Funding round startup: pre-seed, seed, Series A B C spiegati

A cura della Redazione · Aggiornato il 1 luglio 2026 · 9 min di lettura

I round di finanziamento startup: dalla prima idea all'IPO

Ogni fase di crescita di una startup corrisponde a un tipo specifico di round. Capire le caratteristiche di ciascuno ti permette di presentarti all'investitore giusto nel momento giusto, con le metriche giuste — ed evitare di bruciare tempo con fondi che non investono nel tuo stage o settore.

In sintesi:
  • Pre-seed: €20k–500k, solitamente FFF, acceleratori e SAFE note — niente metriche richieste, si scommette sul team
  • Seed: €500k–3M, pre-money tipica €2–8M, serve trazione iniziale misurabile (utenti, MRR, lettere d'intento)
  • Series A: €3M–10M in Italia, PMF dimostrato, MRR €50k+ con crescita stabile e team quasi completo
  • Series B+: scale-up e internazionalizzazione, fondi growth europei, importi da €10M in su
  • La diluizione media per round è 20–25%: pianifica il cap table con questa logica fin dal pre-seed

Perché raccogliere capitali esterni

La scelta di raccogliere capitali da terzi non è obbligata. Molte startup italiane profittevoli non hanno mai fatto un round istituzionale. La raccolta fondi ha senso quando il tuo modello di business è intrinsecamente capital-intensive (hardware, biotech, marketplace con effetti di rete) oppure quando sei in un mercato con winner-takes-most dove la velocità di crescita conta più della profittabilità immediata.

Il costo del capitale esterno è l'equity ceduta: ogni round diluisce i fondatori. Un fondatore che partiva al 50% può ritrovarsi al 15–20% dopo tre round. Questo non è necessariamente un problema — il 20% di una società da €100M vale più del 100% di una società da €2M — ma deve essere pianificato consapevolmente. In alternativa alla diluizione esistono strumenti come il finanziamento agevolato Invitalia o il Fondo di Garanzia PMI, che permettono di prendere debito a condizioni migliori del mercato e di rimandare la diluizione a fasi più mature.

Pre-seed: la scommessa sul team

Il pre-seed copre la fase idea-prototipo. Non esistono ancora ricavi e spesso nemmeno un prodotto funzionante. L'investitore scommette quasi esclusivamente sul team: esperienze passate, complementarietà di competenze, capacità di esecuzione dimostrata anche in altri contesti.

In Italia le fonti di capitale pre-seed sono:

  • FFF (Friends, Family, Fools) — tipicamente €10k–100k, senza term sheet formale. Veloce ma rischioso per le relazioni personali.
  • Acceleratori — Polihub, H-Farm, Speed MI Up, Techstars Milano offrono ticket da €15k a €150k in cambio del 5–10% di equity, più spazio di lavoro e mentorship.
  • Micro-VC e angel network — Italian Angels for Growth (IAG), Club degli Investitori, Business Angels Network (BAN). Ticket tipici: €25k–200k per singolo angel.
  • Bandi seed pubblici — CDP Ventures pre-seed, Smart&Start Invitalia (formalmente seed ma accessibile già in fase pre-revenue). Vedi la guida ai bandi startup 2026.

Valutazione pre-money tipica: €500k–2M in Italia. Importo raccolto: €20k–500k. Documenti richiesti: pitch deck (10–12 slide), executive summary, MVP anche in forma di prototipo non funzionante.

Strumento preferito: SAFE note o convertible note (vedi sezione dedicata più sotto) perché evita di dover fissare una valutazione in fase troppo precoce.

Seed round: la prima validazione di mercato

Il seed è il primo round istituzionale vero e proprio. Il focus si sposta dal team alle prime evidenze di mercato. In Italia gli importi tipici vanno da €500k a €3M, con valutazioni pre-money tra €2M e €8M. Il ticket medio da un singolo fondo seed è €500k–1,5M, ma spesso il round è sindicato tra due o tre co-investitori.

I VC seed e gli angel in questa fase cercano:

  • Trazione misurabile — anche pochi utenti attivi o 3–5 clienti paganti contano più di proiezioni elaborate
  • Mercato TAM €500M+ — il fondo deve potersi immaginare un'exit significativa
  • Crescita mese su mese — anche del 5–10% MoM su basi piccole è un segnale forte
  • Unit economics lordi sostenibili — il margine lordo per cliente deve essere positivo o avere un percorso chiaro verso la positività
  • CAC/LTV ratio — idealmente LTV ≥ 3× CAC, con payback period < 18 mesi

La due diligence seed è leggera ma esiste: verifica societaria (visura, libro soci, cap table), controllo IP (chi è titolare del codice? Ci sono dipendenti ex-employer con claim?), referenze sui fondatori da colleghi o clienti. Un commercialista o avvocato startup può prepararti in una o due settimane.

