L'idea è semplice: hai oggetti che non usi sempre, qualcuno ne ha bisogno per un giorno o un weekend, e invece di comprare preferisce noleggiare. Qui si crea valore per entrambi — e un piccolo guadagno per te. La sharing economy non è nuova, ma in Italia nel 2026 alcune categorie di oggetti hanno finalmente piattaforme mature che rendono questo processo abbastanza sicuro e pratico. Non è una fonte di reddito principale, ma è tra le poche che non richiedono quasi nessun lavoro attivo.
Cosa si può affittare online
Il range è più ampio di quanto sembri:
- Auto — il mercato più sviluppato. Se hai un'auto e non la usi per periodi (ferie, smartworking, secondo mezzo), puoi affittarla ad altri privati.
- Furgoni e van — alta domanda per traslochi, mercatini, consegne. Se ne hai uno, il noleggio occasionale può coprire parte delle spese fisse.
- Attrezzatura foto e video — fotocamere, obiettivi, droni, stabilizzatori. Oggetti costosi che molti preferiscono noleggiare per un singolo progetto.
- Tende e attrezzatura da campeggio — domanda stagionale (primavera-estate) ma sostenuta.
- Utensili elettrici — trapani, smerigliatrici, idropulitrici. Chi deve fare un lavoro saltuario non vuole comprare.
- Strumenti musicali — chitarre, tastiere, amplificatori.
- Abiti da cerimonia — abiti da sposa, smoking, costumi.
Piattaforme e come funzionano
Per le auto, le piattaforme più usate in Italia sono Getaround (ex Drivy) e BlaBlaCar Daily. Il funzionamento è simile: registri il veicolo con foto e descrizione, imposti la tua disponibilità e un prezzo giornaliero, e i noleggiatori ti contattano tramite la piattaforma. Getaround installa un dispositivo smart sul cruscotto per aprire l'auto da smartphone senza consegna fisica delle chiavi — il che abbassa la frizione notevolmente. La piattaforma trattiene una commissione e fornisce copertura assicurativa durante il noleggio.
Per gli oggetti di valore (attrezzatura foto, utensili, strumenti), Fat Lama (internazionale, opera in Italia in modo limitato) e RentYourNeeds sono le opzioni più diffuse. Il mercato peer-to-peer per oggetti in Italia è ancora meno maturo rispetto all'auto sharing.
Per furgoni e veicoli commerciali, Getaround copre anche questa categoria, così come alcune piattaforme di noleggio locale.
Guadagni reali
Con un'auto di segmento medio nelle grandi città:
- Con Getaround, affittando 8-12 giorni al mese (nei weekend e durante le tue assenze), si può guadagnare €200-500 al mese, dipendendo dalla città, dalla popolarità del veicolo e dal prezzo impostato.
- Milano, Roma e Torino sono i mercati più attivi; in città minori la domanda crolla.
Per l'attrezzatura fotografica professionale (es. fotocamera mirrorless + obiettivi), il noleggio è tipicamente €50-200 a settimana a seconda dell'attrezzatura. Pochi noleggiano spesso, ma quando succede il ricavo è significativo rispetto al valore dell'oggetto.
Per un furgone, la tariffa è solitamente €80-200 al giorno, con domanda concentrata nei fine settimana e durante i periodi di trasloco.
Pro e contro
- Pro: reddito passivo reale (specie per l'auto), recupera parte dei costi fissi di possesso (assicurazione, bollo, deprezzamento), richiede poco tempo una volta configurato, le piattaforme coprono l'assicurazione durante il noleggio.
- Contro: rischio di danni all'oggetto (anche con assicurazione ci sono franchise e burocrazia), l'assicurazione ordinaria dell'auto non copre i noleggi commerciali — serve la copertura della piattaforma attiva durante le ore di noleggio, guadagni variabili e non prevedibili, in Italia il mercato è maturo solo per le auto.
Un punto legale importante: per gli affitti brevi di immobili (Airbnb e simili) la normativa è separata e più complessa. Si applica la cedolare secca al 21% per il primo immobile e al 26% dal secondo in poi (L.213/2023), con obblighi di registrazione del contratto e altre formalità. Non è la stessa cosa di affittare un'auto o un oggetto.
FAQ
L'assicurazione dell'auto copre il noleggio peer-to-peer?
No. La polizza RC auto standard copre l'uso personale del veicolo, non il noleggio a terzi. Le piattaforme come Getaround includono una copertura assicurativa che si attiva automaticamente durante ogni noleggio. È fondamentale verificare i dettagli della copertura (massimale, franchise) prima di mettere l'auto sulla piattaforma.
I redditi da noleggio vanno dichiarati?
Sì. I proventi dal noleggio di oggetti e veicoli tra privati rientrano nei redditi diversi e vanno dichiarati nel quadro RL della dichiarazione dei redditi. Le piattaforme possono anche inviare comunicazioni all'Agenzia delle Entrate, quindi è importante non omettere questi redditi.
Cosa succede se il noleggiatore danneggia l'oggetto?
Dipende dalla piattaforma e dalla copertura. Getaround, ad esempio, ha un processo di segnalazione danni con rimborso (nei limiti della polizza e della franchise). Per oggetti non coperti da piattaforme strutturate, il rischio è maggiore — considera di stipulare assicurazioni aggiuntive o di chiedere un deposito cauzionale gestito dalla piattaforma prima di accettare il noleggio.