Come investire in BTP nel 2026: guida completa per principianti

I Buoni del Tesoro Poliennali sono il titolo di Stato italiano più diffuso tra i risparmiatori. Offrono cedole fisse, tassazione agevolata al 12,5% e l'esenzione dall'ISEE fino a 50.000 euro. Ma non sono privi di rischi: chi vende prima della scadenza può trovarsi con una perdita in conto capitale. Questa guida spiega come funzionano, come acquistarli e quando ha senso farlo.

I tipi di BTP disponibili nel 2026

Il Ministero dell'Economia emette diverse varianti di BTP, ciascuna con caratteristiche diverse in termini di cedola, indicizzazione e destinatari:

BTP nominali (classici)

Il BTP standard ha una cedola fissa semestrale e una scadenza che va da 3 a 50 anni. Il rendimento è certo se si tiene fino alla scadenza: ricevi le cedole ogni sei mesi e il valore nominale (100) a scadenza. La tassazione sulle cedole e sulle plusvalenze è al 12,5%. Sono quotati sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico di Borsa Italiana) e acquistabili sia in asta che sul mercato secondario.

BTP Italia

Indicizzato all'inflazione italiana (indice ISTAT FOI). La cedola reale è fissa, ma l'importo effettivo viene rivalutato in base all'inflazione del semestre: se l'inflazione è positiva, la cedola cresce. Anche il capitale viene rivalutato a scadenza. Prevede un bonus fedeltà per chi mantiene il titolo fino alla scadenza. Non concorre all'ISEE fino a 50.000 euro — vedi la guida BTP e ISEE 2026. Tassazione al 12,5%.

BTP Valore

Dedicato esclusivamente ai risparmiatori retail (non è acquistabile da investitori istituzionali in fase di collocamento). Ha cedole crescenti nel tempo (struttura step-up): le cedole dei primi anni sono più basse, quelle degli anni finali più alte. Prevede un bonus fedeltà dell'1% del valore nominale per chi detiene il titolo fino alla scadenza. Si acquista esclusivamente durante la finestra di collocamento, che dura solitamente una settimana. Per le ultime emissioni, vedi BTP Valore luglio 2026.

BTP Futura

Simile al BTP Valore ma con cedole ancora più sbilanciate verso gli anni finali (step-up più aggressivo). Prevede un bonus fedeltà variabile tra l'1% e il 3% legato alla crescita del PIL italiano durante la vita del titolo. Anch'esso riservato al retail nella fase di collocamento.

Come acquistare BTP

In asta (mercato primario)

Il Tesoro emette BTP tramite aste periodiche (quasi ogni mese per i BTP ordinari, con finestre specifiche per BTP Valore e BTP Italia). Per partecipare all'asta come risparmiatore retail puoi farlo tramite la tua banca o broker abilitato, utilizzando il canale BOT People (la procedura online disponibile tramite i principali istituti). Il prezzo di aggiudicazione è quello che emerge dall'asta: potresti pagare leggermente sopra o sotto 100 a seconda delle condizioni di mercato. Per il BTP Valore, il collocamento avviene a prezzo fisso di 100 e senza commissioni per il retail.

Sul mercato secondario (MOT)

Puoi comprare BTP già in circolazione in qualsiasi momento di apertura del mercato, tramite qualsiasi broker che abbia accesso a Borsa Italiana. Il prezzo è quello corrente di mercato, che può essere sopra o sotto 100 a seconda di quanto sono cambiate le aspettative sui tassi dall'emissione del titolo.

Attenzione alla differenza tra corso secco e prezzo tel quel: il corso secco è il prezzo del titolo al netto degli interessi maturati (rateo cedola); il prezzo tel quel (o "dirty price") include il rateo e rappresenta quanto paghi effettivamente. Il rateo ti viene restituito alla prima cedola.

Tassazione agevolata al 12,5%

La tassazione sui BTP e su tutti i titoli di Stato italiani (e di paesi white list) è del 12,5%, la metà rispetto al 26% applicato a conti deposito, azioni, obbligazioni corporate ed ETF. Questo vantaggio è rilevante: su un rendimento lordo del 3,5%, un BTP rende 3,06% netto, mentre un conto deposito con lo stesso tasso lordo renderebbe solo 2,59% netto.

