"Vinted vs Depop: confronto app per vendere abbigliamento usato"

A cura della Redazione · Aggiornato il 16 ottobre 2026 · 10 min di lettura

Il mercato dell'usato online è esploso negli ultimi anni e scegliere la piattaforma giusta per vendere i propri abiti può fare una differenza concreta sui guadagni. Vinted e Depop sono le due app più popolari in Italia per chi vuole liberarsi dell'armadio, guadagnare qualcosa di extra o addirittura costruire un piccolo business nel settore della moda di seconda mano. Ma non sono uguali: differiscono per struttura delle commissioni, tipo di pubblico, stile dei prodotti e funzionalità. Questo confronto ti aiuta a capire quale piattaforma si adatta meglio alle tue esigenze, che tu sia un privato che svuota l'armadio una volta l'anno o un rivenditore attivo di vintage e streetwear.

In sintesi: 3 differenze chiave
  • Commissioni: Vinted non applica commissioni ai venditori (le paga l'acquirente); Depop addebita una commissione percentuale al venditore su ogni transazione completata.
  • Target: Vinted è adatto a chiunque venda abbigliamento generico di ogni fascia d'età; Depop si rivolge a un pubblico giovane, appassionato di vintage, streetwear e pezzi unici.
  • Community: Depop funziona come un social network con follower e feed personale; Vinted è un marketplace più tradizionale focalizzato sulla ricerca rapida e la convenienza.

Cosa è Vinted

Vinted nasce nel 2008 a Vilnius, in Lituania, con l'obiettivo di creare una piattaforma dove chiunque possa comprare e vendere abbigliamento usato senza commissioni a carico del venditore. Oggi è il marketplace di seconda mano più diffuso in Europa, presente in oltre 20 Paesi con decine di milioni di utenti attivi. In Italia ha conquistato rapidamente una larga base di utenti grazie alla semplicità dell'interfaccia e alla politica commerciale che azzera i costi per chi vende.

Il modello di Vinted è chiaro: il venditore incassa il prezzo pieno dell'articolo, mentre l'acquirente paga una commissione di protezione (tipicamente una percentuale sul totale dell'ordine, più una quota fissa) che copre il servizio e la garanzia della transazione. Questo significa che se vendi un maglione a 15 euro, ricevi 15 euro. Chi compra, invece, paga qualcosa in più rispetto al prezzo esposto.

La piattaforma supporta la spedizione integrata con corrieri convenzionati (come BRT, GLS e Poste Italiane) che permettono di generare l'etichetta direttamente dall'app, spesso a tariffe scontate. Il pagamento è trattenuto da Vinted fino alla conferma di ricezione da parte dell'acquirente, offrendo una tutela aggiuntiva a entrambe le parti.

Vinted non si limita all'abbigliamento: permette di vendere anche scarpe, borse, accessori, articoli per bambini e, in alcune categorie, oggetti per la casa. La ricerca è efficiente, con filtri per taglia, brand, colore e fascia di prezzo. Il catalogo è enorme, il che rappresenta sia un vantaggio (più visibilità potenziale) sia uno svantaggio (molta concorrenza di prezzo).

Pro e contro di Vinted

  • Pro: Zero commissioni per i venditori — l'incasso è quello che scrivi nel prezzo
  • Pro: Base utenti molto ampia in Italia e in Europa
  • Pro: Spedizione integrata con tariffe competitive
  • Pro: Interfaccia semplice, adatta a qualsiasi fascia d'età
  • Pro: Sistema di pagamento protetto con rilascio fondi alla conferma consegna
  • Contro: Alta competizione di prezzo — il mercato spinge spesso verso quotazioni molto basse
  • Contro: Meno indicato per pezzi ricercati o di nicchia: il pubblico cerca principalmente convenienza
  • Contro: Non c'è un elemento "social" strutturato: gli utenti non seguono profili con la stessa intensità
  • Contro: L'algoritmo premia le inserzioni recenti, quindi la visibilità cala nel tempo senza "messa in evidenza" (a pagamento)

Cosa è Depop

Depop è una piattaforma nata nel 2011 con una vocazione fortemente social: pensata inizialmente come un'appendice digitale della rivista PIG, si è evoluta in uno dei marketplace più influenti per la moda giovane, il vintage e il reselling di pezzi di tendenza. Nel 2021 è stata acquisita da Etsy, il marketplace americano specializzato in artigianato e oggetti unici, il che riflette bene il suo posizionamento: non solo usato generico, ma articoli con una storia, un'estetica, un valore aggiunto.

