Affittare la propria auto: guadagnare con il car sharing

A cura della Redazione · Aggiornato il 17 agosto 2026 · 12 min di lettura

La tua auto è ferma in garage per ore, se non per giorni interi. Ogni ora che passa, quell'asset perde valore senza generare nulla. Esiste però un modo concreto per invertire questa logica: affittarla ad altri privati tramite piattaforme di car sharing tra privati, incassando un compenso ogni volta che qualcuno la usa.

Non si tratta di diventare tassisti né di aprire un'azienda di noleggio. Si tratta di mettere a reddito un bene che già possiedi e che altrimenti rimarrebbe fermo. In questa guida analizziamo come funziona, quanto si può guadagnare a titolo indicativo, quali piattaforme operano in Italia, cosa succede con assicurazione e tasse, e cosa devi sapere prima di iniziare.

Se stai cercando modi per costruire una rendita passiva partendo da asset già in tuo possesso, il car sharing tra privati è una delle opzioni più accessibili — a patto di capirne bene i meccanismi.

Come funziona il car sharing tra privati in Italia

Il modello è semplice: ti iscrivi a una piattaforma, inserisci il tuo veicolo con foto, descrizione e disponibilità, e gli utenti possono prenotarlo pagando una tariffa oraria o giornaliera. La piattaforma trattiene una commissione e ti versa il restante. L'auto rimane tua, la usi quando vuoi, e la metti a disposizione negli slot temporali che decidi tu.

In Italia il settore è ancora relativamente giovane rispetto ai mercati anglosassoni o nordeuropei, ma alcune piattaforme sono attive e operative.

Le principali piattaforme attive in Italia

Getaround (ex Drivy) è la piattaforma più nota a livello europeo per il noleggio peer-to-peer di auto. Permette ai proprietari di mettere il proprio veicolo a disposizione di altri utenti verificati. La piattaforma gestisce l'assicurazione durante il noleggio e trattiene una commissione sul prezzo impostato dal proprietario. Operativa nelle principali città italiane.

Communauto nasce in Canada ma ha ampliato la presenza in Europa. Il modello prevede sia un servizio gestito direttamente sia accordi con privati. In Italia la presenza è più limitata, con attività concentrata in alcune aree metropolitane.

ShareNow (precedentemente Car2Go + DriveNow) è invece un servizio di car sharing aziendale — non è una piattaforma peer-to-peer per privati. È rilevante menzionarla per chiarire la distinzione: con ShareNow non puoi mettere la tua auto, stai usando auto dell'azienda.

Altre opzioni locali e internazionali: esistono piattaforme come Turo (molto diffusa negli USA, presente in alcuni mercati europei) che stanno valutando o iniziando l'espansione in Italia. Vale la pena monitorare il panorama perché evolve rapidamente.

Come funziona la prenotazione

Il processo tipico su una piattaforma come Getaround è il seguente:

  • Il proprietario registra il veicolo e imposta disponibilità e prezzo
  • Il noleggiatore cerca un'auto nella sua zona, verifica la disponibilità e prenota tramite app
  • L'accesso all'auto avviene spesso tramite sistema keyless (un dispositivo installato sul veicolo) oppure con consegna fisica delle chiavi
  • Al termine del noleggio, la piattaforma addebita il noleggiatore e accredita il proprietario deducendo la propria commissione

Quanto si può guadagnare: stime indicative

I guadagni dipendono da molte variabili: città in cui si vive, tipo di auto, disponibilità offerta, domanda locale. Non esistono rendimenti garantiti e i numeri che circolano online vanno presi come riferimento orientativo, non come promesse.

A titolo indicativo, in base alle tariffe pubblicate dalle piattaforme e alle esperienze condivise da proprietari italiani:

  • Un'utilitaria piccola in una città media può generare, se disponibile 3-4 giorni a settimana, tra i 100 e i 300 euro al mese
  • Un'auto di segmento superiore (SUV, berlina di qualità) in una grande città come Milano o Roma può arrivare a guadagni mensili più elevati, storicamente riportati intorno ai 400-700 euro in condizioni di buona domanda
  • Un'auto ferma quasi sempre e disponibile molte ore al giorno massimizza i noleggi; un'auto usata regolarmente dal proprietario genera ovviamente meno

Da questi importi lordi vanno sottratte: la commissione della piattaforma (tipicamente 30-40% del prezzo del noleggio), il maggior consumo di carburante/usura del veicolo, eventuali costi extra legati alla gestione. Il netto effettivo è spesso inferiore a quanto sembra a prima vista.

