Tassazione Forex in Italia 2026: Come Dichiarare i Guadagni

A cura della Redazione · Aggiornato il 4 luglio 2026 · 7 min di lettura

Il trading forex genera reddito, e in Italia quel reddito si tassa. La buona notizia è che i guadagni da forex non rientrano nella categoria delle criptovalute (tassate al 33% dal 2026), ma in quella dei redditi diversi di natura finanziaria, soggetti all'aliquota del 26% — la stessa che si applica a azioni, ETF e obbligazioni societarie. La cattiva notizia è che la gestione fiscale dipende molto dal broker che usi: con un broker italiano hai tutto automatizzato, con un broker estero sei responsabile della dichiarazione in autonomia.

Questa guida spiega in dettaglio come si tassano i guadagni forex in Italia nel 2026, cosa va dichiarato, come compilare i quadri del modello 730 o Redditi PF e quando pagare. Il testo ha finalità informative: per situazioni specifiche, consulta un commercialista o un esperto fiscale.

L'aliquota applicabile: 26% sui redditi diversi

I profitti realizzati nel trading forex (contratti spot, CFD su valute, contratti a termine) sono classificati come redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell'art. 67 comma 1 lett. c-quater del TUIR (DPR 917/1986). L'aliquota è del 26% sulla plusvalenza netta.

Questa classificazione vale indipendentemente dal fatto che tu operi tramite CFD (contratti per differenza) o forex spot. I contratti forex spot con consegna entro due giorni lavorativi sono in linea di principio operazioni in valuta (art. 67 c. 1 lett. c-ter), ma nella pratica del trading retail le posizioni vengono quasi sempre chiuse prima della consegna e sono trattate fiscalmente come gli altri strumenti derivati.

Nota sulle crypto: i guadagni da criptovalute sono tassati al 33% dal 1° gennaio 2026 (art. 67 c. 1 lett. c-sexies TUIR). Il forex è una categoria distinta e mantiene l'aliquota del 26%.

Broker italiano vs broker estero: differenza fondamentale

Il fattore decisivo nella gestione fiscale del forex è se il tuo broker opera come sostituto d'imposta in Italia o meno.

Broker italiano in regime amministrato (sostituto d'imposta)

Alcune banche e sim italiane che offrono anche trading forex operano come sostituti d'imposta. In questo caso applicano automaticamente la ritenuta del 26% su ogni plusvalenza realizzata, compensano internamente le eventuali minusvalenze e rilasciano una certificazione delle ritenute (CU) a fine anno. Non devi fare niente nella dichiarazione dei redditi per questi proventi: sono già tassati. Verifica sempre sul sito del broker se opera in regime amministrato per i tuoi strumenti specifici, perché le condizioni possono variare per prodotto.

Broker estero in regime dichiarativo

La grande maggioranza dei broker forex usati dai trader italiani — piattaforme europee e internazionali non autorizzate come sostituti d'imposta in Italia — non trattengono le tasse. Sei tu il responsabile della dichiarazione e del pagamento. Questo implica:

  • Scaricare il report fiscale annuale dal broker (statement dei realized P&L)
  • Compilare il Quadro RT del modello 730 o Redditi PF
  • Compilare il Quadro RW se hai detenuto saldi esteri significativi
  • Versare l'imposta tramite F24 entro le scadenze

Cosa va dichiarato

Plusvalenze e minusvalenze: come si compensano

Nel quadro RT dichiari le plusvalenze realizzate (posizioni chiuse in profitto) al netto delle minusvalenze dello stesso anno. Se hai chiuso posizioni in perdita nello stesso anno, le perdite si sottraggono direttamente dai guadagni prima di calcolare l'imposta del 26%.

Se le minusvalenze superano le plusvalenze dell'anno, il saldo negativo può essere riportato nei 4 anni successivi per compensare futuri guadagni. Questa è una differenza importante rispetto alle criptovalute (che non avevano compensazione fino al 2023).

Attenzione: le minusvalenze su forex/CFD si compensano con plusvalenze della stessa categoria (art. 67 c. 1 lett. c-quater TUIR) o con redditi diversi da altre categorie simili (es. azioni, ETF). Non si compensano con dividendi da azioni o cedole da obbligazioni, che sono redditi di capitale tassati separatamente.

Commissioni e costi deducibili

I costi direttamente connessi all'operazione — come le commissioni di transazione, lo spread applicato dal broker se esplicitamente addebitato, e i costi di rollover (swap) sulle posizioni mantenute overnight — sono in linea di principio deducibili come oneri connessi alla produzione del reddito. Consulta un professionista per la corretta imputazione nel tuo caso specifico.

