Gli italiani detengono un patrimonio finanziario complessivo di circa 5.300 miliardi di euro (dato Banca d'Italia 2024), tra i più elevati in Europa in rapporto al PIL. Eppure circa il 30% delle famiglie non dispone di risparmi finanziari significativi, e la quota investita in strumenti finanziari rischiosi (azioni, fondi, ETF) rimane tra le più basse d'Europa. Il tasso di risparmio medio è intorno all'8-10% del reddito disponibile, in recupero rispetto agli anni della pandemia. Questa pagina raccoglie i principali dati e statistiche sul risparmio degli italiani, aggiornati al 2025-2026.
Il patrimonio finanziario delle famiglie italiane
Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane (attività finanziarie totali, prima di sottrarre i debiti) si attesta intorno a 5.200-5.400 miliardi di euro secondo i dati della Banca d'Italia relativi al 2024. A questo si aggiunge un patrimonio immobiliare stimato in circa 6.300 miliardi, per un patrimonio totale (finanziario + immobiliare) di oltre 11.000 miliardi.
| Categoria di attività finanziaria | Quota stimata | Importo approssimativo |
|---|---|---|
| Depositi bancari e postali | ~32% | ~1.700 miliardi |
| Assicurazioni e fondi pensione | ~28% | ~1.500 miliardi |
| Azioni, fondi comuni, ETF | ~25% | ~1.300 miliardi |
| Titoli di Stato e obbligazioni | ~10% | ~530 miliardi |
| Altre attività finanziarie | ~5% | ~270 miliardi |
Fonte: elaborazione su dati Banca d'Italia, Conti Finanziari 2024. I valori sono approssimati e soggetti a revisioni periodiche.
Chi risparmia di più in Italia
Per area geografica
Il divario territoriale nel risparmio è uno dei tratti strutturali dell'economia italiana. Le famiglie del Nord Italia presentano un patrimonio finanziario medio significativamente superiore a quelle del Sud, con un divario stimato intorno al 35-45% in termini di attività finanziarie pro capite. Il Nord-Est e la Lombardia concentrano la quota maggiore di depositi bancari e di investimenti in strumenti finanziari.
Per età
Le famiglie con capofamiglia tra i 55 e i 74 anni detengono la quota maggiore di ricchezza finanziaria: è la generazione che ha beneficiato di decenni di accumulo, rivalutazione immobiliare e pensioni relativamente generose. Le famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni presentano risparmi finanziari medi molto più bassi, anche per effetto della crescente difficoltà di accesso al mercato del lavoro stabile e al credito.
Per reddito
La distribuzione della ricchezza finanziaria è molto concentrata. Secondo le stime della Banca d'Italia, il 10% delle famiglie più ricche detiene circa il 45% della ricchezza finanziaria totale, mentre il 50% più povero ne detiene meno del 10%. La mediana della ricchezza finanziaria netta per famiglia si attesta intorno a 15.000-20.000 euro, ben al di sotto della media (distorta dall'alta concentrazione al vertice).
Come investono gli italiani rispetto all'Europa
Il confronto europeo rivela un profilo di investitore italiano relativamente conservativo:
| Indicatore | Italia | Francia | Germania | Media UE |
|---|---|---|---|---|
| Quota depositi su attività fin. | ~32% | ~28% | ~40% | ~30% |
| Quota azioni/fondi su attività fin. | ~25% | ~35% | ~22% | ~30% |
| Tasso di risparmio famiglie | ~8-10% | ~15-17% | ~17-20% | ~13% |
Fonte: elaborazione su dati BCE, Eurostat, Banca d'Italia. Dati approssimativi 2023-2024.
Un dato rilevante: la Germania, spesso citata come paese di risparmiatori disciplinati, ha in realtà una quota di depositi (liquidità ferma) sul totale delle attività finanziarie superiore a quella italiana. La differenza principale è che i tedeschi tendono a risparmiare di più in percentuale del reddito, anche se in strumenti altrettanto conservativi.
La trappola della liquidità: il costo di tenere troppi soldi fermi
Circa 1.700 miliardi di euro delle famiglie italiane sono parcheggiati in depositi bancari e postali. Una quota significativa di questi non è fondo di emergenza (liquidità necessaria) ma risparmio che potrebbe essere investito. Il costo opportunità di questa scelta è elevato.
Esempio numerico: 50.000€ tenuti in conto corrente a rendimento zero, con inflazione media al 2,5%, perdono circa 1.250€ di potere d'acquisto ogni anno. In 10 anni, il potere d'acquisto reale scende a circa 38.000€ (equivalenti). Lo stesso capitale investito in un ETF azionario globale al rendimento storico medio del 7-8% lordo (dopo tasse ~5-6% netto) sarebbe cresciuto a circa 80.000-90.000€.
Le ragioni di questa preferenza per la liquidità in Italia sono strutturali: sfiducia negli intermediari finanziari (eredità di alcune crisi bancarie locali degli anni 2015-2017), preferenza culturale per il "denaro sicuro", scarsa educazione finanziaria di base, e una tradizione di investimento immobiliare che ha storicamente offerto rendimenti soddisfacenti.
Il deposito bancario pro capite
Il deposito bancario medio pro capite in Italia è stimato intorno a 26.000-28.000 euro (dato 2024, elaborazione su dati Banca d'Italia e ABI). Questo dato è una media e nasconde una distribuzione molto diseguale: la maggioranza dei correntisti ha saldi ben inferiori, mentre una minoranza concentra depositi elevati. Circa il 30% delle famiglie italiane non dispone di risparmi finanziari significativi al di là di ciò che serve per le spese correnti.
FAQ
Quanti soldi ha in media un italiano sul conto corrente?
Il saldo medio dei conti correnti in Italia è stimato intorno a 15.000-20.000 euro per correntista. Tuttavia la mediana (il valore che divide esattamente a metà la distribuzione) è significativamente più bassa, intorno a 5.000-8.000 euro, poiché la media è influenzata da conti con saldi molto elevati.
Gli italiani risparmiano più o meno della media europea?
Gli italiani accumulano patrimonio in modo significativo (tra i più ricchi in Europa per patrimonio familiare medio), ma il loro tasso di risparmio corrente (percentuale del reddito risparmiata ogni mese) è inferiore a quello tedesco e francese. Il patrimonio accumulato riflette decenni di risparmio passato e rivalutazione immobiliare, non necessariamente un comportamento di risparmio attivo elevato oggi.
Dove posso trovare i dati ufficiali sul risparmio degli italiani?
Le fonti primarie sono: Banca d'Italia (Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, pubblicata ogni due anni; Conti Finanziari trimestrali), ISTAT (Conti Nazionali), Eurostat (per i confronti europei) e BCE (Euro Area Accounts). Tutti disponibili gratuitamente sui rispettivi siti istituzionali.
Nota metodologica
I dati presentati in questa pagina provengono da fonti istituzionali: Banca d'Italia (Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, Conti Finanziari, Relazione Annuale), ISTAT (Conti Nazionali, statistiche sul risparmio), Banca Centrale Europea (Euro Area Accounts, HFCS — Household Finance and Consumption Survey). I valori sono approssimati e alcuni rappresentano elaborazioni su dati aggregati. Le cifre possono differire leggermente da pubblicazione a pubblicazione a causa di revisioni metodologiche. Questa pagina viene aggiornata annualmente con i dati più recenti disponibili.