Come comprare fondi comuni di investimento 2026

A cura della Redazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · 6 min di lettura

I fondi comuni di investimento sono uno degli strumenti più utilizzati dagli investitori italiani per accedere ai mercati finanziari senza dover scegliere singoli titoli. In pratica, il tuo denaro viene unito a quello di altri risparmiatori e gestito da una società specializzata (SGR, Società di Gestione del Risparmio), che investe in un portafoglio diversificato di azioni, obbligazioni o altri asset. Puoi comprare fondi comuni tramite la tua banca, un promotore finanziario oppure, sempre più spesso, attraverso piattaforme online indipendenti. In questa guida vediamo come funzionano, quanto costano, come si acquistano passo dopo passo e cosa sapere prima di investire.

Cosa sono i fondi comuni di investimento

Un fondo comune raccoglie il capitale di molti investitori e lo gestisce in modo collettivo secondo un preciso mandato di investimento definito nel prospetto informativo. Ogni sottoscrittore acquista delle quote del fondo, il cui valore varia ogni giorno in base all'andamento degli asset in portafoglio.

Esistono due grandi categorie:

  • Fondi attivi: gestiti da un team di professionisti che seleziona attivamente i titoli puntando a battere un indice di riferimento (benchmark). Hanno costi di gestione più elevati.
  • Fondi passivi (o ETF): replicano meccanicamente un indice di mercato (es. S&P 500, MSCI World) senza selezione attiva. I costi sono generalmente molto inferiori. Gli ETF sono tecnicamente fondi negoziati in Borsa, quindi si acquistano come azioni tramite un broker.

Dal punto di vista fiscale, i guadagni derivanti da fondi comuni e ETF sono soggetti a imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze (capital gain), allineata al regime ordinario degli strumenti finanziari in Italia.

I fondi sono vigilati da Banca d'Italia e Consob. Prima di investire, è sempre obbligatorio consegnare all'investitore il KID (Key Information Document), un documento standardizzato che riassume rischi, costi e scenari di rendimento.

Come comprare fondi comuni: passo dopo passo

Passo 1 – Definisci il tuo profilo di rischio e l'orizzonte temporale

Prima di scegliere qualsiasi fondo, chiediti quanto sei disposto a perdere nel breve periodo e per quanto tempo puoi tenere il denaro investito. Un fondo azionario può perdere il 30-40% in un anno negativo: se hai bisogno dei soldi entro 12-18 mesi, non è lo strumento giusto. Un orizzonte di 5-10 anni permette invece di assorbire la volatilità e sfruttare l'interesse composto. Questa valutazione è alla base del questionario MiFID II che ogni intermediario è obbligato a somministrarti.

Passo 2 – Scegli il canale di acquisto

Esistono tre canali principali:

  • Banca tradizionale: il percorso più comune, spesso attivabile dall'home banking. Il vantaggio è la semplicità; lo svantaggio è che la banca propone quasi sempre i fondi della propria rete o delle SGR convenzionate, con costi tendenzialmente più elevati.
  • Promotore o consulente finanziario: ti offre un servizio personalizzato e una selezione più ampia. Verifica sempre se il compenso è a parcella (fee-only) o tramite commissioni sui prodotti, perché questo influisce sui consigli ricevuti.
  • Piattaforme online indipendenti: supermarket di fondi e broker online permettono di accedere a cataloghi ampi, spesso a commissioni d'ingresso ridotte o azzerata. La scelta richiede maggiore autonomia.

Passo 3 – Analizza i costi

Il costo principale di un fondo è il TER (Total Expense Ratio): la percentuale annua trattenuta dal fondo sul patrimonio gestito. Include la commissione di gestione, le spese amministrative e altri oneri. Un TER dell'1,5-2% all'anno su un fondo attivo è comune; un ETF passivo può avere TER inferiori allo 0,2-0,3%.

Attenzione anche a:

  • Commissioni di sottoscrizione (ingresso): percentuale applicata all'importo versato. Alcune piattaforme le azzerano.
  • Commissioni di rimborso (uscita): applicate alla vendita delle quote, spesso decrescenti nel tempo.
  • Commissioni di performance: applicate se il fondo supera un certo rendimento o benchmark.

I costi complessivi sono indicati nel KID e nel prospetto semplificato: leggili sempre prima di sottoscrivere.

