"Riscatto Laurea 2026: Conviene? Costi e Calcolo"

[investire]A cura della Redazione🔄 Aggiornato il 29 giugno 2026⏱ 3 min di lettura

Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni di università in contributi previdenziali INPS, anticipando il raggiungimento dei requisiti pensionistici o aumentando l'assegno futuro. Esistono due modalità: il riscatto ordinario, più costoso e parametrato alla retribuzione attuale, e il riscatto agevolato, introdotto nel 2019 per i lavoratori interamente nel sistema contributivo, con un costo fisso e accessibile. Capire quale opzione fa al proprio caso e se conviene davvero richiede un calcolo attento, ma il vantaggio fiscale della deducibilità al 100% rende spesso questa scelta molto interessante.

Riscatto ordinario e riscatto agevolato: le differenze

Il riscatto ordinario è disponibile per tutti i laureati, indipendentemente dal sistema previdenziale di appartenenza (retributivo, misto o contributivo). Il costo è calcolato applicando l'aliquota contributiva IVS alla retribuzione settimanale media percepita nei dodici mesi precedenti la domanda: più si guadagna, più il riscatto costa. Per redditi medio-alti, il costo per anno riscattato può superare ampiamente i 10.000€.

Il riscatto agevolato, introdotto dal D.L. 4/2019, è riservato a chi è interamente nel sistema contributivo, ovvero chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 senza contributi precedenti. Il costo è fisso e indipendente dal reddito: nel 2026 ammonta a circa 5.900€ per ogni anno di corso riscattato, importo rivalutato annualmente sulla base degli indici ISTAT. Un laureato triennale pagherebbe circa 17.700€; un laureato magistrale a ciclo unico (5 anni) circa 29.500€.

Tabella comparativa: ordinario vs agevolato

Caratteristica Riscatto ordinario Riscatto agevolato
Chi può farlo Tutti i laureati Solo sistema contributivo puro
Costo indicativo per anno Variabile (dipende dal reddito) ~5.900€ (2026)
Deducibilità IRPEF 100% 100%
Pagamento rateale Sì, fino a 10 anni Sì, fino a 10 anni
Pagamento da parte dei familiari Sì, se a carico Sì, se a carico

La deducibilità fiscale: un vantaggio concreto

Uno degli aspetti più vantaggiosi del riscatto laurea è che il costo sostenuto è deducibile al 100% dall'IRPEF. Questo vale sia per chi paga in prima persona, sia per i genitori che riscattano la laurea di un figlio fiscalmente a carico. La deduzione riduce il reddito imponibile: con le aliquote IRPEF 2026 (L.199/2025 — 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001 a 50.000€, 43% oltre 50.000€), il risparmio fiscale effettivo può essere significativo. Chi si trova nello scaglione al 33% recupera circa un terzo della spesa tramite risparmio d'imposta.

Quando conviene riscattare la laurea

Il riscatto conviene soprattutto se si è giovani (idealmente under 35) e si vuole anticipare la pensione. Aggiungere 3-5 anni di contributi all'inizio della carriera permette di raggiungere prima i requisiti per la pensione anticipata o di aumentare il montante su cui viene calcolato l'assegno. Il vantaggio è tanto maggiore quanto più lontana è la pensione: gli anni riscattati hanno decenni per "lavorare" nel montante contributivo.

Il riscatto non conviene se si è già vicini all'età o agli anni di contributi necessari per andare in pensione, oppure se si dispone già di una carriera contributiva completa. In questi casi, il costo non sarebbe recuperato in termini di anticipo pensionistico o di aumento significativo dell'assegno.

FAQ

Posso riscattare solo alcuni anni del corso di laurea?

Sì. Non è obbligatorio riscattare l'intera durata legale del corso. È possibile scegliere di riscattare solo uno o più anni, in base alle proprie esigenze e disponibilità economica. La domanda all'INPS permette di specificare il numero di anni da riscattare, purché rientrino nella durata legale del corso di studi.

Il riscatto agevolato vale per tutte le lauree?

Il riscatto agevolato si applica ai periodi corrispondenti alla durata legale del corso (non agli anni fuori corso) di qualsiasi titolo di laurea riconosciuto: triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico, vecchio ordinamento. Non sono riscattabili i periodi di iscrizione oltre la durata legale, i dottorati e i master, che hanno regole proprie.

Cosa succede se cambio lavoro dopo aver riscattato la laurea?

I contributi versati tramite riscatto restano acquisiti nella propria posizione INPS e seguono il lavoratore in tutti i cambi di lavoro. Trattandosi di contributi a tutti gli effetti, non si perdono né si azzerano in caso di cambio di datore di lavoro, di categoria contrattuale o di apertura di Partita IVA. L'unico caso in cui occorre valutare attentamente è il passaggio a una cassa previdenziale professionale separata dall'INPS.