Come aprire un PAC passo dopo passo

A cura della Redazione · Aggiornato il 27 giugno 2026 · 6 min di lettura

Capire come aprire un PAC è più semplice di quanto sembri, e in questa guida vediamo come aprire un PAC passo dopo passo, dalla scelta del broker fino al primo versamento automatico. Il PAC, o Piano di Accumulo del Capitale, è semplicemente un modo per investire una cifra fissa a intervalli regolari (di solito ogni mese), così da costruire un patrimonio nel tempo senza dover indovinare il momento giusto per entrare sui mercati.

L'idea di fondo è il cost averaging: comprando sempre lo stesso importo, in automatico acquisti più quote quando i prezzi scendono e meno quote quando salgono. Sul lungo periodo questo riduce l'impatto della volatilità e ti toglie la pressione di dover "azzeccare il timing".

Cos'è un PAC e perché conviene iniziare presto

Un PAC non è un prodotto che acquisti, ma una strategia di versamento. Concretamente decidi tre cose: quale strumento comprare (in genere uno o più ETF), quanto versare e con quale cadenza. Da lì in poi, il bello è che puoi automatizzare tutto.

Il vantaggio principale è l'effetto dell'interesse composto: più presto inizi, più tempo lavora a tuo favore. Anche piccole cifre, 50 o 100 euro al mese, su orizzonti di 15-20 anni possono crescere in modo significativo. Per farti un'idea concreta dei numeri puoi usare i nostri calcolatori e simulare quanto potrebbe valere il tuo piano nel tempo.

Come aprire un PAC passo dopo passo

Vediamo la procedura operativa. I passaggi sono sempre questi, indipendentemente dalla piattaforma che sceglierai.

1. Definisci obiettivo e orizzonte temporale

Prima di tutto chiediti: per cosa sto investendo e per quanto tempo? Un PAC ha senso su orizzonti lunghi, almeno 5-7 anni, idealmente 10 o più. Se l'obiettivo è la pensione integrativa o un capitale per i figli, l'orizzonte lungo ti permette di sopportare meglio le oscillazioni dei mercati.

2. Scegli quanto versare ogni mese

Stabilisci una cifra sostenibile, che puoi mantenere anche nei mesi difficili. Meglio partire con 50 euro e non interrompere mai, che con 300 euro e dover sospendere dopo sei mesi. Una regola pratica è destinare al PAC solo denaro che non ti serve nel breve termine, dopo aver messo da parte un fondo di emergenza.

3. Apri un conto presso un broker

Per investire ti serve un intermediario. Valuta le commissioni di acquisto, la presenza di ETF a costo zero per i piani di accumulo e la facilità d'uso dell'app. Molte piattaforme oggi permettono di impostare PAC in ETF senza commissioni di esecuzione, il che fa una grande differenza sui piccoli importi.

Una piattaforma molto usata in Italia per i PAC in ETF, con possibilità di automatizzare i versamenti, è Scalable Capital:

Scopri Scalable Capital →

4. Scegli gli ETF su cui accumulare

Per chi inizia, la scelta più semplice e diversificata è un ETF azionario globale (ad esempio un indice tipo MSCI World o FTSE All-World), che con un solo strumento ti espone a migliaia di aziende in tutto il mondo. Valuta se preferisci la versione ad accumulazione (i dividendi vengono reinvestiti automaticamente, ideale per far crescere il capitale) o a distribuzione. Se ti interessa l'aspetto delle cedole, approfondisci con la nostra guida ai dividendi ETF.

5. Imposta il versamento automatico

Questo è il passaggio che rende un PAC davvero un PAC. Nell'app del broker imposti l'importo, la frequenza (es. mensile) e il giorno del prelievo. Da quel momento l'acquisto avviene da solo, senza che tu debba ricordartene. È proprio l'automatismo a proteggerti dalla tentazione di "saltare" un mese quando i mercati scendono, cioè il momento in cui invece conviene di più comprare.

