Come fare la fattura elettronica da forfettario 2026

A cura della Redazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · 6 min di lettura

Dal 1° gennaio 2024 tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario sono obbligati a emettere fattura elettronica, senza eccezioni. Se sei un forfettario e devi emettere la tua prima fattura — o vuoi semplicemente capire come farlo correttamente nel 2026 — sei nel posto giusto. In questa guida trovi la procedura completa, passo dopo passo: quale software usare, quando applicare la marca da bollo da €2, come inviare il documento al Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate e come conservarlo nel rispetto della normativa. Il processo è più semplice di quanto sembri.

Come funziona la fattura elettronica per i forfettari

La fattura elettronica è un documento in formato XML strutturato che viene trasmesso obbligatoriamente attraverso il Sistema di Interscambio (SDI), la piattaforma dell'Agenzia delle Entrate che fa da intermediario tra chi emette e chi riceve la fattura.

Per i forfettari le regole sono leggermente diverse rispetto ai soggetti in regime ordinario:

  • Nessuna IVA in fattura: il forfettario non addebita l'IVA al cliente. La fattura deve riportare obbligatoriamente la dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014 – Regime forfettario. Non soggetta a IVA."
  • Nessuna ritenuta d'acconto subita: il committente non deve applicare la ritenuta d'acconto. Va indicato in fattura: "Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014."
  • Marca da bollo virtuale da €2: obbligatoria per le fatture di importo superiore a €77,47, proprio perché prive di IVA.
  • Conservazione a norma: 10 anni, obbligatoriamente in formato digitale.

I software gestionali dedicati (come FattureinCloud o Aruba Fatturazione) si occupano automaticamente di inserire le diciture corrette e di inviare il file XML all'SDI, semplificando enormemente il lavoro.

Come emettere la fattura elettronica da forfettario: passo dopo passo

Passo 1 — Scegli il software di fatturazione

Il primo step è scegliere uno strumento per creare e inviare la fattura. Hai diverse opzioni:

  • FattureinCloud: tra i più diffusi in Italia, con interfaccia intuitiva e funzioni specifiche per i forfettari. Gestisce automaticamente le diciture di legge, la marca da bollo e la conservazione. Disponibile con piani mensili o annuali (verifica il piano più adatto alle tue esigenze sul sito ufficiale).
  • Aruba Fatturazione: soluzione di Aruba con un piano entry-level accessibile, ideale per chi emette poche fatture l'anno. Include l'invio all'SDI e la conservazione sostitutiva.
  • Portale ADE gratuito: l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente il servizio "Fatture e Corrispettivi" sul proprio portale. È sufficiente per chi emette un numero ridotto di fatture, ma meno comodo rispetto ai software dedicati.

Se sei alle prime armi e vuoi contenere i costi, il portale ADE è un ottimo punto di partenza. Man mano che la tua attività cresce, un software dedicato ti farà risparmiare tempo.

Passo 2 — Raccogli i dati del cliente

Prima di compilare la fattura, hai bisogno di alcuni dati obbligatori del committente:

  • Ragione sociale o nome e cognome (se privato)
  • Partita IVA e/o codice fiscale
  • Codice destinatario SDI (7 caratteri alfanumerici, fornito dall'azienda cliente) oppure indirizzo PEC a cui recapitare la fattura
  • Indirizzo completo di fatturazione

Se fatturi a un privato cittadino (codice destinatario "0000000"), la fattura sarà comunque trasmessa all'SDI e il cliente potrà visualizzarla nel portale ADE con il proprio codice fiscale.

Passo 3 — Compila la fattura con i campi obbligatori

All'interno del software, crea un nuovo documento e inserisci:

  • Numero progressivo (es. 1/2026)
  • Data di emissione
  • Descrizione della prestazione svolta
  • Importo imponibile (senza IVA)
  • Natura IVA: N2.2 (operazioni non soggette ad IVA — regime forfettario)
  • Le dicitura di legge sul regime forfettario e sulla non applicazione della ritenuta d'acconto (i buoni software le inseriscono automaticamente)
  • Se l'importo supera €77,47: seleziona l'opzione marca da bollo virtuale €2,00

Passo 4 — Invia la fattura tramite SDI

Una volta compilata, clicca su "Invia" o "Trasmetti all'SDI". Il software converte il documento in formato XML e lo trasmette al Sistema di Interscambio. Puoi ricevere due tipi di notifica:

  • Ricevuta di consegna: la fattura è stata recapitata correttamente al cliente.
  • Notifica di scarto: il documento contiene errori (es. codice destinatario errato o dati mancanti). In questo caso devi correggere e ritrasmettere.

