Quadro RW: cos'è e come compilarlo per gli investimenti

A cura della Redazione · Aggiornato il 30 luglio 2026 · 11 min di lettura

Se hai un conto corrente all'estero, investi in ETF tramite un broker straniero, possiedi criptovalute o partecipi a piattaforme di P2P lending estero, hai un obbligo preciso con il fisco italiano: compilare il Quadro RW nel modello Redditi. Molti investitori lo ignorano o lo trascurano, con il rischio di incorrere in sanzioni pesanti. Questa guida ti spiega cos'è, chi deve compilarlo, come farlo correttamente e quali imposte si pagano.

Cos'è il Quadro RW e a cosa serve

Il Quadro RW è una sezione del modello Redditi PF (persone fisiche) dedicata al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero. Non è una novità recente: esiste dal 1990, introdotto in risposta all'evasione valutaria, e nel corso degli anni è stato più volte aggiornato per tenere il passo con la crescita degli investimenti internazionali tra i privati italiani.

Il quadro assolve due funzioni distinte ma collegate:

  • Dichiarativa/di monitoraggio: segnalare al fisco l'esistenza di attività all'estero, indipendentemente dal fatto che abbiano prodotto reddito nell'anno.
  • Liquidativa: calcolare e versare l'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all'Estero), l'equivalente estero del bollo sui depositi titoli italiani.

In sintesi: anche se il tuo broker estero non ti ha fatto guadagnare un euro nell'anno fiscale, se detieni attività finanziarie oltre confine devi comunque compilare il Quadro RW.

Chi è obbligato a compilare il Quadro RW

L'obbligo riguarda le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che detengono, al termine del periodo d'imposta o anche solo per una parte dell'anno, attività patrimoniali o finanziarie all'estero. Sono inclusi:

  • Titolari di conti correnti o libretti di risparmio presso banche straniere
  • Investitori con conti titoli presso broker esteri (ad esempio broker irlandesi, olandesi, statunitensi)
  • Detentori di criptovalute su exchange esteri o in wallet privati
  • Partecipanti a piattaforme di P2P lending con sede fuori dall'Italia
  • Proprietari di immobili situati all'estero
  • Titolari di partecipazioni in società estere
  • Detentori di polizze assicurative estere

Chi è esonerato

Non devono compilare il Quadro RW coloro che detengono attività estere esclusivamente attraverso intermediari italiani (banche, SIM, SGR italiane) che applicano direttamente la ritenuta. In questo caso è l'intermediario a provvedere agli obblighi fiscali, e l'investitore non deve fare nulla in più. Se invece usi un broker straniero — anche con sede UE — l'obbligo ricade su di te.

Cosa va dichiarato nel Quadro RW: le attività soggette

Vediamo nel dettaglio le categorie più comuni per chi investe.

ETF e azioni su broker esteri

Se investi in ETF tramite broker come DEGIRO (Paesi Bassi), Interactive Brokers (USA/UK), Trading 212 (Bulgaria) o Flatex (Germania), i tuoi strumenti finanziari sono tecnicamente detenuti presso un intermediario estero. Devi quindi indicare nel Quadro RW il valore di tali attività al 31 dicembre dell'anno di riferimento (o alla data di disinvestimento, se avvenuto nel corso dell'anno).

Stesso discorso per i portafogli pigri costruiti con ETF MSCI World o altri indici: se sono custoditi su un broker estero, l'obbligo di monitoraggio c'è sempre, anche se i dividendi non sono stati distribuiti.

Conti correnti esteri

Un conto corrente aperto presso una banca straniera (anche europea) va dichiarato nel Quadro RW. La soglia minima è abbastanza bassa: se la giacenza media annua supera i 5.000 euro, scatta l'IVAFE sul conto corrente (attualmente pari a 34,20 euro fissi annui per conto). Sotto quella soglia, l'IVAFE non si applica, ma l'obbligo di dichiarazione nel monitoraggio fiscale rimane se il saldo supera i 15.000 euro in qualsiasi momento dell'anno.

Criptovalute

Le criptovalute (Bitcoin, Ethereum e simili) rientrano nel Quadro RW indipendentemente da dove siano custodite: su exchange esteri, su wallet hardware, su exchange italiani non sostituti d'imposta. A partire dal 2023 la normativa italiana ha incluso esplicitamente le cripto-attività tra le attività da monitorare. Per il regime fiscale delle criptovalute, dal 2026 le plusvalenze da cripto sono tassate al 33% (aliquota aumentata rispetto al precedente 26%).

Il valore da indicare nel Quadro RW è quello di mercato al 31 dicembre, calcolato in euro al cambio del giorno.

P2P lending estero

Piattaforme come Mintos (Lettonia), PeerBerry (Croazia), Robocash (Croazia) e simili sono soggetti esteri. I crediti che vanti su queste piattaforme — i prestiti attivi nel tuo portafoglio — vanno dichiarati nel Quadro RW per il loro valore nominale alla fine dell'anno. Gli interessi percepiti vanno poi tassati come redditi da capitale con aliquota del 26%.

Come si compila il Quadro RW: istruzioni operative

Il Quadro RW è strutturato in righe (da RW1 in poi), ciascuna dedicata a una diversa attività estera. Ogni riga richiede di compilare una serie di colonne. Vediamo le principali.

I codici da inserire

Le colonne fondamentali di ogni riga sono:

  • Colonna 1 – Codice paese: il codice ISO del paese estero in cui è situata l'attività o l'intermediario.
  • Colonna 2 – Codice operazione: indica se si tratta di un'attività detenuta per tutto l'anno (1), acquistata nel corso dell'anno (2), ceduta nel corso dell'anno (3) o sia acquistata che ceduta nello stesso anno (4).
  • Colonna 3 – Codice attività: identifica il tipo di attività. I codici più usati dagli investitori privati sono: 1 (depositi e c/c bancari), 2 (titoli e strumenti finanziari), 14 (cripto-attività), 20 (P2P lending e altri crediti).
  • Colonna 4 – Quota di possesso: la percentuale di proprietà (100% se sei il solo intestatario).
  • Colonna 7 – Valore iniziale: il valore dell'attività all'inizio dell'anno (o alla data di acquisto).
  • Colonna 8 – Valore finale: il valore al 31 dicembre o alla data di cessione.
  • Colonna 14 – IVAFE dovuta: l'imposta calcolata sul valore dell'attività.

Come determinare il valore delle attività

Per i conti correnti: si usa la giacenza media annua, oppure il saldo al 31 dicembre se non si dispone della giacenza media.

Per i titoli e ETF: si usa il valore di mercato (o il valore nominale se non esiste un mercato regolamentato) al termine del periodo di imposta, convertito in euro al tasso di cambio della Banca Centrale Europea.

Per le criptovalute: il valore di mercato al 31 dicembre, in euro. Per le valute con scarsa liquidità, si fa riferimento ai tassi pubblicati dalle principali piattaforme.

Per i crediti P2P: il valore nominale del credito residuo alla data del 31 dicembre.

Dove trovare i dati necessari

I broker esteri seri forniscono di solito un report annuale scaricabile dal portale, che riassume posizioni, movimenti e valori di fine anno. DEGIRO, per esempio, pubblica il "Annual Statement" che include il valore del portafoglio al 31/12. Anche gli exchange di criptovalute più grandi offrono report fiscali. Salvali sempre: in caso di controllo, sono la documentazione che ti tutela.

IVAFE: cos'è e quanto si paga

L'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all'Estero) è l'imposta patrimoniale sulle attività finanziarie estere. Funziona come il bollo italiano sulle banche, ma la applichi tu direttamente in dichiarazione.

Aliquote IVAFE 2026

  • Conti correnti e libretti: imposta fissa di 34,20 euro per conto (solo se la giacenza media supera 5.000 euro)
  • Prodotti finanziari (ETF, azioni, obbligazioni, fondi): 0,2% annuo sul valore di mercato al 31 dicembre
  • Cripto-attività: 0,2% annuo sul valore al 31 dicembre (aliquota che era stata proposta all'1% ma è stata poi confermata allo 0,2% per il 2026)
  • Polizze assicurative estere: 0,2% sul valore di riscatto

L'IVAFE è deducibile dalle eventuali imposte patrimoniali già pagate all'estero (credito d'imposta), per evitare la doppia imposizione.

