Dal 1° luglio 2026, i nuovi lavoratori dipendenti che non effettuano la scelta del TFR entro 6 mesi dall'assunzione vengono automaticamente iscritti al fondo pensione collettivo del loro CCNL tramite il meccanismo del silenzio-assenso. La scelta è irreversibile: una volta scattato il silenzio-assenso, non è possibile tornare al TFR in azienda. Se sei stato assunto di recente o stai per iniziare un nuovo lavoro, devi sapere che hai una finestra temporale precisa per decidere consapevolmente cosa fare del tuo TFR.
Come funziona il silenzio-assenso TFR
Ogni lavoratore dipendente matura ogni mese il Trattamento di Fine Rapporto (TFR): una quota della retribuzione (circa 1/13,5 dello stipendio lordo annuo) che viene accantonata e liquidata al termine del rapporto di lavoro. Dal 2007 esiste la possibilità di destinare questo accantonamento a un fondo pensione invece di lasciarlo in azienda. La scelta va fatta tramite il modulo TFR1 entro 6 mesi dall'assunzione.
Il meccanismo del silenzio-assenso stabilisce che, se il lavoratore non compila il modulo TFR1 entro i 6 mesi, il silenzio equivale a una scelta: il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione collettivo previsto dal CCNL di appartenenza. Se il contratto collettivo non prevede un fondo di categoria, si applica il Fondo di Tesoreria INPS (per aziende con almeno 50 dipendenti) oppure il Fondo Residuale.
Il meccanismo del silenzio-assenso esisteva già dal 2007, ma con la riforma in vigore dal 1° luglio 2026 viene esteso e reso più stringente per tutti i neoassunti, indipendentemente dalla dimensione dell'azienda. La novità principale è che non c'è più margine di recupero: la scelta automatica è definitiva.
TFR in azienda vs fondo pensione — le differenze principali
| Aspetto | TFR in azienda | Fondo pensione |
|---|---|---|
| Rivalutazione | 1,5% fisso + 75% ISTAT — garantita | Dipende dal comparto scelto (obbligazionario, bilanciato, azionario) |
| Rischio | Nullo (rivalutazione garantita) | Variabile (basso nei comparti garantiti, medio-alto in quelli azionari) |
| Rendimento storico | ~2-3% annuo (legato all'inflazione) | I fondi chiusi bilanciati hanno storicamente reso di più nel lungo periodo |
| Tassazione in uscita | IRPEF ordinaria con tassazione separata | 15% (si riduce dello 0,3% per ogni anno oltre il 15°, fino al 9%) |
| Anticipazioni | Possibili (acquisto prima casa, spese sanitarie, altre) dopo 8 anni | Possibili con regole specifiche (sanitarie dopo 1 anno, prima casa dopo 8 anni) |
| Contributo datore | Nessun contributo aggiuntivo | Il datore versa un contributo obbligatorio (previsto dal CCNL) |
| Flessibilità | Rimane all'azienda; rischio insolvenza datore (tutelato da INPS) | Portabile tra aziende, indipendente dal datore |
Cosa succede se scatta il silenzio-assenso
Quando i 6 mesi trascorrono senza che tu abbia compilato il modulo TFR1, entra in vigore automaticamente l'iscrizione al fondo pensione collettivo. Da quel momento, il TFR che maturerai in futuro viene versato ogni mese al fondo, non più accantonato in azienda. Il TFR già accumulato fino a quel momento rimane invece dov'era: se era in azienda, ci resta; se avevi già scelto il fondo in passato, rimane lì.
Il vantaggio principale dell'adesione al fondo pensione tramite silenzio-assenso — e che spesso non viene considerato — è il contributo aggiuntivo del datore di lavoro. Quasi tutti i CCNL prevedono che, se il lavoratore versa il TFR al fondo, il datore debba aggiungere un contributo proprio (solitamente 1-2% della retribuzione). Questo contributo è denaro aggiuntivo che non avresti mai con il TFR in azienda.
