Novità Fiscali Ottobre 2026: Scadenze e Aggiornamenti

A cura della Redazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · 4 min di lettura

Ottobre è, per molti contribuenti italiani, il mese in cui la pressione fiscale si fa sentire concretamente. Non perché le scadenze più pesanti cadano tutte il 31 ottobre, ma perché è il momento in cui bisogna pianificare gli acconti che arriveranno a novembre e fare i conti con quanto si è accantonato (o non accantonato) durante l'anno. Lavoratori autonomi, partite IVA e investitori devono prestare attenzione a una serie di adempimenti che, se trascurati, portano a sanzioni e interessi. Ecco una guida pratica a tutto ciò che è rilevante in questo periodo dell'anno.

Scadenze fiscali ottobre 2026

Le principali scadenze che si concentrano o richiedono preparazione nel mese di ottobre sono le seguenti. Le date esatte possono variare rispetto agli anni precedenti — verifica sempre le scadenze ufficiali sul sito dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS prima di procedere.

Adempimento Scadenza indicativa Chi riguarda
IVA mensile (settembre) 16 ottobre Titolari di P.IVA in regime ordinario con liquidazione mensile
IVA trimestrale (terzo trimestre) Novembre (con maggiorazione 0,33% per mese) Titolari di P.IVA con liquidazione trimestrale
Contributi INPS mensili 16 ottobre Artigiani, commercianti, collaboratori
Acconto IRPEF (prima o unica rata) 30 novembre (pianificazione da ottobre) Tutti i contribuenti con IRPEF dovuta
IMU seconda rata 16 dicembre (anticipare la pianificazione) Proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale

Per le scadenze relative ai mesi precedenti consulta anche la guida sulle novità fiscali di settembre 2026.

Acconto IRPEF 2026: come calcolarlo

L'acconto IRPEF si versa in due rate (o in un'unica soluzione se l'importo è inferiore alla soglia prevista). Esistono due metodi per determinare quanto versare:

  • Metodo storico: si versa una percentuale dell'imposta netta risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata. Il calcolo è meccanico e non richiede stime, ma può risultare oneroso se il reddito dell'anno in corso è calato rispetto al precedente.
  • Metodo previsionale: si stima l'IRPEF che si dovrà versare per l'anno in corso e si versa la percentuale di acconto calcolata su quella stima. Conviene quando il reddito 2026 sarà significativamente inferiore al 2025. Attenzione: versare meno del dovuto comporta sanzioni e interessi.

Le aliquote IRPEF vigenti per scaglioni di reddito sono 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 € a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Usa il nostro calcolatore IRPEF per simulare l'importo dovuto con entrambi i metodi.

Per i forfettari: contributi INPS di ottobre

I titolari di partita IVA in regime forfettario versano i contributi INPS in modo diverso rispetto ai lavoratori in regime ordinario. Le scadenze per il versamento dei contributi fissi (artigiani e commercianti) coincidono con le rate trimestrali, con una delle scadenze principali che cade attorno al 16 novembre per il terzo trimestre. Ottobre è quindi il momento per verificare di avere la liquidità necessaria.

Ricorda che il regime forfettario prevede un'aliquota sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di attività in presenza dei requisiti), che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IVA. I contributi INPS restano però dovuti separatamente. Per una stima completa, consulta il calcolatore partita IVA forfettaria.

Da fare entro ottobre

Ottobre è il mese giusto per mettere ordine nei propri conti prima delle scadenze autunnali. Ecco una checklist in cinque punti:

  1. Verifica gli acconti dovuti: calcola con il metodo storico o previsionale l'importo da versare a novembre per evitare sorprese dell'ultimo momento.
  2. Pianifica la liquidità per novembre: acconto IRPEF e altri versamenti arrivano a breve distanza l'uno dall'altro — assicurati di avere fondi disponibili sul conto corrente.
  3. Aggiorna il rendiconto degli investimenti: tieni traccia di dividendi, cedole e capital gain realizzati dall'inizio dell'anno per stimare l'imposta dovuta (26% su ETF e strumenti finanziari soggetti all'imposta sostitutiva).
  4. Controlla le plusvalenze crypto da dichiarare: le criptovalute sono soggette a un'aliquota del 33%. Se hai venduto o convertito asset digitali nel 2026, verifica l'importo delle plus/minusvalenze realizzate. Gli operatori che prestano servizi in Italia sono tenuti alla registrazione OAM.
  5. Anticipa la pianificazione IMU: la seconda rata IMU scade il 16 dicembre — calcola il dovuto ora per evitare di arrivare a dicembre impreparato.

FAQ

Cosa succede se non verso l'acconto IRPEF entro la scadenza?

Il mancato o insufficiente versamento dell'acconto IRPEF comporta l'applicazione di una sanzione del 30% sull'importo non versato, oltre agli interessi di mora. È possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione in base alla tempestività del pagamento tardivo.

Posso scegliere il metodo previsionale anche se ho già usato il metodo storico in passato?

Sì. La scelta del metodo di calcolo dell'acconto IRPEF è libera e può essere effettuata ogni anno in autonomia. Non è necessaria alcuna comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate. L'importante è versare almeno l'importo corretto secondo il metodo scelto: se si opta per il previsionale e il calcolo risulta errato in difetto, si applicano le sanzioni ordinarie.

I guadagni da trading su ETF vanno dichiarati ogni anno?

Dipende dalla modalità di detenzione. Se si utilizza un conto titoli presso un intermediario italiano in regime di risparmio amministrato, la tassazione del 26% è applicata automaticamente dall'intermediario e non è necessaria una dichiarazione separata delle singole operazioni. In regime dichiarativo, invece, è il contribuente a dover riportare plus e minusvalenze nel modello 730 o Redditi. Verifica con il tuo intermediario quale regime si applica al tuo conto.