Fondi italiani attivi nel seed: Primo Ventures, Boost Heroes, Azimut Ventures, Tinaba Ventures, Plug and Play Italy, 200Crowd. A livello europeo con deal italiani: Seedcamp, Speedinvest, Bpifrance sono presenti.

Series A: il product-market fit dimostrato

La Series A certifica che il product-market fit è reale, misurabile e ripetibile. Non è sufficiente avere utenti: serve evidenza che il modello di business scala e che la crescita è predicibile.

Trigger tipici per iniziare a cercare la Serie A:

  • MRR €30k–100k con crescita stabile negli ultimi 6 mesi
  • NRR (Net Revenue Retention) >100% per i SaaS — i clienti esistenti pagano di più nel tempo
  • Cohort di retention solide — i clienti del mese 1 sono ancora presenti al mese 12
  • Team quasi completo: CTO tecnico, Head of Sales, Head of Marketing o Growth
  • Pipeline commerciale qualificata che giustifica l'uso dei capitali

In Italia i round Series A si attestano tra €3M e €10M. La diluizione tipica per i fondatori è 20–25% della nuova quota emessa. I fondi coinvolti includono: United Ventures, 360 Capital Partners, Primo Ventures (round successivi), Vertis SGR, oltre a fondi pan-europei come Northzone, Balderton, Atomico e Accel con deal italiani. CDP Venture Capital è spesso co-investitore nei round più grandi.

La due diligence Serie A è più strutturata: legale (contratti clienti, IP, dipendenti, compliance GDPR), finanziaria (ricavi riconoscibili, costi, burn rate), tecnica (code review per startup SaaS/deep tech), commerciale (referenze clienti, pipeline). La tempistica dal primo meeting al closing è tipicamente 3–6 mesi.

Series B e oltre: scale-up e internazionalizzazione

Dalla Series B in poi si entra nel territorio dello scale-up. Gli obiettivi cambiano: espansione geografica, acquisizioni bolt-on, consolidamento del mercato verticale. Le metriche che contano diventano ARR (non più solo MRR), NRR, efficienza del go-to-market (Magic Number, CAC Payback per segmento) e unit economics a livello geografico.

In Italia i round Series B sono relativamente rari — alcune decine all'anno. Gli importi partono da €10M e salgono significativamente per le C. I fondi growth europei o americani entrano direttamente (Insight Partners, General Atlantic, Tiger Global nei round più grandi), spesso con CDP Venture Capital come anchor italiano o con fondi CVC (corporate venture capital) di grandi aziende del settore.

La Series C e oltre presuppongono di solito un percorso verso un'IPO o una trade sale a grandi corporate: i mercati di riferimento sono Euronext Growth Milan (EGM) per le quotazioni italiane o, per le startup con ambizioni globali, Nasdaq o NYSE.

Strumenti di raccolta: priced round, convertible note, SAFE

Non tutti i round usano gli stessi strumenti legali. La scelta dipende dallo stage e dalla necessità di fissare o rimandare la valutazione.

Priced round

Il priced round emette nuove quote o azioni a una valutazione definita. È lo strumento standard per la Series A in poi. Vantaggi: chiarezza immediata sul cap table, nessuna ambiguità sulla valutazione. Svantaggi: richiede una valutazione negoziata (che può essere difficile in fase early), costi legali più alti (€5k–20k di spese notarili e consulenza).

Convertible note

Un prestito che si converte in equity al prossimo priced round, con un tasso di interesse (tipicamente 5–8%) e spesso un cap (valutazione massima a cui si converte, a vantaggio dell'investitore) e un discount (sconto sulla valutazione del round successivo, tipicamente 15–25%). Vantaggi: veloce da chiudere, nessuna valutazione da negoziare subito. Svantaggi: il founder può sottovalutare quanto equity verrà ceduta al momento della conversione se il round successivo è a valutazione alta.