La chiave è considerare questo reddito come un extra su un asset che altrimenti non renderebbe nulla — non come un sostituto di uno stipendio.

Assicurazione: cosa copre la piattaforma e cosa no

Questo è il punto più critico e quello su cui molti proprietari si trovano impreparati. La tua polizza RC auto standard copre l'uso personale del veicolo. Quando affitti l'auto a terzi, quella polizza non copre più — o quantomeno presenta zone grigie significative.

La copertura delle piattaforme

Le principali piattaforme peer-to-peer come Getaround includono una copertura assicurativa per il periodo del noleggio. In genere si tratta di:

  • RC verso terzi per danni causati dal noleggiatore durante il noleggio
  • Copertura per danni al veicolo (con franchigie variabili)
  • Assistenza stradale

Tuttavia è fondamentale leggere con attenzione le condizioni: le franchigie possono essere elevate (alcune piattaforme applicano franchigie di 500-1.500 euro), esistono esclusioni specifiche, e la copertura è valida solo durante il periodo di noleggio attivo registrato sulla piattaforma.

Cosa fare con la tua polizza attuale

Prima di iscriverti a qualsiasi piattaforma, contatta la tua compagnia assicurativa e comunica l'intenzione di affittare il veicolo. Alcune compagnie lo permettono con una modifica della polizza (e un adeguamento del premio), altre lo escludono categoricamente. Non farlo potrebbe invalidare la tua copertura anche per i sinistri durante l'uso personale.

Alcune piattaforme hanno accordi con compagnie assicurative partner che offrono prodotti specifici per i proprietari. Valuta questa opzione se la tua assicuratore attuale non è disponibile.

Il bollo auto e il contratto di leasing

Se l'auto è in leasing o a noleggio a lungo termine, verifica nel contratto se è consentito subaffittarla a terzi. In molti contratti di leasing questa pratica è vietata e comporterebbe la risoluzione anticipata del contratto. Anche l'ipoteca o il finanziamento sull'auto può porre vincoli simili.

Tassazione dei proventi: come funziona nel 2026

I redditi derivanti dall'affitto della propria auto a privati tramite piattaforme sono redditi imponibili in Italia. Non esistono soglie di esenzione specifiche per questa tipologia di reddito. Ecco cosa sapere per il 2026.

Classificazione fiscale del reddito

I compensi percepiti dal noleggio del proprio veicolo rientrano generalmente nella categoria dei redditi diversi (art. 67 TUIR), nello specifico come redditi derivanti dall'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere. Non si tratta tecnicamente di redditi da locazione immobiliare, quindi la cedolare secca (21%/26%) non si applica.

In alternativa, se l'attività viene svolta in modo abituale e organizzato, potrebbe essere riqualificata come reddito d'impresa, con conseguente obbligo di partita IVA. La distinzione tra occasionale e abituale non ha soglie fisse e si valuta caso per caso. Per chi supera un certo volume o ha un'attività continuativa, è opportuno sentire un commercialista.

Aliquote IRPEF 2026

Se i proventi rientrano nei redditi diversi, si sommano agli altri redditi e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive in vigore nel 2026:

  • 23% fino a 28.000 euro di reddito complessivo
  • 33% da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

Questo significa che, se hai già un reddito da lavoro dipendente, i proventi dell'auto si aggiungono e vengono tassati all'aliquota marginale applicabile alla tua fascia di reddito. Per un lavoratore dipendente con reddito tra 28.000 e 50.000 euro, ogni euro guadagnato con il noleggio dell'auto verrà tassato al 33% (più eventuali addizionali regionali e comunali).

Per approfondire la tassazione delle rendite finanziarie e degli altri redditi, consulta la nostra guida sulla tassazione delle rendite finanziarie.

Regime forfettario: si può applicare?

Se apri una partita IVA e svolgi l'attività in modo imprenditoriale, potresti accedere al regime forfettario con aliquota al 15% (o 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di legge), con un limite di ricavi di 85.000 euro annui. Tuttavia, aprire la partita IVA solo per noleggiare un'auto privata ha costi fissi (contributi INPS, commercialista, eventuale iscrizione a registro imprese) che nella maggior parte dei casi non giustificano i guadagni derivanti da un singolo veicolo.