La tassazione in uscita dal fondo pensione è strutturalmente più favorevole rispetto al TFR in azienda: l'aliquota parte dal 15% e si riduce dello 0,3% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% dopo 35 anni di iscrizione. Il TFR in azienda, al contrario, è soggetto a tassazione IRPEF con tassazione separata che in molti casi risulta più onerosa, specie per chi ha redditi medi o alti.
Come fare la scelta in modo consapevole
Per esercitare consapevolmente la scelta, il lavoratore deve compilare il modulo TFR1 entro 6 mesi dall'assunzione e consegnarlo al datore di lavoro. Il modulo è disponibile sul sito dell'INPS e permette di indicare una delle quattro opzioni:
- Fondo pensione chiuso di categoria (previsto dal CCNL): in genere la scelta con il miglior rapporto costi/rendimento grazie alla contribuzione datoriale garantita e ai costi di gestione contenuti.
- Fondo pensione aperto: offerto da banche, assicurazioni e SGR; più flessibile ma con costi tipicamente superiori.
- PIP (Piano Individuale Pensionistico): prodotto assicurativo; spesso i costi più alti della categoria, ma utile in alcuni casi specifici.
- TFR mantenuto in azienda: scelta possibile, ma comporta rinunciare al contributo del datore e ai vantaggi fiscali del fondo.
Prima di scegliere, leggi la scheda costi (ISPT) del fondo di categoria del tuo CCNL e confronta l'indicatore sintetico dei costi (ISC) pubblicato dalla COVIP. Consulta anche la nostra guida su fondo pensione chiuso vs aperto vs PIP per un confronto approfondito.
Lavoratori già assunti prima del 1° luglio 2026
Se sei stato assunto prima del 1° luglio 2026 e hai già fatto la tua scelta — qualunque essa fosse — questa normativa non cambia nulla per te. La scelta già effettuata rimane valida. Se invece sei stato assunto dopo il 2007 senza aver mai compilato il TFR1, la tua situazione dipende dalla dimensione dell'azienda e dal CCNL: verifica con l'ufficio risorse umane se sei già iscritto a un fondo o se il tuo TFR è rimasto in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS, per le aziende con 50+ dipendenti). In ogni caso, è possibile aderire volontariamente a un fondo pensione in qualsiasi momento, indipendentemente dal silenzio-assenso.
Domande frequenti
Posso cambiare idea dopo il silenzio-assenso?
No. Una volta scattato il silenzio-assenso, l'iscrizione al fondo pensione è irreversibile per quanto riguarda il TFR futuro. Non è possibile tornare al TFR in azienda. È possibile invece cambiare il fondo pensione a cui sei iscritto (dopo due anni di partecipazione) o modificare il comparto di investimento.
Il TFR già accantonato in azienda rimane lì?
Sì. Il silenzio-assenso e la conseguente iscrizione al fondo pensione riguardano solo il TFR che maturerai da quel momento in poi. Il TFR già accantonato in azienda (o già versato in un fondo in precedenza) rimane dov'è e non viene spostato automaticamente.
Il datore è obbligato a versare i propri contributi al fondo?
Sì, nella quasi totalità dei casi. I CCNL prevedono che, quando il lavoratore destina il TFR al fondo pensione di categoria, il datore sia obbligato a versare anche la propria quota contributiva. L'importo e le modalità dipendono dal contratto collettivo applicato. Questo contributo aggiuntivo è uno dei principali vantaggi economici dell'adesione al fondo rispetto al TFR in azienda.
Cosa succede se cambio azienda?
Il fondo pensione è completamente portabile. Cambiando datore di lavoro, la posizione accumulata rimane tua e puoi continuare a versare al medesimo fondo oppure trasferire la posizione al fondo di categoria del nuovo CCNL o a un altro fondo a tua scelta. Il trasferimento è gratuito dopo due anni di partecipazione al fondo di provenienza.