P2P lending

Prestare denaro tra privati per ottenere rendimenti: come funziona il P2P lending, le piattaforme principali, i rischi reali e come diversificare.

Come orientarsi tra le guide sul P2P lending

Il P2P lending (prestito peer-to-peer) consente di prestare denaro direttamente a privati o aziende tramite piattaforme online, ricevendo in cambio un interesse periodico. I rendimenti offerti — tipicamente tra il 6% e il 12% annuo — sono significativamente superiori a quelli dei conti deposito, ma il rischio di credito è reale e concreto: il debitore può non rimborsare, la piattaforma può fallire, e la liquidabilità dell'investimento può essere limitata. Alcune piattaforme attive in Europa fino al 2022-2023 hanno sospeso i prelievi o avviato procedure di liquidazione, con perdite significative per i prestatori.

Le guide coprono come scegliere tra le principali piattaforme operative in Italia e in Europa — Mintos, Peerberry, Bondora, Robocash, Estateguru, Concrete Investing — valutando la solidità finanziaria, la qualità del portafoglio prestiti, l'esistenza di un buyback guarantee e la diversificazione geografica. Spieghiamo come impostare limiti di concentrazione per singolo debitore (mai più del 2-3% del portafoglio su un singolo prestito), come riconoscere i segnali di stress di una piattaforma prima che sospenda i prelievi, e come diversificare tra più piattaforme per ridurre il rischio specifico. Una sezione è dedicata alla fiscalità: gli interessi percepiti dal P2P lending sono redditi di capitale tassati al 26% in Italia, con obbligo di dichiarazione nel quadro RL se la piattaforma non è sostituto d'imposta.

Consulta la guida ai migliori piattaforme P2P lending 2026 per i confronti aggiornati, leggi la guida completa al P2P lending prima di investire e studia gli errori comuni nel P2P lending per evitare le insidie più frequenti di questo mercato.

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