In Italia, trasferire patrimonio ai figli tramite donazione o successione comporta imposte diverse. Dal 2025, una sentenza della Cassazione (Cass. SS.UU. n. 26567/2024) ha chiarito che le franchigie sulle donazioni e sulla successione non si cumulano più tra loro: ogni donazione fatta in vita brucia parte della franchigia disponibile per la successione. Questo cambia profondamente la pianificazione patrimoniale familiare.
Le aliquote e le franchigie in vigore nel 2026
| Beneficiario | Aliquota | Franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) | 4% | €1.000.000 per beneficiario |
| Fratelli e sorelle | 6% | €100.000 per beneficiario |
| Altri parenti fino al 4° grado | 6% | Nessuna franchigia |
| Estranei | 8% | Nessuna franchigia |
| Portatori di handicap grave (L. 104 art. 3 c. 3) | 4% | €1.500.000 |
Le stesse aliquote e franchigie si applicano sia alle donazioni inter vivos sia alle successioni mortis causa. La differenza, come vedremo, sta nel modo in cui si contabilizzano nel tempo.
Donazione vs Successione — differenze principali
| Aspetto | Donazione (in vita) | Successione (alla morte) |
|---|---|---|
| Momento | Immediato, atto notarile obbligatorio | Alla morte, con dichiarazione di successione |
| Costi notarili | Più alti (atto pubblico obbligatorio per immobili) | Più contenuti, spesso gestibile con commercialista |
| Uso della franchigia | Brucia la franchigia disponibile per la successione | Usa la franchigia residua dopo le donazioni pregresse |
| Rischio collazione | Sì — va imputata alla quota di legittima | No |
| Azione di riduzione | Sì — eredi legittimari possono impugnarla | No |
| Step-up costo fiscale | No — il donatario eredita il costo originale | Sì — il valore alla morte diventa il nuovo costo fiscale |
| Controllo sul donante | Perde il bene immediatamente (salvo riserva di usufrutto) | Mantiene il controllo fino alla morte |
Il problema delle franchigie cumulate dopo la Cassazione 2024
La sentenza delle Sezioni Unite n. 26567/2024 ha cambiato il modo in cui si calcola la tassazione complessiva del trasferimento patrimoniale. L'esempio chiarisce il prima e il dopo.
Scenario: un padre ha un patrimonio di €2.000.000 e tre figli. Durante la vita, ha già donato €1.000.000 a ciascuno dei tre figli (totale €3M, già superiore al patrimonio attuale — ma ipotizziamo che all'epoca il patrimonio fosse più grande). Al momento della morte, il patrimonio residuo è €1.000.000 da dividere in tre parti uguali (€333.333 ciascuno).
Con la vecchia interpretazione: ciascun figlio avrebbe avuto una nuova franchigia di €1.000.000 per la successione, indipendentemente dalle donazioni ricevute. L'eredità di €333.333 sarebbe stata esente da imposta per tutti e tre.
Con la nuova interpretazione SS.UU. 2024: le donazioni pregresse (€1.000.000 per figlio) si cumulano con l'eredità (€333.333 per figlio). Il totale per ciascun figlio è €1.333.333. La franchigia di €1.000.000 è già stata consumata dalla donazione. Sull'eredità di €333.333 si applica il 4% = €13.333 di imposta per ciascun figlio.
La regola si applica retroattivamente alle donazioni già fatte, non solo a quelle future. Chi ha effettuato donazioni importanti negli anni precedenti deve riconsiderare la propria pianificazione.
Quando conviene donare nonostante la nuova regola
La sentenza non elimina i vantaggi della donazione — li ridimensiona per chi è vicino o sopra la franchigia. Restano casi in cui donare è conveniente:
Beni in forte crescita di valore: se possiedi un immobile che vale oggi €300.000 ma stimi varrà €600.000 alla tua morte, conviene donarlo ora. L'imposta di donazione si calcola sul valore attuale (€300.000), non su quello futuro. Se aspetti, l'erede paga sul valore maggiore — e probabilmente con meno franchigia residua.