Come compilare il Quadro RT

Il Quadro RT del modello 730 o Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria. Per i guadagni forex in regime dichiarativo:

  1. RT1-RT3 (plusvalenze e corrispettivi): inserisci l'ammontare totale delle plusvalenze realizzate nell'anno, sommando tutti i trade in profitto
  2. RT4 (minusvalenze): inserisci le minusvalenze dell'anno
  3. RT5 (imponibile netto): plusvalenze − minusvalenze (se positivo)
  4. RT6 (imposta): imponibile × 26%
  5. RT7-RT8: eventuale riporto di minusvalenze pregresse da anni precedenti per compensazione

Il report P&L del broker riporta tipicamente le plusvalenze e le minusvalenze realizzate su base annua. Usa il file nella lingua originale e, se necessario, converti i valori in euro al tasso di cambio medio annuo pubblicato dalla Banca d'Italia.

Il Quadro RW: detenzione di attività estere (IVAFE)

Se detieni un conto di trading presso un broker estero con un saldo superiore a 5.000 € in qualsiasi momento dell'anno, sei obbligato a compilare il Quadro RW (monitoraggio fiscale) e a versare l'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all'Estero).

L'IVAFE si calcola sul valore medio di giacenza annuo del conto estero con aliquota dello 0,2% per la maggior parte delle attività finanziarie. È una patrimoniale sul conto in sé, indipendente dai guadagni o perdite. Anche un conto con saldo netto in perdita è soggetto all'IVAFE se il saldo è stato positivo e superiore alla soglia durante l'anno.

Quando e come si paga: F24

Se sei in regime dichiarativo, le imposte sui guadagni forex si versano tramite modello F24. I principali codici tributo per i redditi diversi di natura finanziaria sono:

  • 1100 — saldo IRPEF (se il modello Redditi include il RT)
  • 4004 — imposta sostitutiva 26% sui redditi di natura finanziaria (regime dichiarativo)

Le scadenze ordinarie sono quelle della dichiarazione dei redditi:

  • 30 giugno dell'anno successivo: saldo delle imposte dovute per l'anno precedente
  • 30 novembre: eventuale acconto per l'anno in corso (se dovuto)

È possibile rateizzare il saldo con un piccolo interesse mensile (0,33%) scegliendo la modalità a rate nel modello F24.

Tabella riepilogativa: broker IT vs broker estero

Aspetto Broker IT sostituto d'imposta Broker estero (regime dichiarativo)
Ritenuta automatica ✅ Sì, il broker trattiene il 26% ❌ No, provvedi tu
Dichiarazione dei redditi Non necessaria (CU dal broker) Obbligatoria (Quadro RT)
Quadro RW / IVAFE Non richiesto Richiesto se saldo > €5.000
Compensazione minusvalenze Automatica entro il conto Manuale nel Quadro RT
Riporto minusvalenze anni prec. Gestito dal broker (verifica) Nel Quadro RT (4 anni)
Complessità gestione Bassa Media-alta

Domande frequenti sulla tassazione forex

Il forex è tassato come le azioni?

Sì, l'aliquota è la stessa: 26% sulle plusvalenze nette. Anche la categoria fiscale (redditi diversi di natura finanziaria, art. 67 TUIR) è analoga, il che consente la compensazione di minusvalenze forex con plusvalenze azionarie e viceversa, nei limiti previsti dalla normativa. La differenza principale rispetto alle azioni è che i broker forex esteri non operano quasi mai come sostituti d'imposta in Italia.

Posso compensare perdite forex con guadagni di borsa?

In linea generale sì, perché entrambi appartengono alla categoria dei redditi diversi di natura finanziaria ex art. 67 c. 1 lett. c-quater TUIR. Le minusvalenze non utilizzate in un anno si possono riportare nei 4 anni successivi. Tuttavia le minusvalenze da strumenti finanziari non compensano i dividendi azionari o le cedole obbligazionarie, che sono redditi di capitale tassati separatamente. Su situazioni complesse, il parere di un commercialista è indispensabile.

Quando devo dichiarare forex nel 730?

Se operi con un broker estero in regime dichiarativo, devi dichiarare i guadagni forex nell'anno successivo a quello in cui le posizioni sono state chiuse. Per i guadagni 2025, la dichiarazione va presentata entro settembre 2026 (730 precompilato) o entro novembre 2026 (modello Redditi PF). Solo le posizioni chiuse generano reddito imponibile: le posizioni ancora aperte a fine anno non sono tassate.

Il broker estero trattiene le tasse?

I broker forex esteri che non hanno una stabile organizzazione in Italia o non sono autorizzati come sostituti d'imposta dall'Agenzia delle Entrate non trattengono le tasse italiane. Versano i proventi lordi sul tuo conto e sei tu il responsabile di calcolare e versare l'imposta del 26%. Verifica sempre le condizioni specifiche del tuo broker, ma in linea di massima i broker europei (anche regolamentati CySEC o FCA) non operano come sostituti d'imposta per i clienti italiani.

Cos'è l'IVAFE e quando si paga?

L'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all'Estero) è una patrimoniale dello 0,2% annuo sul valore medio delle attività finanziarie detenute all'estero. Si applica ai conti di trading presso broker esteri se il saldo ha superato i 5.000 € in qualsiasi momento dell'anno. Si dichiara nel Quadro RW e si paga con F24 insieme alle altre imposte derivanti dalla dichiarazione. Non si applica ai conti di trading presso broker italiani.