Passo 4 – Scegli il fondo

Confronta i fondi disponibili in base a: categoria (azionario, obbligazionario, bilanciato, flessibile), area geografica, TER, storico delle performance e rating di rischio (da 1 a 7 secondo la classificazione SRRI). Ricorda che le performance passate non garantiscono quelle future. Per i fondi passivi, controlla anche la tracking difference, cioè quanto il fondo si discosta effettivamente dall'indice che replica.

Passo 5 – Sottoscrivi e imposta un piano di accumulo (PAC)

Una volta scelto il fondo, puoi sottoscriverlo con un versamento in unica soluzione (PIC) o con un PAC (Piano di Accumulo del Capitale), che prevede versamenti periodici automatici di importo fisso. Il PAC è particolarmente indicato per chi inizia con piccole cifre e vuole ridurre il rischio del market timing: investendo ogni mese, si acquistano più quote quando i prezzi scendono e meno quando salgono, mediando il costo d'acquisto nel tempo.

Passo 6 – Monitora e ribilancia

Controlla periodicamente (ogni 6-12 mesi) che il fondo sia in linea con i tuoi obiettivi e che il peso delle diverse asset class nel tuo portafoglio non si sia sbilanciato. Non ossessionarti con l'andamento giornaliero: i fondi sono strumenti di medio-lungo periodo. In caso di variazioni significative della tua situazione personale (lavoro, famiglia, orizzonte temporale), aggiorna la tua asset allocation.

Domande frequenti sui fondi comuni

Qual è la differenza tra fondo comune ed ETF?

Entrambi sono fondi che investono in un portafoglio diversificato di strumenti finanziari, ma gli ETF sono quotati in Borsa e si comprano e vendono in tempo reale come le azioni, tramite un broker. I fondi comuni tradizionali si sottoscrivono e si rimborsano al valore quota (NAV) calcolato a fine giornata, tramite banca o intermediario. Gli ETF sono quasi sempre a gestione passiva e hanno costi inferiori; i fondi tradizionali includono sia prodotti attivi sia passivi.

Quanto si paga di tasse sui fondi comuni?

Le plusvalenze realizzate vendendo quote di fondi comuni sono soggette a un'imposta sostitutiva del 26%. Se il fondo investe in titoli di Stato italiani o equiparati, la quota di guadagno riferibile a quei titoli è tassata al 12,5%. L'intermediario italiano agisce come sostituto d'imposta e applica le ritenute automaticamente: non devi dichiarare nulla nella maggior parte dei casi. Verifica sempre la tua situazione specifica con un consulente fiscale.

Posso uscire da un fondo in qualsiasi momento?

Sì, i fondi comuni aperti (la categoria più diffusa) prevedono il rimborso delle quote in qualsiasi momento lavorativo. I tempi di liquidazione variano da 1 a 5 giorni lavorativi a seconda del fondo e dell'intermediario. Attenzione alle eventuali commissioni di rimborso e a possibili perdite se esci in un momento negativo del mercato. I fondi chiusi (es. alcuni fondi immobiliari o di private equity) hanno invece finestre di uscita predefinite.

Qual è l'importo minimo per investire in un fondo?

Dipende dall'intermediario e dal fondo. Alcune banche permettono di iniziare con 100 euro tramite un PAC mensile; altri fondi hanno soglie minime di 500 o 1.000 euro per il primo versamento. Le piattaforme online tendono ad avere soglie d'ingresso più basse rispetto alle reti bancarie tradizionali.

Conclusione

I fondi comuni di investimento restano uno strumento accessibile ed efficace per costruire un portafoglio diversificato senza dover essere esperti di finanza. La chiave è scegliere il canale giusto in base alle proprie esigenze, confrontare attentamente i costi (soprattutto il TER) e mantenere una visione di lungo periodo, preferibilmente attraverso un piano di accumulo regolare.

Se stai valutando alternative a basso costo, puoi approfondire il funzionamento degli ETF, che replicano gli indici con spese molto contenute. Se invece vuoi capire come gestire al meglio il tuo budget prima di investire, leggi la nostra guida su come risparmiare ogni mese. Per chi è alle prime armi e vuole iniziare con una piattaforma online, puoi consultare la nostra recensione di DEGIRO o esplorare le opzioni disponibili nella nostra sezione dedicata a come investire.

Prima di prendere qualsiasi decisione, ricorda: ogni investimento comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. In caso di dubbi, rivolgiti a un consulente finanziario indipendente iscritto all'albo OCF.