Quando chiedi un prestito personale o un mutuo, tra i primi numeri che incontri ci sono due sigle: TAN e TAEG. Spesso appaiono vicine, ma significano cose molto diverse. Confonderle — o peggio, guardare solo la prima — è uno degli errori che portano a scegliere un finanziamento più costoso del previsto. Questa guida spiega cosa indicano le due sigle, perché il TAEG è il dato davvero rilevante e come usarli per confrontare offerte senza sorprese.
Che cos'è il TAN
Il TAN, acronimo di Tasso Annuo Nominale, è il tasso di interesse puro applicato al capitale di un prestito o di un mutuo: indica la percentuale di interessi che la banca addebita ogni anno sull'importo finanziato, senza includere spese di istruttoria, polizze assicurative o commissioni di incasso rata. È un dato grezzo, utile per calcolare la quota interessi di ciascuna rata, ma insufficiente per capire il costo complessivo del finanziamento.
Il TAN può essere:
- Fisso: rimane invariato per tutta la durata del contratto.
- Variabile: è agganciato a un indice di riferimento come l'Euribor (tipico dei mutui a tasso variabile) o l'EurIRS (per i mutui a tasso fisso indicizzato). In questo caso la rata può cambiare nel tempo, con effetti significativi sul costo totale.
Se stai valutando un mutuo e vuoi stimare la rata mensile partendo dal TAN indicato dalla banca, puoi usare il nostro calcolatore mutuo per avere subito un'idea dei numeri.
Che cos'è il TAEG
Il TAEG, acronimo di Tasso Annuo Effettivo Globale, è il costo totale del credito espresso come percentuale annua sul capitale. A differenza del TAN, il TAEG include tutti i costi obbligatori legati al finanziamento:
- Gli interessi sul capitale (ossia il TAN applicato al piano di ammortamento)
- Le spese di istruttoria e di apertura pratica
- Le commissioni di incasso rata periodiche
- I costi delle polizze assicurative obbligatorie richieste dalla banca come condizione per concedere il credito
- Le spese di perizia (nel caso dei mutui immobiliari)
- Qualsiasi altra spesa accessoria prevista contrattualmente
Il TAEG è definito in modo standardizzato a livello europeo dalla Direttiva 2008/48/CE e dalla Direttiva 2014/17/UE per i mutui. Proprio perché usa la stessa formula per tutti gli istituti di credito, è lo strumento più utile per confrontare offerte diverse sullo stesso piano. Per i mutui ipotecari si incontra anche la sigla ISC (Indicatore Sintetico di Costo), sostanzialmente equivalente al TAEG.
La differenza tra TAN e TAEG: un esempio concreto
Supponiamo di richiedere un prestito personale di 10.000 € da restituire in 36 mesi. La banca propone le seguenti condizioni (a titolo puramente indicativo):
- TAN: 6,00%
- TAEG: 9,80%
Il TAN da solo sembra indicare un costo relativamente contenuto. Ma il TAEG, quasi quattro punti percentuali più alto, rivela l'esistenza di costi aggiuntivi rilevanti: potrebbero esserci 150 € di spese di istruttoria, 2 € di commissione per ogni rata mensile e una polizza assicurativa inclusa come requisito. Alla fine si pagheranno centinaia di euro in più rispetto a quanto il TAN suggerirebbe.
Questo scarto non è raro. Confrontare offerte guardando solo il TAN è un errore che può costare caro. Per capire perché anche piccole differenze di tasso si amplificano nel tempo, l'approfondimento sull'interesse composto offre un quadro utile: lo stesso meccanismo che fa crescere i risparmi agisce, in senso inverso, anche sui debiti.
Perché il TAEG è il dato da guardare sempre
Secondo la normativa italiana, ogni istituto di credito è obbligato a indicare il TAEG (o ISC per i mutui) nella documentazione precontrattuale e nel contratto. Non è un dato nascosto: lo trovi nel foglio SECCI (Standard European Consumer Credit Information) per i prestiti personali, o nel PIES (Prospetto Europeo Standardizzato) per i mutui.
Il TAEG ti permette di:
- Confrontare prodotti diversi in modo oggettivo, anche quando i TAN sembrano simili.
- Identificare le spese accessorie che non emergono dal solo tasso nominale.
- Valutare la convenienza reale del finanziamento rispetto ad alternative, come attingere a un conto deposito invece di indebitarsi per acquisti non urgenti.
- Stimare il costo totale del credito sull'intera durata del piano di rimborso.