I BTP sono inoltre esenti dall'imposta di bollo dello 0,2% annuo che si applica invece ad azioni, ETF e fondi. E non concorrono al calcolo dell'ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare — un vantaggio concreto per chi accede a bonus, agevolazioni universitarie o servizi legati all'ISEE. Approfondimento completo: BTP e Buoni Postali non entrano nell'ISEE fino a 50.000€.

Il rischio duration: cosa succede se i tassi cambiano

Un BTP non è un investimento privo di rischi se si vuole uscire prima della scadenza. Il rischio duration (o rischio di tasso) funziona così: quando i tassi di interesse di mercato salgono, il prezzo dei BTP già emessi scende, perché i titoli vecchi offrono cedole meno competitive rispetto a quelli nuovi. Quanto scende il prezzo dipende dalla duration del titolo.

Regola pratica:

  • Un BTP a 2 anni ha bassa duration: se i tassi salgono dell'1%, il prezzo scende di circa 2%.
  • Un BTP a 10 anni ha duration alta: se i tassi salgono dell'1%, il prezzo scende di circa 8-9%.
  • Un BTP a 30 anni ha duration elevatissima: se i tassi salgono dell'1%, il prezzo può scendere del 15-20%.

Chi tiene il BTP fino alla scadenza non risente di queste oscillazioni: a scadenza recupera sempre il valore nominale di 100. Chi vende sul mercato secondario prima della scadenza può realizzare una plusvalenza o una perdita a seconda di come si sono mossi i tassi. Il 2022 ha mostrato questo effetto in modo drastico: i BTP a lunga scadenza avevano perso il 20-30% in pochi mesi a causa dell'impennata dei tassi BCE.

Per il contesto sui tassi attuali, consulta Euribor oggi e lo spread BTP-Bund.

BTP vs conto deposito: quando conviene quale

Il confronto dipende principalmente dalla durata e dalla certezza di non aver bisogno dei fondi prima della scadenza:

  • Breve termine (fino a 2 anni): i BOT o i BTP a breve scadenza competono con i conti deposito. Il vantaggio fiscale dei titoli di Stato (12,5% vs 26%) tende a compensare un tasso lordo inferiore. Per confronti aggiornati consulta conti deposito luglio 2026.
  • Medio termine (3-7 anni): i BTP nominali o il BTP Valore offrono in questo range rendimenti competitivi con il vantaggio fiscale. Il rischio duration è gestibile se si è disposti a tenerli fino a scadenza.
  • Lungo termine (oltre 10 anni): il rischio duration diventa rilevante. Un ETF azionario globale ha storicamente prodotto rendimenti superiori su orizzonti superiori a 15-20 anni, ma con volatilità molto maggiore. I BTP a lunga scadenza possono avere senso per obiettivi specifici (pensione, reddito fisso garantito a una data futura).

Domande frequenti

I BTP sono sicuri?

I BTP sono titoli emessi dallo Stato italiano, che ha la capacità di tassare e di emettere debito per onorare i propri impegni. Il rischio di default dell'Italia è considerato molto basso, ma non zero — le agenzie di rating assegnano al debito italiano un rating investment grade con outlook stabile. Il rischio più concreto per l'investitore retail non è il default ma il rischio di prezzo: se vendi prima della scadenza in un contesto di tassi in rialzo, puoi perdere in conto capitale. Se tieni fino a scadenza, recuperi sempre il valore nominale.

Come si comprano i BTP?

In due modi: tramite asta primaria (partecipando attraverso la propria banca o broker durante le finestre di emissione, anche tramite BOT People) o sul mercato secondario (Borsa Italiana, MOT) in qualsiasi giornata lavorativa tramite broker online. Per il BTP Valore e BTP Italia, acquisto solo in fase di collocamento tramite banca o broker abilitato.

Qual è la tassazione sui BTP?

Le cedole e le plusvalenze da BTP e titoli di Stato italiani sono tassate al 12,5%, metà rispetto al 26% degli altri strumenti finanziari. I BTP sono anche esenti dall'imposta di bollo dello 0,2% annuo e non rientrano nel calcolo dell'ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare.