Come funziona la NASPI 2026

A cura della Redazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · 6 min di lettura

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è il principale sussidio di disoccupazione italiano, erogato dall'INPS a chi perde involontariamente il lavoro. In pratica, se ti licenziano o il tuo contratto a termine non viene rinnovato, puoi ricevere un assegno mensile parametrato al tuo stipendio precedente. Per ottenerlo devi aver accumulato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. L'importo è pari al 75% della retribuzione media mensile fino a una soglia aggiornata annualmente dall'INPS, con una riduzione progressiva a partire dall'ottavo mese. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: requisiti, calcolo, durata e come fare domanda.

Cos'è la NASPI e chi può richiederla

La NASPI è un'indennità mensile di disoccupazione introdotta dal D.Lgs. 22/2015 in sostituzione di ASpI e mini-ASpI. È destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Sono esclusi i lavoratori agricoli (che hanno una propria indennità), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e i lavoratori autonomi.

Requisiti per accedere alla NASPI nel 2026

Per presentare domanda è necessario soddisfare contemporaneamente queste condizioni:

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento (anche per giusta causa), scadenza di contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta, dimissioni per giusta causa o durante il periodo di maternità/paternità.
  • 13 settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.
  • Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) al lavoro, da rendere al Centro per l'Impiego o tramite il portale ANPAL.

Dal 1° gennaio 2022 è stato eliminato il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno: bastano le 13 settimane contributive nel quadriennio.

Come si calcola l'importo

L'INPS calcola la retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni, dividendo il totale per il numero di settimane coperte da contribuzione e moltiplicando per 4,33 (fattore di conversione settimane/mesi).

Il meccanismo di calcolo dell'indennità funziona così:

  • Se la retribuzione media è inferiore o uguale alla soglia annuale INPS (aggiornata ogni anno con circolare INPS): l'indennità è pari al 75% di tale retribuzione.
  • Se la retribuzione media supera la soglia: l'indennità è pari al 75% della soglia, più il 25% della differenza tra la retribuzione effettiva e la soglia stessa.
  • In ogni caso si applica un massimale mensile fissato dall'INPS. Per gli importi aggiornati al 2026 consulta sempre la circolare ufficiale sul sito inps.it.

Riduzione progressiva: a partire dal primo giorno dell'ottavo mese di fruizione (nono mese per chi ha 55 anni o più), l'importo si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo serve a incentivare la ricerca attiva di un nuovo impiego.

Durata della NASPI

La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane contributive accreditate negli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi. Esempio: se hai 96 settimane di contributi nel quadriennio, hai diritto a 48 settimane di NASPI, pari a circa 11 mesi.

Come richiedere la NASPI: passo dopo passo

Passo 1 — Verifica i requisiti

Prima di tutto controlla di aver perso il lavoro in modo involontario e di avere le 13 settimane di contributi nel quadriennio. Puoi verificare la tua posizione contributiva accedendo al fascicolo previdenziale sul portale INPS con SPID, CIE o CNS.

Passo 2 — Rendi la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)

La DID è obbligatoria e deve essere presentata prima o contestualmente alla domanda NASPI. Puoi farlo direttamente online sul portale ANPAL oppure recandoti al Centro per l'Impiego (CPI) della tua provincia. Senza la DID la domanda NASPI non può essere accolta.

Passo 3 — Presenta la domanda entro 68 giorni

La domanda va inoltrata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (o dall'evento che ha determinato la perdita del lavoro). Se presenti domanda tardivamente, perdi i giorni di arretrato anteriori alla presentazione. Puoi presentare la domanda:

  • Online sul portale INPS (myINPS) con SPID/CIE/CNS;
  • Tramite un patronato o un CAF autorizzato, gratuitamente;
  • Tramite il Contact Center INPS (numero 803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare).

Passo 4 — Partecipa alle misure di politica attiva

Una volta percepita la NASPI sei tenuto a partecipare alle iniziative di politica attiva proposte dal CPI (colloqui, corsi di formazione, offerte di lavoro congrue). Se rifiuti senza giustificato motivo un'offerta di lavoro congrua o non partecipi alle attività programmate, rischi la decadenza dal beneficio.

Passo 5 — Comunica eventuali variazioni

Se durante la fruizione della NASPI inizi un'attività lavorativa (lavoro dipendente, autonomo o d'impresa), devi comunicarlo all'INPS entro i termini previsti. Il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione comporta la decadenza e la restituzione delle somme indebite.

Passo 6 — Monitora i pagamenti

L'INPS accredita la NASPI mensilmente, di norma tra il 15 e il 20 del mese successivo al periodo di competenza, tramite bonifico bancario o postale. Puoi monitorare lo stato dei pagamenti nella sezione "Servizi al cittadino" del portale INPS.

Domande frequenti sulla NASPI

Posso lavorare mentre percepisco la NASPI?

Sì, ma con regole precise. Se inizi un lavoro dipendente con reddito annuo inferiore al limite escluso da imposta, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto e riprende al termine. Se il reddito supera la soglia, la NASPI decade. Per il lavoro autonomo o d'impresa puoi cumulare parzialmente l'indennità comunicando i redditi all'INPS: l'importo verrà ridotto dell'80% del reddito presunto. Verifica sempre i limiti aggiornati sul sito INPS, poiché le soglie vengono rivalutate annualmente.

Cosa succede se non trovo lavoro e la NASPI finisce?

Al termine della NASPI, se sei ancora disoccupato e in stato di bisogno economico, puoi valutare l'accesso all'Assegno di Inclusione (ADI), la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. I requisiti ISEE e le condizioni di accesso sono distinti dalla NASPI: consulta il sito INPS o un patronato per una valutazione personalizzata.

Le dimissioni volontarie danno diritto alla NASPI?

In generale no: la NASPI è riservata a chi perde il lavoro involontariamente. Le dimissioni volontarie ordinarie escludono il diritto. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (gravi inadempimenti del datore di lavoro, molestie, mancato pagamento della retribuzione) e le dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità/paternità (fino al compimento del primo anno di vita del figlio). In questi casi specifici il diritto alla NASPI è riconosciuto.

Cosa determina la decadenza dalla NASPI?

Perdi il diritto alla NASPI se: inizi un lavoro dipendente con reddito superiore alla soglia consentita senza comunicarlo; non partecipi alle attività di politica attiva senza giustificato motivo; rifiuti un'offerta di lavoro congrua; raggiungi i requisiti per il pensionamento (anticipato o di vecchiaia); non presenti la comunicazione di avvio di attività autonoma entro i termini previsti.

Conclusione

La NASPI 2026 è uno strumento importante per chi attraversa un periodo di disoccupazione involontaria: garantisce un reddito di sostituzione calcolato sulla retribuzione precedente, con una durata proporzionale alla storia contributiva. Il punto critico è rispettare le scadenze: la domanda entro 68 giorni, la DID prima o contestualmente, e la comunicazione tempestiva di qualsiasi variazione del tuo status lavorativo. Per situazioni complesse — dimissioni per giusta causa, lavoro part-time durante la NASPI, redditi da lavoro autonomo — affidati sempre a un patronato o a un consulente del lavoro per evitare decadenze o richieste di restituzione.

Se stai pianificando la tua situazione finanziaria durante il periodo di disoccupazione, puoi usare il nostro calcolatore IRPEF per stimare la tassazione sull'indennità percepita, oppure leggere la guida su come aprire un conto corrente online con canone zero per ridurre i costi fissi in un momento delicato.