare lo Sharpe ratio di un fondo o di un ETF servono tre dati: i rendimenti periodici, di solito mensili, la loro media e la loro deviazione standard. Il procedimento tipico è questo:

  1. Si raccolgono i rendimenti mensili del portafoglio su un periodo sufficientemente lungo, per esempio tre o cinque anni.
  2. Si calcola la media mensile e la si annualizza moltiplicandola per 12 (in forma semplificata).
  3. Si calcola la deviazione standard mensile e la si annualizza moltiplicandola per la radice quadrata di 12, circa 3,46.
  4. Si sottrae il tasso privo di rischio annuo dal rendimento annualizzato e si divide per la volatilità annualizzata.

Molti siti di dati finanziari e le schede dei fondi riportano già l'indice, ma con periodi e tassi di riferimento diversi: prima di confrontare due valori verifica che siano calcolati in modo omogeneo.

Domande frequenti

Che cosa indica un indice di Sharpe alto?

Indica che il portafoglio ha prodotto un rendimento in eccesso elevato rispetto alla volatilità sopportata. È un segnale di efficienza, ma va letto insieme al periodo analizzato e al tipo di investimento.

L'indice di Sharpe può essere negativo?

Sì, quando il rendimento del portafoglio è inferiore al tasso privo di rischio. In quel caso l'investitore avrebbe ottenuto di più senza correre alcun rischio rilevante.

Quale tasso risk free si usa per il calcolo?

Di norma il rendimento di un titolo di Stato a breve termine di un emittente molto solido, nella stessa valuta del portafoglio. La scelta influisce sul risultato, quindi va indicata chiaramente quando si confrontano più investimenti.

Lo Sharpe ratio basta per scegliere un fondo?

No. È un indicatore parziale basato sui dati passati. Va affiancato a costi, strategia, diversificazione e obiettivi personali.

Contenuto a scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria.

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