Trasferimenti dentro la franchigia residua: se non hai ancora fatto donazioni significative, trasferire somme ai figli per aiutarli (acquisto casa, studi, avvio attività) è fiscalmente neutro fino a €1.000.000 per figlio. Il vantaggio è anticipare il godimento del patrimonio.
Donazioni a portatori di handicap: la franchigia di €1.500.000 è la più generosa del sistema e non è stata toccata dalla sentenza.
Donazioni a enti del Terzo Settore: le donazioni ad ONLUS, APS e fondazioni riconosciute sono esenti da imposta sulle donazioni e consentono anche deduzioni IRPEF al donante.
Lo step-up del costo fiscale alla successione — il vantaggio nascosto
Questo aspetto è spesso ignorato nella pianificazione, ma può valere decine di migliaia di euro. Quando un erede riceve titoli finanziari (azioni, ETF, obbligazioni) tramite successione, il costo fiscale riconosciuto per il calcolo delle future plusvalenze è il valore di mercato alla data della morte — non il costo originale di acquisto del defunto.
Esempio: il padre aveva comprato un ETF azionario nel 2010 per €10.000. Al momento della morte nel 2026 vale €70.000. Il figlio che eredita questo ETF "parte" con un costo fiscale di €70.000. Se domani lo vende a €72.000, paga le tasse solo sugli €2.000 di plusvalenza. I €60.000 di guadagno latente accumulati dal padre vengono "azzerati" fiscalmente.
Questo vantaggio non esiste per le donazioni in vita. Se lo stesso padre avesse donato l'ETF in vita, il figlio avrebbe ereditato il costo originale di €10.000 e avrebbe dovuto pagare il 26% su €60.000 di plusvalenza alla vendita (€15.600 di imposta). La differenza tra donare e lasciare in successione, in questo caso, è €15.600.
FAQ
I bonifici informali ai figli contano come donazioni ai fini fiscali?
Le liberalità d'uso (regali in occasione di matrimoni, compleanni, lauree) non sono soggette a imposta se proporzionate al patrimonio del donante. I trasferimenti di liquidità rilevanti — anche se fatti con un semplice bonifico — sono tecnicamente donazioni e vanno registrate se l'importo è significativo. In caso contrario, c'è rischio di contestazione in sede di successione (i coeredi possono richiedere la collazione). Meglio formalizzare davanti a un notaio i trasferimenti sopra i €15.000-20.000.
Posso fare testamento per evitare questi problemi?
Il testamento distribuisce i beni alla morte secondo la volontà del testatore, ma non può cancellare la collazione delle donazioni pregresse. Gli eredi legittimari (figli, coniuge, genitori in assenza di figli) hanno diritto alla quota di legittima — e le donazioni ricevute in vita vengono imputate a quella quota. Il testamento è utile per distribuire la quota disponibile, non per aggirare la legge sulla successione necessaria. Serve una pianificazione integrata con notaio che tenga conto di donazioni già fatte e di quelle future.
Il fondo pensione entra nell'eredità?
No. Il capitale accumulato nel fondo pensione va direttamente ai beneficiari designati dall'aderente, fuori dalla successione e senza assoggettamento all'imposta di successione. È uno strumento di trasferimento patrimoniale agevolato: conviene sempre designare i beneficiari in modo esplicito (non genericamente "gli eredi legali") e aggiornarli in caso di cambiamenti familiari.
I conti correnti cointestati si ereditano automaticamente?
No. Alla morte di un cointestatario, la sua quota del conto corrente entra nell'eredità e deve seguire le regole successorie. La banca blocca le operazioni fino alla presentazione della dichiarazione di successione. Solo se il conto è intestato con la clausola "disgiunzione totale" o equivalente, il cointestatario sopravvissuto può operare liberamente — ma anche in quel caso la quota del defunto appartiene agli eredi.
Per approfondire: Calcolatore imposta di successione — ISEE 2026: cosa cambia