SAFE note (Simple Agreement for Future Equity)

Inventato da Y Combinator nel 2013 e progressivamente adottato anche in Europa, il SAFE è simile alla convertible note ma senza interesse e senza scadenza: è un diritto di ricevere equity al prossimo round. È lo strumento più semplice e founder-friendly. Attenzione alle clausole MFN (Most Favored Nation): se emetti più SAFE a condizioni diverse, un investitore MFN può scegliere le condizioni migliori degli altri.

Come evolve il cap table: esempio pratico

Ecco come la struttura azionaria cambia in un percorso tipico con 2 fondatori:

FaseFondatore AFondatore BESOP/PoolInvestitori
Costituzione50%50%
Seed (€1M, pre-money €4M)40%40%5%15%
Series A (€5M, pre-money €15M)30%30%8%32%
Series B (€15M, pre-money €45M)22%22%8%48%

La formula per calcolare la diluzione di ogni fondatore in un round è:

Nuova % = Vecchia % × (pre-money / post-money)

Dove post-money = pre-money + investimento. Nel seed dell'esempio: pre-money €4M, investimento €1M → post-money €5M. Fondatore A passa da 50% × (4/5) = 40%.

Term sheet: le clausole che contano davvero

Il term sheet è il documento non vincolante che definisce i termini dell'investimento prima del closing formale. Alcune clausole sembrano tecniche ma hanno impatto diretto su quanto prenderai in caso di exit.

  • Liquidation preference — definisce chi viene pagato prima in caso di vendita della società. Una preferenza 1× non partecipante è founder-friendly: l'investitore recupera il proprio capitale, poi il resto va ai fondatori in proporzione. Una preferenza 2× partecipante è più penalizzante.
  • Anti-dilution — protegge l'investitore in caso di down round (round a valutazione inferiore). Il meccanismo broad-based weighted average è più bilanciato del full ratchet, che è molto penalizzante per i fondatori.
  • Drag-along — obbliga i soci di minoranza ad accettare una vendita approvata dalla maggioranza. Necessario ma da leggere con attenzione: verifica la soglia di approvazione richiesta.
  • Tag-along — dà ai soci di minoranza il diritto di vendere alle stesse condizioni se un socio maggioritario vende. Protegge gli investitori (e i fondatori) da essere "lasciati indietro".
  • Pro-rata rights — il diritto di partecipare ai round successivi per mantenere la propria percentuale. Standard e accettabile.
  • Board composition — definisce chi siede nel CdA. I fondatori vogliono mantenere il controllo almeno fino alla Series B. Negozia con attenzione la composizione del board e le materie che richiedono approvazione del board vs assemblea dei soci.
  • Information rights — il diritto dell'investitore di ricevere report periodici (mensili o trimestrali). Standard per tutti i round istituzionali.

Il processo tipico di un round

Dalla prima conversazione al closing, il processo di un round istituzionale si articola tipicamente in queste fasi:

  1. Preparazione (2–4 settimane) — pitch deck aggiornato, financial model, data room con documenti societari e metriche
  2. Outreach e primo contatto — presentazioni calde (referral da portfolio company, co-fondatori, advisor) funzionano molto meglio delle candidature a freddo
  3. Incontri esplorativi (2–6 settimane) — 30–45 minuti, spesso video. Obiettivo: capire se c'è interesse genuino prima di aprire la data room
  4. Due diligence leggera e term sheet — il fondo fa domande più specifiche, chiede referenze, poi invia il term sheet non vincolante
  5. Due diligence formale (3–6 settimane per la A) — legale, finanziaria, tecnica. Più approfondita per i round grandi
  6. Closing — firma dei documenti definitivi (shareholders agreement, statuto aggiornato, atto notarile per la SRL) e trasferimento dei fondi

Tempi totali realistici: seed 2–4 mesi, Series A 4–6 mesi, Series B 5–8 mesi. Inizia il fundraising prima di avere esaurito la runway: avere 12 mesi di cassa quando inizi il processo è il minimo.

RoundImporto tipico ITPre-money tipicaDurata processoDiluizione tipica
Pre-seed€20k–500k€500k–2M2–6 settimane5–15%
Seed€500k–3M€2M–8M2–4 mesi15–25%
Series A€3M–10M€8M–30M4–6 mesi20–25%
Series B€10M–30M€30M–100M5–8 mesi20–30%

Per capire come approcciarsi ai fondi, come viene strutturata la due diligence e chi sono i principali investitori attivi in Italia, leggi la guida al venture capital in Italia. Per le alternative non-dilutive, consulta i bandi startup 2026 e le agevolazioni fiscali per startup innovative. La panoramica completa è nell'hub startup.