Calcolatore TFR 2026

Il calcolatore TFR 2026 ti permette di stimare la buonuscita maturata al termine di un rapporto di lavoro, calcolando quota annua, rivalutazione per inflazione e il netto dopo la tassazione separata. Inserisci la tua RAL, gli anni di servizio e l’inflazione attesa per ottenere in pochi secondi una stima del TFR lordo e netto.

Calcolatore TFR 2026

Calcolatore TFR 2026

Stima il TFR lordo, la rivalutazione e il netto dopo tasse.

Stima indicativa. L’aliquota reale dipende dalla media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro — qui si usa il 23% come stima conservativa. Il TFR in fondo pensione segue regole fiscali diverse (aliquota sostitutiva 15%–9%). Rivalutazione: 1,5% fisso + 75% × inflazione ISTAT.

Cos’è il TFR e come funziona

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), comunemente chiamato buonuscita o liquidazione, è una forma di retribuzione differita che il datore di lavoro accantona ogni anno per il lavoratore dipendente. Viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa: licenziamento, dimissioni, pensionamento o scadenza del contratto. La quota annua accantonata è pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5, una formula stabilita dall’articolo 2120 del Codice Civile.

Il TFR accantonato nelle casse dell’azienda viene rivalutato ogni anno con un tasso fisso composto da due parti: l’1,5% fisso e il 75% dell’inflazione ISTAT registrata nell’anno precedente. Questa rivalutazione garantisce al lavoratore una protezione parziale dall’erosione inflazionistica del potere d’acquisto nel tempo, anche se negli anni di alta inflazione non copre completamente la perdita di valore reale.

Come viene tassato il TFR

Il TFR non viene tassato con le normali aliquote IRPEF progressive, ma con la cosiddetta tassazione separata. Il meccanismo è complesso: l’Agenzia delle Entrate calcola una aliquota media IRPEF riferita ai cinque anni precedenti il pensionamento o la cessazione del rapporto, basandosi sul reddito medio di quel periodo. Questa aliquota viene poi applicata al TFR lordo.

In pratica, chi ha avuto redditi medi bassi negli ultimi 5 anni paga un’aliquota prossima al 23%, mentre chi ha avuto redditi elevati si avvicina al 43%. Il calcolatore utilizza il 23% come stima conservativa. Se hai versato il TFR a un fondo pensione, la tassazione è invece quella delle prestazioni previdenziali complementari: un’aliquota sostitutiva del 15%, che scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione al fondo, risultando molto più vantaggiosa.

TFR in azienda o fondo pensione: quale conviene?

Questa è una delle decisioni più importanti per un lavoratore dipendente. Lasciare il TFR in azienda significa incassare la liquidazione alla fine del rapporto con la tassazione separata ordinaria, con la certezza di avere i soldi disponibili quando si smette di lavorare. È la scelta più semplice e flessibile: in caso di necessità grave puoi anche chiedere un’anticipazione del 70% dopo 8 anni di servizio.

Versare il TFR a un fondo pensione offre invece due vantaggi fiscali significativi: la deducibilità dei contributi volontari aggiuntivi fino a 5.164,57 euro l’anno, e l’aliquota sostitutiva ridotta (15%–9%) sulle prestazioni finali. Lo svantaggio è che i fondi pensione sono investiti sui mercati finanziari, con rendimenti variabili e meno certi rispetto alla rivalutazione garantita dell’1,5%+75% inflazione del TFR in azienda. Per approfondire le differenze puoi consultare la nostra guida sulla previdenza complementare.

Domande frequenti

Quando ricevo il TFR?

Il TFR viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro, entro i termini previsti dal contratto collettivo applicabile (in genere entro 30–45 giorni). Se il datore di lavoro non versa nei termini, maturano gli interessi legali. In caso di insolvenza del datore, il Fondo di Garanzia INPS interviene a tutela del lavoratore. Il TFR versato al fondo pensione sarà invece erogato alla maturazione del diritto a pensione, come rendita o in capitale (fino al 50%).

Posso anticipare il TFR prima di andare in pensione?

Sì, ma con limitazioni. Dopo almeno 8 anni di servizio puoi chiedere un’anticipazione del TFR fino al 70% per acquisto o ristrutturazione della prima casa, o per spese sanitarie straordinarie. Per altre cause, l’anticipazione è del 70% dopo 8 anni, ma solo se il contratto collettivo lo prevede. Puoi richiedere l’anticipazione più volte nella carriera, ma le somme anticipate vengono detratte dalla buonuscita finale.

Conviene lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione?

Dipende dalla tua situazione. Il fondo pensione è conveniente soprattutto per chi ha un’orizzonte temporale lungo (più di 15–20 anni), vuole beneficiare delle deduzioni fiscali sui versamenti volontari e punta a un’aliquota sulle prestazioni finali inferiore a quella IRPEF ordinaria. Il TFR in azienda conviene se vuoi certezza assoluta, stai vicino alla pensione, o hai bisogno della flessibilità dell’anticipazione. In molti casi la scelta ottimale è versare il minimo necessario per ottenere il contributo aggiuntivo del datore, e valutare poi volta per volta.

I risultati forniti sono stime indicative. Il TFR effettivo dipende dalla storia retributiva, dalle assenze, dalle voci di retribuzione incluse o escluse dal calcolo e dall’aliquota di tassazione separata determinata dall’Agenzia delle Entrate. Per una stima personalizzata e per la scelta del fondo pensione più adatto rivolgiti a un consulente previdenziale o a un CAF.

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