Su Depop i venditori creano un vero e proprio negozio con un profilo seguito da altri utenti. L'esperienza ricorda Instagram: si scorrono foto curate, si seguono account, si mettono like agli articoli. Questo modello funziona molto bene per chi riesce a costruire una community attorno al proprio stile o alla propria selezione. I top seller di Depop hanno migliaia di follower e riescono a vendere articoli a prezzi molto più alti rispetto a quelli praticabili su Vinted per la stessa tipologia di prodotto.

Le commissioni di Depop variano nel tempo e per mercato: è fondamentale verificare le condizioni aggiornate direttamente sul sito ufficiale prima di iniziare a vendere, in quanto la struttura tariffaria può essere soggetta a revisioni. In linea generale, il venditore sostiene un costo percentuale sulla transazione, a cui si aggiungono le commissioni del processore di pagamento.

Il pubblico di Depop è prevalentemente giovane (18-30 anni) e molto orientato alla ricerca di pezzi specifici: bomber anni '90, denim vintage, abbigliamento Y2K, sneaker di edizione limitata, capi di brand alternativi. Se i tuoi articoli rientrano in queste categorie, Depop offre un pubblico molto più disposto a pagare prezzi adeguati rispetto ai mercati generalisti.

Pro e contro di Depop

  • Pro: Pubblico altamente targetizzato e disposto a pagare per pezzi di qualità e di tendenza
  • Pro: Elemento social sviluppato: si costruisce una community e un brand personale
  • Pro: Ideale per vintage, streetwear, reselling di pezzi ricercati
  • Pro: Visibilità internazionale, con utenti in UK, USA e Europa
  • Pro: L'estetica delle foto conta: chi investe in contenuti di qualità ottiene risultati migliori
  • Contro: Commissioni a carico del venditore (verificare percentuale aggiornata sul sito)
  • Contro: Richiede più tempo e cura nella gestione del profilo rispetto a un marketplace classico
  • Contro: Meno efficace per abbigliamento standard, di massa o di bassa fascia
  • Contro: Base utenti in Italia meno ampia rispetto a Vinted
  • Contro: La gestione della spedizione è meno integrata: spesso ci si deve arrangiare

Confronto diretto: Vinted vs Depop

Criterio Vinted Depop
Commissioni venditore 0% — nessuna commissione sul prezzo di vendita Percentuale sulla vendita (verificare sul sito ufficiale)
Commissioni acquirente Sì — quota di protezione acquirente sul totale ordine Variabile — commissioni processore di pagamento
Tipo di merce ideale Abbigliamento generico, bambini, scarpe, borse di largo consumo Vintage, streetwear, pezzi unici, brand di nicchia
Pubblico target Ampio, tutte le fasce d'età, orientato al risparmio 18-30 anni, appassionati di moda, trend e reselling
Modello social Marketplace tradizionale con ricerca per filtri Social commerce: profili, follower, like, feed scrollabile
Spedizione integrata Sì — etichette prepagate con corrieri convenzionati Parziale — il venditore gestisce spesso la spedizione in autonomia
Portata geografica Forte in Europa, molto diffusa in Italia Globale, forte in UK e USA, in crescita in Italia
Curva di apprendimento Bassa — si inizia a vendere in pochi minuti Media — richiede cura del profilo e delle foto per essere competitivi

Quando scegliere Vinted

Vinted è la scelta più adatta in questi scenari specifici:

  1. Svuoti l'armadio di casa e vuoi guadagnare il massimo possibile senza intermediari. L'assenza di commissioni per i venditori è il punto di forza più immediato: ogni euro incassato è interamente tuo. Se vendi 30 articoli a 10 euro l'uno, su Vinted prendi 300 euro netti (escluse le spese di spedizione, che di solito paga l'acquirente scegliendo la spedizione prepagata).
  2. Vendi capi di abbigliamento comuni, di marchi diffusi o per bambini. Vinted ha un bacino di acquirenti molto più ampio in Italia per questa tipologia di prodotti. Marchi come H&M, Zara, Nike, Adidas trovano acquirenti in tempi brevi a prezzi ragionevoli.
  3. Vuoi una gestione semplice e veloce senza costruire un brand personale. Crei un'inserzione con le foto, scrivi la descrizione e aspetti. Non devi curare un feed, rispondere a commenti o costruire una base di follower. È un'esperienza molto più simile a quella di un classico mercatino online.
  4. Preferisci la comodità della spedizione integrata. La generazione dell'etichetta direttamente dall'app, con il corriere che viene a ritirare o l'accesso a punti di consegna convenzionati, riduce la burocrazia al minimo. Particolarmente comodo se non sei un venditore esperto.

