Un contratto forward è un accordo privato tra due parti che si impegnano a comprare e vendere una determinata attività (valuta, merce, titolo, tasso) a una data futura e a un prezzo stabilito oggi. Nessuna delle due parti può tirarsi indietro: è un obbligo, non una facoltà.
Il forward appartiene alla famiglia dei derivati, cioè strumenti il cui valore dipende da quello di un'attività sottostante. È uno degli strumenti più antichi e più usati dalle imprese per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi, ben prima di essere un argomento da trader.
Come funziona un contratto forward
Quando due controparti stipulano un forward, concordano alcuni elementi fondamentali:
- Sottostante: ciò che verrà scambiato (per esempio dollari, grano, petrolio, un'obbligazione).
- Quantità: l'ammontare oggetto del contratto.
- Prezzo di consegna (prezzo forward): il prezzo fissato oggi a cui avverrà lo scambio.
- Data di scadenza: il giorno in cui avviene la consegna o il regolamento.
Chi si impegna a comprare ha una posizione lunga; chi si impegna a vendere ha una posizione corta. Alla scadenza, se il prezzo di mercato del sottostante è più alto del prezzo forward, guadagna chi doveva comprare (compra a un prezzo inferiore al mercato); se è più basso, guadagna chi doveva vendere. Il guadagno di una parte è la perdita dell'altra.
All'inizio del contratto, di norma, non viene pagato alcun premio: il prezzo forward viene scelto in modo che il contratto abbia valore nullo per entrambe le parti. Il valore cambia poi nel tempo, man mano che il prezzo del sottostante si muove.
Come si determina il prezzo forward
In forma semplificata, per un sottostante che non produce flussi (niente dividendi o cedole) e senza costi di custodia, il prezzo forward è il prezzo a pronti capitalizzato al tasso privo di rischio per la durata del contratto:
F = S × (1 + r)T
dove S è il prezzo a pronti, r il tasso annuo privo di rischio e T la durata in anni. Questa relazione nasce dall'assenza di arbitraggi: se il forward costasse diversamente, qualcuno potrebbe comprare a pronti, vendere a termine e incassare un guadagno certo. Se il sottostante paga dividendi o richiede costi di stoccaggio, la formula va corretta di conseguenza. Per il concetto di tasso senza rischio puoi approfondire nel glossario finanziario.
Esempio numerico (ipotetico)
Un'azienda italiana deve pagare tra un anno una fornitura da 100.000 dollari e teme che il dollaro si rafforzi. Stipula con una banca un forward per acquistare 100.000 dollari a un cambio fissato di 1,10 dollari per euro.
- Costo concordato: 100.000 / 1,10 = 90.909,09 euro circa.
- Scenario A: a scadenza il cambio di mercato è 1,00. Senza forward l'azienda pagherebbe 100.000 euro; con il forward ne paga 90.909, cioè risparmia circa 9.091 euro.
- Scenario B: a scadenza il cambio è 1,20. Senza forward pagherebbe circa 83.333 euro; con il forward ne paga 90.909, cioè rinuncia a un vantaggio di circa 7.576 euro.
Nell'esempio, il forward ha eliminato l'incertezza sul costo: l'azienda sa già oggi quanto pagherà, qualunque sia lo scenario. Si tratta di un esempio ipotetico, con numeri scelti per chiarezza.
Forward e futures: le differenze
Forward e futures hanno la stessa logica, ma si distinguono per diversi aspetti:
| Caratteristica | Forward | Futures |
|---|---|---|
| Dove si negozia | Fuori mercato (OTC), contratto privato | Mercati regolamentati |
| Standardizzazione | Su misura per le parti | Contratti standard |
| Rischio di controparte | Presente | Ridotto dalla camera di compensazione |
| Regolamento | Di norma a scadenza | Aggiustamento giornaliero dei margini |
| Liquidità | Bassa, difficile uscire prima | In genere più alta |
Per un confronto pratico tra strumenti a leva e investimento diretto, leggi anche futures contro ETF.
A cosa serve un forward
Copertura
È l'uso principale: un importatore, un esportatore o un produttore agricolo bloccano oggi un prezzo o un cambio per eliminare l'incertezza futura. Chi si copre rinuncia però all'eventuale vantaggio di un movimento favorevole.
Speculazione
Un operatore che crede in un rialzo può assumere una posizione lunga senza versare il capitale. Il rischio è che la perdita possa essere molto grande rispetto al valore iniziale del contratto, perché non c'è premio da cui partire e l'obbligo resta integrale. Per questo il forward è un prodotto prevalentemente per operatori professionali e imprese.
I rischi del forward
- Rischio di controparte: se l'altra parte non adempie, il contratto perde valore per te. È il rischio principale dei contratti OTC.
- Rischio di mercato: il prezzo si muove contro la tua posizione e la perdita può essere rilevante.
- Rischio di liquidità: chiudere in anticipo un contratto su misura è difficile e spesso costoso.
- Rischio di opportunità: nel caso della copertura, rinunci a un eventuale movimento favorevole.
Per chi opera con strumenti a leva è utile conoscere anche i principi di gestione del rischio nel trading e il funzionamento della leva finanziaria.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra forward e opzione?
Il forward crea un obbligo per entrambe le parti, mentre l'opzione dà a chi la compra il diritto, ma non l'obbligo, di comprare o vendere. Per questo l'opzione ha un premio iniziale, mentre il forward in genere non lo prevede.
Un risparmiatore può comprare un contratto forward?
I forward sono contratti OTC pensati soprattutto per imprese e operatori istituzionali, e di solito non sono accessibili al piccolo risparmiatore. Chi vuole una simile esposizione ricorre più spesso a strumenti standardizzati come futures o ETF.
Il forward ha un costo?
Normalmente non si paga un premio iniziale, ma la banca applica un margine nel determinare il prezzo forward e può richiedere garanzie. Il costo effettivo dipende dalla controparte: verifica sempre le condizioni.
Cos'è un forward sui tassi?
È un contratto che fissa oggi un tasso di interesse valido per un periodo futuro, usato per coprire il costo di un finanziamento. Per le alternative opzionali alla copertura dei tassi vedi l'articolo su cap, collar e floor.
Contenuto a scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria.