Pianificare la successione è una delle decisioni finanziarie più importanti che si possano prendere, eppure la maggior parte degli italiani la rimanda fino all'ultimo momento — o non la affronta mai. Il risultato è spesso un passaggio di patrimonio disordinato, con eredi che si trovano a pagare imposte evitabili, a litigare su beni non assegnati o a perdere risorse che con un minimo di organizzazione sarebbero state tutelate. Ecco i cinque errori più frequenti e come correggerli prima che sia troppo tardi.
-
Non fare testamento
Senza testamento, la legge italiana applica la successione legittima: i beni vengono distribuiti agli eredi secondo quote fisse stabilite dal Codice Civile, indipendentemente dalle volontà del defunto. Questo può portare a situazioni paradossali: un convivente di lunga data che non riceve nulla, una casa di famiglia che deve essere venduta per soddisfare le quote, figli di primo e secondo letto che ereditano in proporzioni inattese.
Come evitarlo: Redigere un testamento olografo (scritto a mano, datato e firmato) o notarile. Il testamento notarile costa qualche centinaio di euro ma garantisce validità formale e conservazione sicura. Anche un patrimonio modesto merita questo passaggio.
-
Sottovalutare l'imposta di successione
L'imposta di successione in Italia è tra le più basse d'Europa, ma le soglie di franchigia possono sorprendere chi non le conosce. A coniuge e figli spetta una franchigia di 1.000.000 euro per erede con aliquota del 4% sull'eccedenza; per fratelli e sorelle la franchigia scende a 100.000 euro con aliquota del 6%; per altri parenti fino al quarto grado l'aliquota è sempre 6% ma senza franchigia; per tutti gli altri soggetti si applica l'8% senza franchigia.
Come evitarlo: Mappare in anticipo il patrimonio complessivo e verificare a quale scaglione appartengono i potenziali eredi. Per patrimoni consistenti, strumenti come la donazione in vita (con le relative franchigie) o il patto di famiglia possono ridurre significativamente il carico fiscale futuro.
-
Ignorare le polizze vita come strumento successorio
Le polizze vita hanno una caratteristica fiscalmente preziosa che pochi sfruttano consapevolmente: il capitale liquidato ai beneficiari designati non rientra nell'asse ereditario e non è quindi soggetto all'imposta di successione. In più, non è aggredibile dai creditori del defunto e viene liquidato in tempi rapidi, senza attendere la dichiarazione di successione.
Come evitarlo: Valutare l'inserimento di una polizza vita nel piano successorio, soprattutto quando si vuole destinare una somma a un soggetto che non è erede legittimo (un convivente, un nipote, un amico) o quando si vuole garantire liquidità immediata agli eredi per coprire spese e imposte.
-
Non aggiornare i beneficiari
Chi stipula una polizza vita, un fondo pensione o un prodotto di investimento con designazione di beneficiario spesso dimentica di aggiornarla dopo eventi significativi della vita: un matrimonio, un divorzio, la nascita di un figlio, la morte di un beneficiario designato. Il risultato è che il capitale può andare a soggetti che non riflettono più le volontà attuali del titolare.
Come evitarlo: Ogni due o tre anni, o dopo qualsiasi cambiamento familiare rilevante, rivedere sistematicamente tutte le designazioni di beneficiario su polizze, fondi pensione e conti cointestati. La maggior parte degli intermediari permette di aggiornare il beneficiario con una semplice comunicazione scritta.
-
Non considerare le imposte ipotecarie e catastali
Quando nell'eredità sono presenti immobili, oltre all'imposta di successione entrano in gioco le imposte ipotecaria e catastale. In caso di successione ordinaria si applicano rispettivamente al 2% e all'1% del valore catastale dell'immobile; se l'erede dichiara di voler adibire l'immobile a prima casa (e ne ha i requisiti), le due imposte si riducono a importi fissi di 200 euro ciascuna. Una distinzione che può valere migliaia di euro su un appartamento di valore medio.
Come evitarlo: Verificare prima della dichiarazione di successione se si hanno i requisiti per l'agevolazione prima casa sull'immobile ereditato. I requisiti ricalcano quelli dell'acquisto ordinario: residenza nel comune dell'immobile o intenzione di trasferirvisi entro 18 mesi, assenza di altre abitazioni in proprietà nello stesso comune.
Domande frequenti
È obbligatorio presentare la dichiarazione di successione?
Sì, la dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (cioè dalla morte del defunto). L'obbligo sussiste anche quando non è dovuta alcuna imposta, salvo alcune eccezioni: ad esempio quando l'eredità è devoluta solo al coniuge e ai parenti in linea retta e il valore complessivo è inferiore a 100.000 euro e non comprende immobili.
Le donazioni in vita riducono l'imposta di successione futura?
Le franchigie dell'imposta di successione si calcolano tenendo conto anche delle donazioni già ricevute in vita dallo stesso erede. In pratica, se un genitore ha già donato 800.000 euro a un figlio, la franchigia residua al momento della successione sarà di soli 200.000 euro. Pianificare per tempo la ripartizione tra donazioni e successione consente di ottimizzare l'utilizzo delle franchigie disponibili.
Il convivente ha diritti successori?
Il convivente di fatto — anche se la convivenza è registrata ai sensi della Legge 76/2016 — non ha diritti successori legittimi. Non eredita nulla in assenza di testamento. L'unico modo per tutelarlo è inserirlo come erede o legatario nel testamento, oppure designarlo beneficiario di una polizza vita o di un fondo pensione, strumenti che come visto restano fuori dall'asse ereditario.
Conclusione
Pianificare la successione non significa pensare alla morte: significa tutelare il patrimonio costruito in anni di lavoro e risparmiare agli eredi costi e conflitti evitabili. Il primo passo concreto è avere chiara la composizione del proprio patrimonio e il carico fiscale potenziale. Per stimare le imposte dovute sugli immobili e orientarti tra le aliquote, consulta la nostra guida completa all'imposta di successione.