Il regime forfettario ha senso se stai costruendo un'attività più strutturata — ad esempio una piccola flotta di veicoli o una combinazione con altri redditi autonomi già esistenti. Per capire se e come aprire una partita IVA convenga nel tuo caso, confrontati con un commercialista.

Dichiarazione dei redditi

I redditi da noleggio occasionale del veicolo vanno dichiarati nel Modello 730 o nel Modello Redditi (ex Unico) nella sezione dedicata ai redditi diversi. Le piattaforme potrebbero inviare una certificazione dei compensi erogati, ma anche in assenza di tale documento l'obbligo di dichiarazione rimane in capo al contribuente.

Condizioni necessarie per l'auto

Non tutte le auto sono adatte o accettate dalle piattaforme. Ci sono requisiti minimi che variano da piattaforma a piattaforma, ma in linea generale:

Requisiti tecnici tipici

  • Età del veicolo: la maggior parte delle piattaforme accetta auto fino a 10-12 anni di età. Auto più vecchie spesso non vengono accettate o ottengono tariffe molto basse.
  • Chilometraggio: alcune piattaforme hanno soglie massime (es. non oltre 150.000-200.000 km).
  • Revisione in corso di validità: obbligatoria, ovviamente. Un'auto fuori revisione non può essere noleggiata legalmente.
  • Condizioni generali: l'auto deve essere pulita, senza danni significativi alla carrozzeria, con gomme in buono stato e tutti i controlli periodici aggiornati.
  • Documenti: libretto di circolazione, assicurazione valida, bollo pagato.

Dispositivo keyless

Alcune piattaforme, Getaround in primis, richiedono l'installazione di un dispositivo hardware sull'auto che permette l'accesso senza chiavi fisiche. L'installazione ha un costo (in alcuni casi offerto gratuitamente dalla piattaforma per attrarre nuovi proprietari, in altri a carico del proprietario). Questo dispositivo consente anche alla piattaforma di monitorare l'uso del veicolo.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Un veicolo usato da più persone si usura più rapidamente. Considera che:

  • I tagliandi potrebbero scadere più velocemente per via dei chilometri aggiuntivi
  • Le gomme si consumano di più
  • I freni e la frizione (se manuale) subiscono maggior stress
  • L'interno richiede pulizie più frequenti

Questi costi vanno calcolati nel rendimento netto effettivo prima di decidere se conviene.

Vantaggi e rischi: una valutazione onesta

I vantaggi concreti

  • Monetizzare un asset inutilizzato: se l'auto è ferma molte ore al giorno o molti giorni a settimana, ogni euro guadagnato è un extra netto rispetto alla situazione attuale.
  • Flessibilità totale: sei tu a scegliere quando l'auto è disponibile. Parti per le vacanze? La blocchi. Hai bisogno dell'auto per un weekend? La togli dalla disponibilità.
  • Gestione automatizzata: le piattaforme gestiscono pagamenti, prenotazioni e buona parte della burocrazia.
  • Copertura assicurativa inclusa: durante il noleggio, la copertura è fornita dalla piattaforma (con le limitazioni già descritte).

I rischi da non sottovalutare

  • Danni al veicolo: il rischio che l'auto venga danneggiata da un noleggiatore esiste sempre. Le franchigie possono essere onerose e recuperare il risarcimento può richiedere tempo.
  • Usura accelerata: più chilometri significa più spese di manutenzione e deprezzamento più rapido.
  • Stress da gestione: gestire prenotazioni, consegne, pulizie e comunicazioni con i noleggiatori richiede tempo.
  • Rischio di controversie: in caso di comportamento scorretto del noleggiatore, risolvere le controversie tramite la piattaforma può essere lungo e frustrante.
  • Dipendenza dalla piattaforma: se la piattaforma chiude, cambia le commissioni o modifica le condizioni, il tuo reddito scompare o cambia drasticamente.

Il car sharing come parte di una strategia più ampia

Il reddito generato dall'affitto dell'auto non è lo strumento con cui costruirai l'indipendenza finanziaria, ma può essere un tassello utile all'interno di una strategia più ampia. L'idea di fondo — mettere a reddito asset già in tuo possesso — è la stessa che guida molte strategie di rendita passiva.

Se stai valutando come impiegare i proventi extra che generi, considera di costruire prima un fondo di emergenza adeguato, poi valutare strumenti di investimento come gli ETF per far crescere il capitale nel tempo. Ogni euro generato in più può essere indirizzato verso obiettivi finanziari concreti invece di essere consumato.