Attenzione: il TAEG non include le spese notarili dei mutui, le imposte di registro o sostitutiva, né le polizze facoltative non richieste come condizione per il credito. Per il quadro completo, leggi sempre il foglio informativo e il contratto.
Come confrontare prestiti e mutui senza farsi ingannare
Quando ricevi più preventivi da banche o finanziarie diverse, segui questi passaggi:
- Confronta il TAEG, non il TAN. Due prestiti con lo stesso TAN possono avere TAEG molto diversi a causa delle spese accessorie.
- Verifica cosa include il TAEG dichiarato. Alcune polizze facoltative possono essere escluse dal calcolo, rendendo il costo reale più alto del TAEG indicato.
- Calcola il costo totale del credito (CTC). La rata mensile bassa può sembrare attraente, ma su una durata lunga gli interessi totali possono essere molto elevati. Il CTC è la somma di tutte le rate meno il capitale finanziato.
- Diffida delle promozioni TAN 0%. Queste offerte hanno spesso un TAEG positivo, perché le spese di gestione vengono comunque applicate e compaiono solo in quel dato.
- Valuta il rischio tasso variabile. Un mutuo con TAN inizialmente basso può avere rate molto più alte in futuro se i tassi di riferimento salgono.
Prima di accendere un finanziamento, vale la pena fare un check sulle proprie finanze. La guida su come risparmiare denaro aiuta a costruire un fondo di emergenza e a valutare quando ha davvero senso indebitarsi.
Quando il TAN è ancora utile
Il TAN mantiene la sua utilità in due situazioni specifiche:
- Calcolo della quota interessi in una rata: se si vuole capire quanta parte di ogni rata mensile è composta da interessi puri e quanta da rimborso del capitale, il TAN è il dato di riferimento per il piano di ammortamento.
- Confronto tra prodotti a parità di costi: se due prestiti hanno le stesse spese accessorie, il TAN è sufficiente per confrontare gli interessi — situazione però rara nella pratica.
In tutti gli altri contesti, il TAEG è il parametro corretto. Se vuoi anche far lavorare i risparmi invece di lasciarli fermi, la guida su come iniziare a investire da zero è un buon punto di partenza.
Domande frequenti
Qual è la differenza principale tra TAN e TAEG?
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) rappresenta solo il tasso di interesse applicato al capitale, senza includere spese o commissioni. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) comprende invece tutti i costi obbligatori del finanziamento — istruttoria, commissioni periodiche, polizze richieste dalla banca — ed è per questo il dato davvero confrontabile tra offerte diverse.
Il TAEG di un mutuo include le spese notarili?
No. Il TAEG di un mutuo (detto anche ISC, Indicatore Sintetico di Costo) non comprende le spese notarili, le imposte di registro o sostitutiva, né le polizze facoltative non richieste come condizione per erogare il mutuo. Per conoscere il costo totale reale dell'operazione, occorre sommare anche queste voci al TAEG indicato dalla banca.
Un TAN più basso significa sempre un prestito più conveniente?
No. Un prestito con TAN basso può avere spese di istruttoria elevate, commissioni periodiche consistenti o polizze obbligatorie che alzano sensibilmente il TAEG. Confrontare basandosi solo sul TAN è un errore frequente che può portare a scegliere l'offerta apparentemente più attraente ma in realtà più costosa. Usa sempre il TAEG per un confronto corretto.
Come viene calcolato il TAEG?
Il TAEG si calcola con una formula standardizzata a livello europeo che attualizza tutti i flussi di cassa del finanziamento — rate, spese iniziali, costi periodici — su base annua. Non è necessario calcolarlo manualmente: ogni banca è obbligata per legge a indicarlo nella documentazione precontrattuale.
TAEG e ISC sono la stessa cosa?
Sostanzialmente sì. L'ISC (Indicatore Sintetico di Costo) è il termine usato per i mutui ipotecari in Italia, ma segue la stessa logica del TAEG: esprime in percentuale annua il costo complessivo del finanziamento, interessi e costi obbligatori compresi. Nei documenti più recenti, anche per i mutui si tende a usare direttamente la dicitura TAEG.
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale. I dati, i tassi e gli esempi citati sono indicativi e si riferiscono a scenari ipotetici: le condizioni reali variano in base all'istituto di credito, al profilo del richiedente e alle condizioni di mercato del momento. Prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto di credito o finanziamento, valuta attentamente il contratto e, se necessario, rivolgiti a un consulente finanziario indipendente. Ricorda che ogni forma di finanziamento comporta obblighi e rischi.