Un'altra piattaforma diffusa per impostare piani di accumulo automatici, con interfaccia molto semplice, è Trade Republic:

Scopri Trade Republic →

Quanto serve per iniziare e quali costi considerare

La buona notizia è che oggi si può partire con pochissimo, spesso bastano 1 o 25 euro a rata a seconda della piattaforma. I costi da tenere d'occhio sono principalmente due:

  • Commissioni di acquisto: molte piattaforme offrono PAC in ETF selezionati a zero commissioni di esecuzione.
  • Costo annuo dell'ETF (TER): è la spesa di gestione del fondo, in genere tra lo 0,05% e lo 0,40% l'anno per gli ETF indicizzati più comuni.

Attenzione anche all'eventuale imposta di bollo sul deposito titoli, pari allo 0,20% annuo del controvalore, applicata in Italia sui conti titoli. Per organizzare al meglio le spese del tuo conto può esserti utile dare un'occhiata alla sezione conti e carte.

Come funziona la tassazione di un PAC in Italia

Quando vendi le quote con un guadagno, paghi un'imposta sulla plusvalenza. Le aliquote 2026 da conoscere sono:

  • 26% sulle plusvalenze e sui dividendi della maggior parte degli ETF e delle azioni.
  • 12,5% sulla parte di rendimento derivante da titoli di Stato italiani e di Paesi in white list (anche tramite ETF obbligazionari governativi, in proporzione).

Conta anche il regime fiscale che scegli con il broker. Con il regime amministrato, l'intermediario italiano fa da sostituto d'imposta e versa le tasse al posto tuo: zero dichiarazione. Con molti broker esteri sei invece in regime dichiarativo e devi inserire i dati in dichiarazione dei redditi. Se vuoi capire come si incastra il tutto con il resto delle tue imposte, leggi la guida su stipendio e tasse, ricordando che l'IRPEF 2026 si articola su tre aliquote (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre).

Errori comuni da evitare con il PAC

  • Interrompere ai primi cali: è il contrario di ciò che serve, perché nei ribassi compri a sconto.
  • Cambiare ETF di continuo: la coerenza vale più della rincorsa al fondo "migliore".
  • Investire soldi che ti servono a breve: il PAC è per il lungo periodo, non per il fondo emergenza.
  • Ignorare i costi: su 20 anni anche piccole commissioni incidono parecchio.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra PAC e PIC?

Il PAC prevede versamenti periodici e costanti nel tempo, mentre il PIC (Piano di Investimento del Capitale) è un investimento in un'unica soluzione di tutta la somma disponibile. Il PAC riduce il rischio di entrare nel momento sbagliato grazie al cost averaging, mentre il PIC, su orizzonti lunghi, storicamente tende a rendere di più ma espone a maggiore volatilità iniziale.

Con quanti soldi posso aprire un PAC?

Dipende dalla piattaforma, ma oggi molti broker permettono di partire con rate molto basse, spesso da 1 a 25 euro al mese. L'importante non è quanto inizi a versare, ma la costanza nel tempo e la sostenibilità della cifra rispetto al tuo budget. Meglio una rata piccola mantenuta per anni che una grande interrotta dopo pochi mesi.

Posso modificare o sospendere un PAC?

Sì, un PAC è molto flessibile. In qualsiasi momento puoi aumentare o ridurre l'importo, cambiare la frequenza, mettere in pausa i versamenti o interromperli del tutto senza penali, nella maggior parte delle piattaforme. Questa libertà è utile, ma va usata con disciplina: l'efficacia della strategia dipende proprio dalla regolarità nel tempo.

Conviene un PAC in ETF ad accumulazione o distribuzione?

Per chi punta a far crescere il capitale nel lungo periodo, la versione ad accumulazione è spesso più efficiente perché reinveste i dividendi in automatico, sfruttando l'interesse composto e rinviando la tassazione. La versione a distribuzione ha senso se desideri ricevere una rendita periodica, accettando però di pagare il 26% sui dividendi via via che li incassi.

Conclusione

Aprire un PAC è alla portata di tutti: bastano un obiettivo chiaro, un broker con costi bassi, un ETF diversificato e un versamento automatico che lavori al posto tuo. Il vero segreto non è trovare lo strumento perfetto, ma iniziare presto e restare costanti, lasciando che tempo e interesse composto facciano la loro parte. Parti da una cifra sostenibile e affina la strategia man mano che acquisisci esperienza.

Contenuto a scopo puramente informativo e divulgativo, non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Gli investimenti comportano il rischio di perdita anche totale del capitale: valuta sempre la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un consulente abilitato.