Se ti interessa esplorare altre forme di reddito extra legate agli asset fisici, potresti confrontare questa strategia con gli affitti brevi tramite Airbnb, che seguono una logica simile ma applicata agli immobili.

In ogni caso, prima di avventurarti in qualsiasi forma di rendita, assicurati di aver ottimizzato le tue uscite e di avere una base finanziaria solida da cui partire.

Passi pratici per iniziare

  1. Verifica la tua polizza assicurativa: chiama la tua compagnia e chiedi esplicitamente se puoi affittare il veicolo a terzi tramite piattaforme peer-to-peer. Ottieni una risposta scritta.
  2. Controlla eventuali vincoli contrattuali: se l'auto è in leasing o con finanziamento attivo, verifica i termini del contratto.
  3. Scegli la piattaforma più attiva nella tua città: iscriviti, leggi le condizioni per intero (commissioni, copertura assicurativa, franchigie, regole per i danni).
  4. Prepara l'auto: revisione in corso, tagliando aggiornato, pulizia accurata, documenti a bordo.
  5. Imposta un prezzo competitivo: analizza le tariffe delle auto simili nella tua zona sulla stessa piattaforma.
  6. Tieni traccia dei guadagni: annota tutto per la dichiarazione dei redditi. Non dimenticare che questi compensi vanno dichiarati.
  7. Consulta un commercialista: se prevedi guadagni significativi o attività continuativa, fallo prima di iniziare.

Domande frequenti

Devo aprire la partita IVA per affittare la mia auto su queste piattaforme?

Non necessariamente. Se l'attività è occasionale e non continuativa, i proventi rientrano nei redditi diversi e si dichiarano nel Modello 730 o Redditi senza aprire la partita IVA. Se invece l'attività diventa abituale e organizzata — ad esempio gestisci più veicoli o lo fai come attività principale — potrebbe essere necessario aprire la partita IVA. Il confine tra occasionale e abituale non è definito da soglie fisse, quindi in caso di dubbio consulta un commercialista.

Cosa succede se l'auto viene danneggiata durante un noleggio?

Le principali piattaforme peer-to-peer come Getaround coprono i danni al veicolo durante il noleggio con la propria assicurazione. Tuttavia esistono franchigie (che possono variare da qualche centinaio a oltre 1.000 euro) ed esclusioni specifiche. In caso di danno devi segnalarlo tempestivamente alla piattaforma e seguire la procedura indicata. Il processo di rimborso può richiedere tempo. Per questo motivo è importante leggere con attenzione le condizioni assicurative della piattaforma prima di iscriversi.

Posso affittare l'auto se ho ancora un finanziamento o un leasing attivo?

In molti casi no, o quantomeno non senza autorizzazione esplicita del finanziatore o della società di leasing. La maggior parte dei contratti di leasing e di finanziamento vieta espressamente il subaffitto o l'uso commerciale del veicolo da parte di terzi. Verificare questo punto nel contratto è fondamentale: violare tale clausola può comportare la risoluzione anticipata del contratto con costi significativi.

La mia assicurazione RC auto copre i danni causati durante il noleggio?

In linea generale, la polizza RC auto standard non copre l'uso del veicolo a fini commerciali o quando viene guidato da terzi a titolo oneroso. Durante il periodo di noleggio attivo sulla piattaforma, è la copertura della piattaforma stessa a essere operativa. Ma prima di iniziare devi assolutamente comunicare alla tua compagnia assicurativa l'intenzione di noleggiare il veicolo: alcune compagnie lo permettono con adeguamento della polizza, altre lo escludono. Non farlo potrebbe invalidare la tua copertura anche per i sinistri avvenuti fuori dal noleggio.

Quanto posso guadagnare concretamente in un mese?

I guadagni variano moltissimo in base alla città, al tipo di auto, alla disponibilità offerta e alla domanda locale. A titolo puramente indicativo e basandosi sulle esperienze condivise da proprietari italiani, un'auto disponibile 3-4 giorni a settimana in una grande città può generare tra i 100 e i 500 euro lordi mensili. Da questo importo vanno detratte le commissioni della piattaforma (tipicamente 30-40%), i costi di manutenzione aggiuntiva e le tasse sui proventi. Non esistono rendimenti garantiti.