La data fiscalmente rilevante è quella di emissione indicata in fattura, non quella di consegna SDI.

Passo 5 — Paga la marca da bollo

Se hai applicato la marca da bollo virtuale, devi versarla trimestralmente tramite modello F24, usando il codice tributo 2525. Le scadenze trimestrali sono orientativamente a marzo, giugno, settembre e novembre (verifica sempre sul sito dell'Agenzia delle Entrate le date esatte, che possono variare). Se l'importo totale annuo è inferiore a €250, puoi pagarla in un'unica soluzione entro il 31 gennaio dell'anno successivo.

Passo 6 — Conserva le fatture a norma di legge

Le fatture elettroniche devono essere conservate per 10 anni in formato digitale, con modalità che ne garantiscano integrità e leggibilità. I software come FattureinCloud e Aruba offrono la conservazione sostitutiva a norma inclusa nel servizio. Se usi il portale gratuito ADE, puoi attivare la conservazione gratuita direttamente dal portale "Fatture e Corrispettivi".

Domande frequenti sulla fattura elettronica da forfettario

Devo sempre mettere la marca da bollo da €2?

Sì, ogni volta che la fattura supera €77,47 e non riporta IVA — condizione che vale per tutti i forfettari. Al di sotto di questa soglia la marca da bollo non è dovuta. Ricorda che la marca da bollo virtuale non va fisicamente attaccata: viene registrata digitalmente e pagata tramite F24.

Cosa succede se sbaglio a emettere la fattura?

Se la fattura è già stata recapitata dal cliente, devi emettere una nota di credito (documento di tipo TD04) per stornare l'importo errato, e poi emettere una nuova fattura corretta. Non puoi semplicemente cancellare una fattura già trasmessa all'SDI. Se invece hai ricevuto una notifica di scarto, puoi correggere e ritrasmettere la stessa fattura con lo stesso numero entro 5 giorni.

Quale aliquota fiscale si applica al reddito del forfettario nel 2026?

Il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (calcolato applicando il coefficiente di redditività al fatturato). Per chi avvia una nuova attività e rispetta determinati requisiti, l'aliquota è agevolata al 5% per i primi cinque anni. Questi dati sono stabili per il 2026: verifica comunque eventuali aggiornamenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Posso usare il portale gratuito dell'ADE invece di un software a pagamento?

Assolutamente sì. Il portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate è completamente gratuito e ti permette di creare, inviare e conservare le fatture elettroniche. È la scelta giusta se emetti poche fatture l'anno. I software a pagamento come FattureinCloud o Aruba aggiungono comodità (gestione clienti, scadenziari, report) utili quando l'attività cresce.

Conclusione

Emettere una fattura elettronica da forfettario nel 2026 richiede pochi minuti una volta capito il meccanismo: scegli un software (o il portale gratuito ADE), inserisci i dati corretti con le diciture di legge, applica la marca da bollo da €2 se superi €77,47 e invia all'SDI. La parte più delicata è la marca da bollo e il suo pagamento trimestrale tramite F24 — tieni sempre monitorati gli importi durante l'anno per non arrivare impreparato alle scadenze.

Se gestisci la tua attività in autonomia, potrebbe interessarti anche capire come ottimizzare la tua posizione fiscale complessiva: dai un'occhiata al nostro calcolatore IRPEF per stimare il carico fiscale in diversi scenari, o alla guida su partita IVA forfettaria per tutti i dettagli sul regime. Per qualsiasi dubbio specifico sulla tua situazione, il consiglio è sempre quello di confrontarti con il tuo commercialista o con il CAF di riferimento.