In Italia i dividendi sono soggetti a una ritenuta a titolo d'imposta del 26%. Su ETF esteri e azioni quotate all'estero si aggiunge la ritenuta alla fonte del paese di origine, con possibilità di credito d'imposta parziale secondo le convenzioni contro le doppie imposizioni. Questo calcolatore mostra quanto ricevi davvero dopo le tasse.
Calcolatore dividendi netti
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Per ETF domiciliati in Irlanda (VWCE, CSPX, ecc.) la ritenuta estera sui dividendi incassati dall'ETF non è recuperabile dall'investitore retail tramite intermediario italiano. Il credito d'imposta viene applicato a livello di fondo, non del singolo investitore.
Proiezione annuale dividendi
Calcola il flusso annuo lordo e netto in base a frequenza e dividendo per quota.
Il dividendo netto usa la tassazione 26% (azioni IT / ETF accumulo già inclusi). Per strumenti esteri, applica la percentuale netta dal calcolatore sopra.
Tassazione dividendi in Italia 2026
In Italia i dividendi — sia da azioni che da ETF a distribuzione — sono soggetti a una ritenuta a titolo d'imposta del 26% applicata dall'intermediario (banca o broker) al momento del pagamento. Non entrano nel reddito complessivo e non richiedono dichiarazione dei redditi se il broker è sostituto d'imposta.
Per strumenti esteri (azioni USA, francesi, tedesche, ETF domiciliati in Irlanda) si applica prima la ritenuta alla fonte del paese di origine, poi il broker italiano applica un'ulteriore ritenuta sul netto residuo. Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall'Italia limitano la ritenuta estera a percentuali ridotte (tipicamente 15% per USA, 10-15% per altri paesi), ma il recupero del credito d'imposta in sede di dichiarazione è complesso per i retail con intermediario italiano.
Per gli ETF domiciliati in Irlanda e Lussemburgo (la stragrande maggioranza degli ETF disponibili in Italia), la ritenuta alla fonte sui dividendi incassati dall'ETF è già gestita a livello di fondo. L'investitore finale paga il 26% italiano sull'intero dividendo distribuito, senza poter recuperare la ritenuta subìta a monte dal fondo.
ETF ad accumulo vs distribuzione
Gli ETF ad accumulo (VWCE, IWDA, CSPX e quasi tutti i principali ETF con suffisso "Acc") reinvestono automaticamente i dividendi senza distribuirli all'investitore. Dal punto di vista fiscale, questo significa:
- Nessuna ritenuta del 26% annua sui dividendi — il reinvestimento non è un evento fiscale
- La tassazione scatta solo al momento della vendita delle quote (capital gain al 26%)
- Il compounding opera sul 100% del rendimento, non sul 74% post-tassa
Gli ETF a distribuzione (es. VWRL, VHYL, iShares Core MSCI World Dist) distribuiscono i dividendi periodicamente. Sono preferibili se hai bisogno di un flusso di cassa regolare — rendita integrativa, pensione anticipata, copertura spese ricorrenti. Altrimenti, per chi reinveste comunque i dividendi ricevuti, l'accumulo è più efficiente fiscalmente.
Approfondisci: guida alla tassazione dei dividendi in Italia e migliori ETF 2026.
FAQ
Devo dichiarare i dividendi in dichiarazione dei redditi?
Se il tuo broker è un intermediario italiano sostituto d'imposta (DEGIRO, Fineco, Trade Republic IT, Directa ecc.), no: la ritenuta del 26% è applicata alla fonte e l'operazione è definitiva. Non inserisci nulla nel 730. Se usi un broker estero senza sostituto d'imposta (es. Interactive Brokers con conto diretto), devi dichiarare i dividendi nel quadro RL del Modello Redditi e pagare l'imposta sostitutiva del 26%.
Come funziona il credito d'imposta sulle ritenute estere?
Se ricevi dividendi da azioni estere con ritenuta alla fonte, puoi in linea teorica recuperare la parte eccedente rispetto all'imposta italiana attraverso il credito d'imposta per imposte pagate all'estero (art. 165 TUIR). In pratica, per investitori retail con intermediario italiano che applica la ritenuta del 26% sul netto, il recupero non è automatico e richiede la dichiarazione dei redditi con documentazione specifica. Per ETF Irlanda/Lussemburgo il credito non è recuperabile a livello individuale.
ETF domiciliati dove conviene fiscalmente?
L'Irlanda è il domicilio fiscale preferito per ETF quotati in Europa grazie al trattato USA-Irlanda (ritenuta 15% sui dividendi USA, vs 30% senza trattato) e all'assenza di ritenuta irlandese sui dividendi pagati ai non residenti. Il Lussemburgo ha condizioni simili ma leggermente meno vantaggiose sul trattato USA. Evita ETF domiciliati in Svizzera o Germania se investi in azioni USA: le ritenute sono più alte. Per un calcolo del rendimento complessivo tieni sempre conto dell'impatto fiscale netto.