Perché l'IP è un asset strategico della startup
Gli investitori guardano all'IP come a una barriera competitiva. Una startup con proprietà intellettuale ben strutturata vale di più in fase di due diligence: dimostra che il valore è nella società, non nella testa di un singolo fondatore. Il primo errore che commettono molti team è sviluppare tecnologia o brand senza mai formalizzare a chi appartiene. Correggere questa lacuna prima di un funding round è possibile ma costoso.
I quattro strumenti principali
Brevetto
Protegge invenzioni nuove, con attività inventiva e applicazione industriale. In Italia si deposita all'UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). Durata: 20 anni. È lo strumento più forte ma anche il più costoso e lento: la procedura completa richiede 2-4 anni. Il codice software come tale non è brevettabile in Europa (a differenza degli USA), ma un'invenzione implementata via software può esserlo se produce un "effetto tecnico ulteriore". Per approfondire vedi la guida al brevetto startup in Italia.
Marchio
Protegge segni distintivi: nome, logo, slogan. In Italia la registrazione UIBM costa circa 150-300 euro, dura 10 anni (rinnovabile). Il marchio UE (EUIPO) protegge in tutti i 27 stati membri con un'unica procedura. È lo strumento più utile per la quasi totalità delle startup: economico, veloce, e fondamentale prima di qualsiasi campagna di marketing. Leggi la guida alla registrazione del marchio startup.
Copyright
Nasce automaticamente con la creazione dell'opera originale (codice sorgente, testi, grafica, video, database). Non richiede registrazione. In Italia il diritto morale è inalienabile (il codice sviluppato da un dipendente o collaboratore durante il rapporto di lavoro appartiene all'azienda, ma il diritto morale resta all'autore). Attenzione: il copyright di un freelance resta al freelance salvo cessione scritta esplicita nel contratto.
Segreto industriale (trade secret)
Protegge informazioni riservate con valore commerciale (algoritmi, formule, liste clienti, know-how). Non richiede registrazione, ma impone misure concrete di protezione: NDA firmati, accesso limitato ai sistemi, cifratura. Il D.Lgs. 63/2018 (attuazione della Direttiva UE sui segreti commerciali) offre tutela legale, ma solo se dimostravi di aver adottato misure ragionevoli di segretezza.
- Invenzione tecnica: brevetto (se sussistono i requisiti)
- Nome/logo/slogan: marchio UIBM + eventualmente EUIPO
- Codice, testi, design: copyright automatico + contratti di cessione con collaboratori
- Algoritmo proprietario non brevettabile: segreto industriale + NDA
- Database: diritto sui generis del produttore (art. 102-bis LDA)
IP assignment: trasferire l'IP dal fondatore alla società
Se i fondatori hanno sviluppato codice, design o brevetti prima della costituzione della SRL, quell'IP appartiene a loro personalmente. Bisogna trasferirlo alla società con un atto formale: l'IP assignment agreement. Questo documento:
- Elenca in modo specifico cosa viene ceduto (repository git, marchi, documenti tecnici)
- Specifica se la cessione è gratuita o a titolo oneroso (con implicazioni fiscali)
- Va firmato al momento della costituzione o il prima possibile
I VC fanno sempre una verifica sulla catena di titolarità dell'IP in fase di due diligence. Se trovano buchi, bloccano il round o chiedono garanzie aggiuntive.
IP e dipendenti/collaboratori
Per i dipendenti, l'art. 64 del Codice della Proprietà Industriale stabilisce che le invenzioni fatte nell'esecuzione del rapporto di lavoro appartengono al datore di lavoro. Per i collaboratori autonomi (partite IVA, consulenti) la regola è opposta: il diritto appartiene al collaboratore salvo accordo contrario. Inserisci sempre una clausola di cessione IP nel contratto di collaborazione prima che inizino a lavorare.
Approfondisci nella guida ai contratti essenziali startup e alla normativa sulle startup innovative 2026.