Quanto costano i contributi INPS con la partita IVA

A cura della Redazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · 4 min di lettura

Aprire una partita IVA comporta un obbligo che spesso sorprende i freelance alle prime armi: i contributi previdenziali INPS. A seconda della categoria in cui rientri, il costo può andare da qualche centinaio di euro l'anno (se guadagni poco e sei in gestione separata) fino a 4.000–5.000 euro annui di minimo fisso per artigiani e commercianti, indipendentemente dal reddito. In mezzo ci sono aliquote percentuali che oscillano tra il 24% e il 25,72% sul reddito imponibile. Il fattore decisivo? La gestione previdenziale a cui sei iscritto.

La lista completa dei costi

La tabella seguente riassume le principali voci contributive INPS per chi ha partita IVA nel 2026. Le percentuali possono variare leggermente di anno in anno in base alla rivalutazione INPS.

Voce di costo Importo tipico Note
Gestione Separata – aliquota standard ~25,72% del reddito netto Per professionisti senza altra cassa obbligatoria (es. avvocati senza Cassa Forense attiva, consulenti, sviluppatori web)
Gestione Separata – pensionati o iscritti ad altra cassa ~24% del reddito netto Aliquota ridotta; nessun diritto a indennità INPS aggiuntive
Contributo minimo artigiani tra 4.200 e 4.600 €/anno Dovuto anche a reddito zero; si paga a rate trimestrali
Contributo minimo commercianti tra 4.200 e 4.600 €/anno Importo leggermente superiore a quello degli artigiani; stesso meccanismo
Eccedenza sul minimale (artigiani/commercianti) ~24% sul reddito che supera il minimale INPS Si calcola in sede di dichiarazione dei redditi e si versa con il saldo IRPEF
Contributo di maternità ~0,72 €/anno Cifra simbolica, inclusa nella Gestione Separata

Nota: gli importi del minimale vengono rivalutati dall'INPS ogni anno in base all'indice ISTAT. Verifica sempre sul sito INPS i valori aggiornati prima di fare calcoli definitivi.

Come risparmiare sui contributi INPS con la partita IVA

1. Valuta il regime forfettario

Se il tuo fatturato è inferiore a 85.000 euro, il regime forfettario ti permette di pagare il 15% (o il 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti) sull'imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività alla tua attività. Il reddito imponibile forfettario è generalmente più basso di quello ordinario, il che riduce anche la base su cui calcolare la Gestione Separata. Meno reddito imponibile = meno contributi INPS.

2. Richiedi la riduzione del 35% se sei in regime forfettario e artigiano/commerciante

Chi adotta il regime forfettario e è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può chiedere una riduzione del 35% sui contributi fissi minimi. La domanda va presentata tramite i servizi online INPS. Su una spesa base di circa 4.400 euro, la riduzione può valere tra 1.400 e 1.600 euro l'anno: non è poco.

3. Usa il modello F24 per compensare i crediti fiscali

Se hai crediti IRPEF o IVA risultanti dalla dichiarazione dei redditi, puoi compensarli in F24 con i versamenti INPS dovuti. Questa operazione non riduce i contributi in senso stretto, ma alleggerisce l'esborso immediato di cassa, evitando di dover versare denaro fresco quando hai già un credito con il fisco.

4. Non versare acconti eccessivi

INPS e Agenzia delle Entrate calcolano gli acconti sui contributi dell'anno precedente. Se prevedi un reddito significativamente inferiore (ad esempio perché hai cambiato attività o hai avuto meno lavoro), puoi ridurre volontariamente l'acconto portandolo a una stima più realistica. Attenzione: se poi il reddito effettivo è più alto, pagherai interessi sulla differenza.

Domande frequenti sui contributi INPS con partita IVA

Quando si pagano i contributi INPS?

Dipende dalla gestione. Chi è iscritto alla Gestione Separata versa i contributi insieme alle imposte IRPEF: in acconto a giugno/luglio e novembre, a saldo entro giugno dell'anno successivo. Gli artigiani e i commercianti, invece, pagano quattro rate trimestrali di contributi fissi (febbraio, maggio, agosto, novembre) più il saldo a giugno dell'anno successivo, calcolato sul reddito effettivo.

I contributi INPS sono deducibili dalle tasse?

Sì. I contributi versati alla Gestione Separata e alla Gestione Artigiani/Commercianti sono interamente deducibili dal reddito complessivo IRPEF nel regime ordinario. Chi è in forfettario li deduce dal reddito lordo forfettario prima di applicare l'aliquota del 15% o del 5%. È uno dei pochi vantaggi certi di questa spesa obbligatoria.

Cosa succede se non pago i contributi INPS?

L'INPS applica sanzioni e interessi di mora che crescono nel tempo. In caso di mancato pagamento prolungato, può partire una cartella esattoriale con aggi e costi aggiuntivi. In alcuni casi è possibile richiedere una rateizzazione direttamente all'INPS, che di solito la concede se non ci sono precedenti irregolarità gravi. Non ignorare le scadenze: il recupero coattivo è molto più costoso dell'importo originario.

Conclusione

I contributi INPS con partita IVA non sono una spesa trascurabile: tra aliquote percentuali e minimi fissi, possono incidere in modo significativo sulla tua sostenibilità economica come freelance o piccolo imprenditore. Conoscere in anticipo i numeri ti permette di pianificare meglio i flussi di cassa e valutare se il regime fiscale che hai scelto è ancora quello giusto per te.

Per avere un'idea precisa di quanto pagherai in base al tuo reddito atteso, usa il nostro calcolatore partita IVA: inserisci il fatturato previsto e il tipo di attività, e ottieni una stima dei contributi INPS, dell'IRPEF e del netto in tasca.