Hai trascorso anni all'università e ora ti chiedi se quei anni "persi" per la pensione possano essere recuperati. Il riscatto della laurea INPS permette esattamente questo: trasformare gli anni di corso legale in contributi pensionistici riconosciuti dall'INPS. Ma conviene davvero farlo? La risposta dipende dalla tua età, dal tuo reddito e dall'obiettivo che vuoi raggiungere. Con l'agevolazione under 45 introdotta nel 2019 e confermata per il 2026, il costo si è ridotto sensibilmente, rendendo l'operazione molto più accessibile rispetto al passato. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per valutare la scelta con dati corretti.
Cos'è il riscatto della laurea e come funziona
Il riscatto della laurea è uno strumento previdenziale che consente ai lavoratori iscritti all'INPS (gestione separata, fondo lavoratori dipendenti o artigiani/commercianti) di coprire il periodo universitario con contributi previdenziali, come se avessero lavorato durante quegli anni.
Possono richiedere il riscatto tutti i laureati che:
- siano iscritti a una gestione INPS;
- non abbiano già contributi obbligatori per lo stesso periodo;
- abbiano conseguito un titolo di studio riconosciuto in Italia o equipollente.
Si possono riscattare solo gli anni del corso legale (ad esempio 3 anni per una triennale, 5 per una magistrale a ciclo unico). Gli anni fuori corso non sono riscattabili.
Le due modalità di calcolo del costo
Esistono due regimi:
- Riscatto ordinario: il costo è calcolato sulla base della tua retribuzione media imponibile degli ultimi 12 mesi, moltiplicata per l'aliquota contributiva e per il numero di anni da riscattare. Può essere molto oneroso per chi ha redditi elevati.
- Riscatto agevolato (under 45): il costo è calcolato sul minimale contributivo INPS per i lavoratori autonomi, aggiornato ogni anno. Per il 2026 verifica l'importo esatto sul sito INPS, ma storicamente si tratta di circa 5.000–6.500 euro per anno di università. Questa modalità è riservata a chi non ha ancora compiuto 45 anni al momento della domanda e non ha contributi versati prima del 1° gennaio 1996.
In entrambi i casi, il costo pagato è un onere deducibile ai sensi dell'art. 10 del TUIR: lo sottrai dal tuo reddito imponibile IRPEF, riducendo le imposte dovute. Con le aliquote IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre, secondo la L.199/2025), il risparmio fiscale può essere significativo.
Come richiedere il riscatto della laurea: passo per passo
Passo 1 — Verifica i requisiti e ottieni il simulatore INPS
Prima di tutto, accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e utilizza il simulatore del riscatto della laurea (disponibile nella sezione "Pensione e Previdenza"). Il simulatore calcola in pochi minuti il costo stimato del tuo riscatto, sia in modalità ordinaria sia agevolata, e l'impatto teorico sulla tua futura pensione. Non prendere decisioni senza aver usato questo strumento: i numeri reali possono sorprenderti.
Passo 2 — Raccogli la documentazione
Prepara i seguenti documenti:
- certificato di laurea con data di immatricolazione e data di conseguimento del titolo;
- documento d'identità valido;
- eventuali certificati di altri titoli da riscattare (master, dottorati in alcuni casi).
Non è necessario presentare la pergamena originale: per molti atenei l'INPS effettua verifiche dirette.
Passo 3 — Invia la domanda online
La domanda si presenta esclusivamente online sul sito INPS, nella sezione "Domanda di riscatto ai fini pensionistici". Puoi farlo autonomamente oppure tramite un patronato (servizio gratuito). Indica chiaramente se vuoi il riscatto ordinario o agevolato, il periodo da riscattare e la modalità di pagamento.
Passo 4 — Scegli come pagare
L'INPS ti notificherà l'importo definitivo con un provvedimento formale. Puoi scegliere tra:
- pagamento in un'unica soluzione (con F24, usufruendo della deducibilità nell'anno del pagamento);
- rateizzazione fino a 120 rate mensili senza interessi, con deducibilità IRPEF su ogni rata nell'anno in cui viene versata.
La rateizzazione è comoda ma diluisce il beneficio fiscale su più anni. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito INPS prima di scegliere.
Passo 5 — Monitora l'accredito dei contributi
Dopo il pagamento (o al termine delle rate), i contributi vengono accreditati sulla tua posizione previdenziale. Puoi verificare la situazione aggiornata attraverso il Conto Assicurativo sul portale INPS. Tieni tutti i bollettini di pagamento per la dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti
Conviene di più il riscatto della laurea o il fondo pensione?
Dipende dal tuo profilo. Il fondo pensione offre flessibilità (puoi versare quanto vuoi, quando vuoi), deducibilità fino a 5.164,57 euro/anno e la possibilità di accedere al capitale anticipatamente per acquisto casa o spese sanitarie. Il riscatto della laurea, invece, aumenta direttamente gli anni di contribuzione INPS, avvicinandoti alla pensione anticipata o di vecchiaia, ed è deducibile senza limite d'importo. Se il tuo obiettivo è anticipare la data di pensionamento, il riscatto ha un impatto che il fondo pensione non può replicare. Spesso la strategia ottimale prevede entrambi gli strumenti.
Il riscatto agevolato è sempre conveniente per under 45?
In genere sì, perché il costo è molto inferiore al riscatto ordinario e il risparmio fiscale (deducibilità IRPEF) rende il costo netto ancora più basso. Tuttavia, considera che l'agevolazione è riservata a chi rientra nel sistema interamente contributivo (nessun contributo prima del 1996): se hai contributi retributivi o misti, la situazione cambia. Usa sempre il simulatore INPS per il tuo caso specifico.
Il riscatto della laurea aumenta l'importo della pensione?
Con il sistema contributivo, ogni euro versato diventa montante accumulato che produce pensione. Il riscatto agevolato costa relativamente poco ma contribuisce in proporzione: l'aumento della pensione mensile sarà modesto, ma il vantaggio principale è l'anticipo della data di uscita dal lavoro. Con il riscatto ordinario, il costo e il beneficio pensionistico sono più equilibrati. Anche in questo caso, il simulatore INPS mostra la proiezione dell'assegno con e senza riscatto.
Si può riscattare la laurea anche se si è già in pensione?
No. Il riscatto della laurea è possibile solo finché si è attivi dal punto di vista previdenziale e non si è ancora liquidata la pensione. Una volta in quiescenza, l'operazione non è più consentita. Se stai per andare in pensione e il riscatto ti potrebbe servire per raggiungere i requisiti, agisci prima di presentare domanda di pensionamento.
Conclusione: quando ha senso farlo davvero
Il riscatto della laurea conviene soprattutto se hai meno di 45 anni, sei nel sistema contributivo puro e vuoi avvicinarti alla pensione anticipata (che nel 2026 richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). In questo scenario, ogni anno comprato ha un valore concreto. Per chi ha redditi medio-alti, la deducibilità IRPEF al 33% o al 43% abbassa ulteriormente il costo netto reale.
Se invece sei lontano dalla pensione e il tuo obiettivo è solo accumulare risparmio, un fondo pensione complementare può essere più flessibile ed efficiente. La scelta migliore, nella maggior parte dei casi, è usare entrambi gli strumenti in modo coordinato.
Prima di decidere, usa sempre il simulatore ufficiale INPS e confronta la tua situazione con un consulente previdenziale. Per approfondire altri temi legati alla pianificazione finanziaria, leggi anche la nostra guida su come calcolare l'IRPEF 2026 e scopri come investire in ETF per costruire un patrimonio complementare alla pensione pubblica.