Quando scegliere Depop

Depop diventa la piattaforma giusta in questi casi:

  1. Hai pezzi vintage, di nicchia o di tendenza che meritano un prezzo più alto. Un bomber anni '80, una felpa di un brand underground, un paio di sneaker di edizione limitata troveranno su Depop acquirenti disposti a pagare cifre che su Vinted sarebbero impensabili. Il pubblico di Depop conosce il valore di questi articoli e non cerca solo il prezzo più basso.
  2. Vuoi costruire un piccolo business online attorno alla moda. Se il tuo obiettivo non è solo liberarti di qualche capo ma creare un negozio con una identità precisa, Depop offre gli strumenti giusti: profilo personalizzabile, follower, possibilità di costruire una reputazione nel tempo che attira clienti fidelizzati.
  3. Hai abilità creative e sai presentare i prodotti con fotografie di qualità. Su Depop l'estetica conta moltissimo. Chi investe in foto curate, sfondi originali e descrizioni evocative ottiene visibilità nettamente superiore. Se la fotografia non ti spaventa, è un vantaggio competitivo enorme.
  4. Vuoi raggiungere un pubblico internazionale, in particolare anglosassone. Depop ha una base utenti solida in UK e USA, mercati dove la cultura del reselling e del vintage è molto più sviluppata. Questo può tradursi in vendite a prezzi superiori, soprattutto per articoli con un appeal globale.

Verdetto finale

Non esiste una risposta universale tra Vinted e Depop: la scelta dipende dal tipo di articoli che vuoi vendere e dall'approccio che intendi adottare. Vinted vince sul piano della semplicità e dei guadagni netti immediati per chi vende abbigliamento comune senza volersi costruire un brand: zero commissioni, spedizione integrata, base utenti enorme in Italia. È la scelta ideale per il venditore occasionale o per chi vuole un approccio pratico senza troppi fronzoli.

Depop vince sul piano del posizionamento e dei prezzi ottenibili per chi tratta merce di qualità, vintage o di nicchia: il pubblico è più selettivo, più giovane e più disposto a spendere per articoli che considera speciali. Le commissioni incidono sul margine, ma un articolo venduto a 50 euro su Depop può valere più di uno venduto a 15 euro su Vinted — e non è raro che accada. Per chi vuole fare del reselling una fonte di reddito strutturata, Depop è il punto di partenza più naturale.

In molti casi la strategia ottimale è usare entrambe le piattaforme: inserire su Vinted i capi di massa e su Depop i pezzi più pregiati, massimizzando sia la quantità delle vendite che il valore medio per transazione.

Domande frequenti

Si paga la tassa sui guadagni da Vinted o Depop?

Dipende dal volume e dalla natura delle vendite. La vendita occasionale di beni personali usati a un prezzo inferiore a quello di acquisto non genera reddito imponibile. Se invece l'attività diventa sistematica e ricorrente, con acquisto e rivendita a scopo di profitto, si configura un'attività commerciale soggetta a tassazione IRPEF secondo gli scaglioni vigenti (23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, ai sensi della L. 199/2025). In caso di dubbi sulla propria situazione, è consigliabile consultare un commercialista.

Vinted o Depop: quale ha più utenti in Italia?

Vinted è significativamente più diffuso in Italia, dove ha investito molto nella localizzazione e nella pubblicità. Depop ha una presenza più limitata nel mercato italiano, ma in crescita, e conta su un pubblico più qualificato per specifiche categorie di moda alternativa e vintage.

Posso usare entrambe le app contemporaneamente?

Sì, nulla lo impedisce. Molti venditori attivi usano Vinted per i capi più comuni e Depop per gli articoli di nicchia. Bisogna solo fare attenzione a non dimenticare di aggiornare le inserzioni se un articolo viene venduto su una delle due piattaforme, per evitare doppie vendite.

Come funziona la protezione acquirenti su Vinted?

Vinted trattiene il pagamento dell'acquirente fino a quando questi non conferma di aver ricevuto l'articolo come descritto. Se sorgono problemi (articolo non conforme alla descrizione, mancata consegna), Vinted interviene come mediatore. Questa protezione è finanziata dalla commissione pagata dall'acquirente e costituisce uno dei principali motivi per cui la piattaforma è percepita come sicura da entrambe le parti.

Depop è sicuro per i pagamenti?

Depop gestisce i pagamenti attraverso processori certificati e offre una propria politica di protezione acquirenti. È importante effettuare le transazioni sempre all'interno della piattaforma, senza spostare il pagamento su canali esterni (es. bonifico diretto, PayPal amici/familiari), per poter accedere alle tutele previste in caso di controversia.


Disclaimer: Questo articolo è puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale, finanziaria o legale. Le condizioni commerciali di Vinted e Depop (commissioni, tariffe, politiche) sono soggette a variazioni: verificare sempre le condizioni aggiornate sui rispettivi siti ufficiali prima di iniziare a vendere. Per valutazioni sulla propria situazione fiscale, rivolgersi a un commercialista abilitato.