"Tasse sullo Staking Crypto 2026: Come si Dichiarano i Premi"

[criptovalute]A cura della Redazione🔄 Aggiornato il 29 giugno 2026⏱ 4 min di lettura

Lo staking è una delle attività più diffuse nel mondo delle criptovalute, ma la sua tassazione in Italia è spesso fonte di confusione. Nel 2026 i premi derivanti dallo staking sono classificati come redditi da capitale e tassati al 26%, non al 33% che si applica alle plusvalenze sulle cessioni di crypto. Questa distinzione, chiarita dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate 30/E/2023, è fondamentale per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi ed evitare errori che possono costare sanzioni. In questo articolo spieghiamo come funziona la tassazione dello staking, dove dichiararlo e cosa accade se poi vendi le crypto ricevute come ricompensa.

Cos'è lo Staking e Come Funziona

Lo staking consiste nel bloccare una quantità di criptovalute in un wallet o su una piattaforma per partecipare al meccanismo di consenso Proof of Stake (PoS) di una blockchain. In cambio, il protocollo distribuisce periodicamente premi in crypto ai validatori e agli staker. È il meccanismo con cui molte blockchain — a differenza di Bitcoin, che usa il Proof of Work — confermano le transazioni e mantengono la sicurezza della rete.

Aliquota 2026: il 26% sui Premi di Staking

Secondo la circolare AdE 30/E/2023, i premi ricevuti dallo staking sono considerati redditi da capitale, equiparati agli interessi su depositi o obbligazioni. L'aliquota applicabile è quindi del 26%, non il 33% previsto per le plusvalenze da cessione di criptovalute.

Questa distinzione è importante: l'imposta non si paga quando vendi le crypto, ma nel momento stesso in cui ricevi il premio, calcolando il controvalore in euro al tasso di cambio del giorno di ricezione.

Attenzione: Staking e Plusvalenza sono Due Imposte Diverse

Il regime fiscale prevede una doppia tassazione potenziale sulle crypto da staking:

  • Quando ricevi il premio: tassazione al 26% sul valore in euro del premio nel giorno di ricezione (reddito da capitale).
  • Quando vendi le crypto ricevute: se le cedi a un prezzo superiore al valore di carico (cioè al valore che avevano quando le hai ricevute), la differenza è una plusvalenza tassata al 33%.

Il valore di carico delle crypto ottenute con lo staking è il loro controvalore in euro al momento della ricezione, che diventa il "costo fiscale" per il calcolo dell'eventuale plusvalenza futura.

Come Dichiarare i Premi di Staking

I premi di staking non si dichiarano nel modello 730, ma nel Modello Redditi Persone Fisiche, nel Quadro RL (redditi di capitale diversi da quelli soggetti a ritenuta alla fonte). Bisogna indicare il valore in euro dei premi ricevuti nell'anno fiscale di riferimento, calcolato al tasso di cambio ufficiale del giorno di ricezione di ciascun premio.

Quadro RW e Monitoraggio Fiscale

Se le crypto su cui effettui staking si trovano su exchange o wallet esteri, è obbligatorio compilare il Quadro RW del Modello Redditi se il valore medio annuo complessivo dei wallet esteri supera €15.000. In caso contrario l'obbligo non scatta, ma è comunque necessario dichiarare i redditi da staking nel Quadro RL.

Tabella: Redditi Crypto e Tassazione 2026

Tipo di reddito crypto Aliquota Quadro dichiarazione
Premi di staking 26% (reddito da capitale) Quadro RL — Modello Redditi PF
Plusvalenza da cessione crypto 33% Quadro RT — Modello Redditi PF
Monitoraggio wallet esteri (>€15.000) IVAFE dovuta Quadro RW — Modello Redditi PF

Fonte: circolare AdE 30/E/2023 e normativa vigente al 2026. La fiscalità crypto è in evoluzione: si consiglia di consultare un commercialista specializzato in crypto-asset prima della dichiarazione.

FAQ sullo Staking Crypto e le Tasse

Lo staking su exchange italiano è tassato diversamente?

No, l'aliquota del 26% sui premi di staking si applica indipendentemente dal fatto che l'exchange sia italiano o estero. La differenza riguarda il monitoraggio fiscale: per gli exchange esteri con valore medio annuo superiore a €15.000, scatta l'obbligo di compilazione del Quadro RW. Per gli exchange italiani registrati come VASP (Virtual Asset Service Provider) in Italia questo adempimento non è necessario.

Devo dichiarare i premi staking anche se non li ho venduti?

Sì. Il presupposto impositivo per i redditi da capitale da staking è la ricezione del premio, non la sua vendita. Nel momento in cui il protocollo accredita le crypto nel tuo wallet, sorge l'obbligo fiscale sul valore in euro di quel giorno. Non vendere le crypto ricevute non esonera dalla dichiarazione dei premi come redditi da capitale.

Come si calcola il valore in euro dei premi staking?

Il valore si calcola moltiplicando la quantità di crypto ricevute per il tasso di cambio ufficiale del giorno di ricezione. Si utilizzano come riferimento i tassi pubblicati da fonti affidabili e riconoscibili, come il prezzo medio giornaliero rilevato sui principali exchange o piattaforme di dati di mercato. È fondamentale conservare uno storico completo di ogni premio ricevuto con data, quantità e controvalore in euro.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale o finanziaria. La normativa crypto è in continua evoluzione. Consulta sempre un commercialista o un consulente fiscale specializzato prima di effettuare scelte fiscali.