Italian Angels for Growth (IAG): la rete di angel italiani

A cura della Redazione · Aggiornato il 1 luglio 2026 · 3 min di lettura

Italian Angels for Growth (IAG): la rete di angel italiani

Italian Angels for Growth (IAG) è la principale rete di business angel italiani. Fondata nel 2007, raccoglie oltre 150 investitori individuali con esperienza imprenditoriale e manageriale che co-investono in startup early stage. È uno dei punti di accesso privilegiati per startup che cercano il primo capitale istituzionale.

In sintesi:
  • Oltre 150 angel iscritti con background imprenditoriale e manageriale
  • Ticket complessivo per deal: €100k-€2M (syndication tra più angel)
  • Stage preferenziale: pre-seed e seed
  • Co-investe frequentemente con fondi VC italiani
  • Portfolio di oltre 100 startup finanziate dalla fondazione

Come funziona IAG

IAG non è un fondo: è una rete di individui che investono il proprio capitale personale. Il modello è quello del syndicate: ogni deal viene proposto alla rete e i singoli angel decidono autonomamente se partecipare e con quale importo. Il ticket complessivo per operazione risulta dalla somma dei contributi individuali e può variare da €100.000 a €2 milioni.

Questo modello ha vantaggi pratici per la startup: oltre al capitale, si ottiene accesso a una rete di advisor con competenze diverse (CEO, CFO, legale, commerciale, internazionale) e a una rete di contatti che può aprire porte commerciali e facilitare i round successivi.

Profilo degli angel IAG

Gli iscritti a IAG sono prevalentemente:

  • Imprenditori che hanno venduto aziende e reinvestono il proprio capitale
  • Manager con lunga esperienza in aziende multinazionali o banche d'investimento
  • Professionisti del mondo finanziario (banker, consulenti strategici)
  • Founder di startup che hanno raggiunto exit e ora investono in early stage

Questa diversità di background è uno dei maggiori valori aggiunti di IAG rispetto al puro capitale: spesso un angel diventa un advisor operativo per la startup in cui ha investito.

Settori e criteri di selezione

IAG non ha una tesi settoriale rigida, ma i deal valutati ricoprono prevalentemente:

  • Software e SaaS (B2B e consumer)
  • Fintech e insurtech
  • HealthTech e digital health
  • EdTech e future of work
  • Marketplace e piattaforme digitali

I criteri di valutazione si concentrano su:

  • Team: credibilità, complementarietà, skin in the game
  • Mercato: dimensione e crescita del mercato indirizzabile
  • Prodotto: differenziazione e difendibilità
  • Traction: evidenza di interesse del mercato, anche pre-revenue
  • Exit hypothesis: scenari credibili di uscita per gli investitori

Co-investimento con fondi VC

IAG co-investe regolarmente con i principali fondi VC italiani, in particolare nei round seed dove il taglio è troppo piccolo per un fondo istituzionale da solo. Questa collaborazione è strutturale: molti deal IAG vedono la rete come co-lead con un fondo come 360 Capital o CDP Venture Capital.

Il co-investimento IAG+VC è spesso visto positivamente dai founder: combina la velocità e il valore relazionale degli angel con la struttura e il follow-on capacity di un fondo.

Come candidarsi a IAG

Il processo di candidatura prevede:

  1. Application online: compilazione del form sul sito IAG con informazioni sulla startup e caricamento del deck
  2. Screening: valutazione preliminare dal team di coordinamento IAG (1-2 settimane)
  3. Pitch alla rete: presentazione durante uno degli incontri mensili della rete (online o in presenza a Milano)
  4. Due diligence: approfondimento con gli angel interessati, analisi legale e finanziaria
  5. Closing: raccolta delle singole sottoscrizioni e firma dei documenti

Consigli pratici

Candidarsi tramite un'introduzione di un angel già nella rete o di una portfolio company aumenta significativamente le probabilità di accesso. Prima del pitch, studia il portfolio IAG per capire i deal precedentemente finanziati e adatta la narrativa di conseguenza.

Per confrontare con altri investitori seed, leggi la guida ai seed VC italiani. Per capire meglio come funziona la struttura degli investimenti, vedi la spiegazione sui funding round.