Il calcolatore forfettario ti permette di stimare in pochi secondi quanto resta davvero in tasca con una partita IVA in regime forfettario: dal fatturato lordo arriviamo al reddito imponibile, sottraiamo i contributi INPS e l’imposta sostitutiva e otteniamo il netto annuo e mensile. È lo strumento ideale per capire se il forfettario conviene, per confrontare scenari diversi e per pianificare quanto mettere da parte per tasse e contributi.
Calcolatore forfettario partita IVA
Calcolatore Partita IVA forfettario
Stima imposte e contributi nel regime forfettario italiano.
Stima semplificata: imponibile = fatturato × coefficiente; contributi deducibili; imposta sostitutiva su (imponibile − contributi). Coefficiente e gestione INPS variano per attività (ATECO). Verifica con il commercialista.
Calcolo avanzato — tutti i parametri
Stima indicativa, non consulenza.
Come funziona il calcolo del regime forfettario
Nel regime forfettario il reddito imponibile non si ottiene sottraendo i costi reali, ma applicando al fatturato un coefficiente di redditività stabilito in base al codice ATECO della tua attività (dal 40% al 86%). La formula di base è:
Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente di redditività. Da questo importo si deducono i contributi INPS effettivamente versati, ottenendo la base su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi cinque anni). Il netto finale è quindi: Fatturato − Contributi INPS − Imposta sostitutiva. Per approfondire la logica di crescita del capitale nel tempo puoi leggere la nostra guida sull’interesse composto, l’ottava meraviglia del mondo.
I coefficienti di redditività per gruppo ATECO
Il coefficiente è il fattore che incide di più sul risultato, perché determina quale quota del fatturato diventa reddito tassabile. Le aliquote più frequenti sono il 78% per professionisti, attività scientifiche, sanitarie, di istruzione e servizi finanziari, e l’86% per costruzioni e attività immobiliari, mentre commercio e somministrazione godono di coefficienti più bassi (40-67%) perché si presume abbiano più spese. Scegliere il coefficiente corretto è essenziale: usare quello sbagliato falsa completamente la stima. Se stai valutando come destinare i risparmi che genera l’attività, dai un’occhiata alla guida su come iniziare a investire da zero.
Contributi INPS: gestione separata o artigiani/commercianti
La scelta della gestione previdenziale cambia molto il netto. Con la gestione separata (professionisti senza cassa) si versa il 26,07% del reddito imponibile, senza minimali fissi: paghi in proporzione a quanto guadagni. Con la gestione artigiani e commercianti esiste invece un contributo minimo fisso (circa 4.500 € l’anno) dovuto anche con redditi bassi, più un’eccedenza del 24% circa sulla parte di reddito che supera il minimale (≈ 18.555 €). I forfettari iscritti a questa gestione possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi. Trovi altri calcolatori utili nella nostra sezione calcolatori.
Esempio pratico di calcolo
Un consulente con fatturato di 40.000 €, coefficiente 78% e gestione separata ha un reddito imponibile di 31.200 €. I contributi INPS sono 31.200 × 26,07% ≈ 8.134 €. La base fiscale diventa 31.200 − 8.134 = 23.066 €, su cui l’imposta sostitutiva al 15% è circa 3.460 €. Il netto annuo è quindi 40.000 − 8.134 − 3.460 ≈ 28.406 €, pari a circa 2.367 € al mese. Cambiando coefficiente, gestione INPS o aliquota il risultato varia in modo sensibile: per questo conviene provare più scenari. Se vuoi capire come far rendere quei risparmi, leggi come investire 1000 euro.
Domande frequenti
Come si calcola il netto in regime forfettario?
Si parte dal fatturato e si applica il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO per ottenere il reddito imponibile. Da questo si sottraggono i contributi INPS versati e poi si calcola l’imposta sostitutiva (15% o 5%) sulla base residua. Il netto è il fatturato meno contributi e imposta. Il calcolatore forfettario svolge tutti questi passaggi in automatico.
Quanto si paga di tasse con la partita IVA forfettaria?
L’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni, e sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Non si paga in proporzione al fatturato ma sulla base imponibile al netto dei contributi INPS. A questa imposta vanno sommati i contributi previdenziali, che spesso pesano più dell’imposta stessa, soprattutto con la gestione separata al 26,07%.
Quanto si versa di contributi INPS nel forfettario?
Dipende dalla gestione: con la gestione separata si versa il 26,07% del reddito imponibile, senza minimi. Con la gestione artigiani e commercianti c’è un contributo minimo fisso di circa 4.500 € l’anno, più il 24% circa sulla quota di reddito oltre il minimale (≈ 18.555 €). I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% su questa gestione, abbassando il carico contributivo.
Le cifre fornite dal calcolatore sono stime indicative basate sui parametri fiscali e previdenziali italiani in vigore nel 2026 e non costituiscono consulenza fiscale. Aliquote, minimali e coefficienti possono variare; per la tua situazione specifica verifica sempre con un commercialista o un professionista abilitato.