Esempio pratico

Hai un portafoglio di ETF su un broker irlandese del valore di 50.000 euro al 31 dicembre. L'IVAFE dovuta è pari a 50.000 × 0,2% = 100 euro. Se il paese estero ha già applicato un'imposta patrimoniale equivalente, la puoi portare in detrazione.

Per contestualizzare: se investi in broker italiani, il bollo equivalente è già trattenuto automaticamente dall'intermediario. Con i broker esteri, tocca a te fare il calcolo e versarlo tramite F24.

Sanzioni per omissione o errori nel Quadro RW

Le sanzioni per mancata o errata compilazione del Quadro RW sono severe. Vediamo gli scenari principali.

Omissione completa

Se non dichiari attività estere che avresti dovuto dichiarare, le sanzioni variano in base al paese in cui sono localizzate le attività:

  • Paesi non black list (UE, USA, paesi con accordo di scambio d'informazioni): sanzione dal 3% al 15% del valore delle attività non dichiarate.
  • Paesi black list (paradisi fiscali): sanzione dal 6% al 30% del valore, con possibile raddoppio in caso di evasione accertata.

Dichiarazione tardiva o con errori

Se presenti il Quadro RW in ritardo ma entro i 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta. Con il ravvedimento operoso puoi regolarizzare spontaneamente la tua posizione pagando una sanzione ridotta: più ti muovi in anticipo rispetto all'accertamento, minore sarà la penalità. Il ravvedimento è uno strumento utile se ti accorgi di aver dimenticato di dichiarare qualcosa in anni precedenti.

Prescrizione

I termini di accertamento per il Quadro RW sono più lunghi del normale: fino a 7 anni (contro i 5 ordinari) per le attività detenute in paesi non collaborativi. Con i paesi UE e quelli che hanno accordi di scambio automatico di informazioni (CRS/FATCA), i tempi si accorciano, ma non eliminano il rischio.

Quadro RW e regime amministrato: perché il broker estero non ti esime

In Italia esistono due regimi fiscali per gli investimenti finanziari: il regime amministrato (gestito dall'intermediario italiano) e il regime dichiarativo (dove sei tu a dichiarare tutto). I broker esteri, per definizione, non possono applicare il regime amministrato italiano: non sono sostituti d'imposta italiani. Quindi, anche se il tuo broker estero trattiene imposte locali (per esempio, la ritenuta olandese sui dividendi), questo non ti esime dagli obblighi italiani.

In pratica, con un broker estero devi:

  1. Dichiarare le plusvalenze nel Quadro RT del modello Redditi e pagare il 26% di imposta sostitutiva.
  2. Dichiarare i dividendi e gli interessi nel Quadro RL e pagare l'imposta sostitutiva del 26%.
  3. Compilare il Quadro RW per il monitoraggio fiscale e calcolare l'IVAFE.
  4. Eventualmente recuperare le ritenute estere tramite credito d'imposta nel Quadro CE.

Per chi segue un piano di accumulo con broker estero, questo significa tenere traccia del prezzo di carico di ogni acquisto per calcolare correttamente le plusvalenze al momento della vendita. Non è complicato, ma richiede organizzazione.

Se stai valutando la tassazione delle rendite finanziarie nel complesso, tieni presente che l'aliquota ordinaria per i redditi da capitale è del 26%, con l'eccezione dei titoli di Stato italiani ed equiparati (tassati al 12,5%) e delle cripto-attività (33% dal 2026).

Scadenze e come versare l'IVAFE

Il Quadro RW si presenta all'interno del modello Redditi PF, con scadenza ordinaria al 30 novembre dell'anno successivo a quello di riferimento (anno d'imposta 2025 → presentazione entro il 30 novembre 2026). Con proroga eventuale, i termini possono slittare.

Il versamento dell'IVAFE segue le stesse scadenze delle altre imposte del modello Redditi:

  • Acconto di giugno: entro il 30 giugno (con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione dello 0,4%)
  • Saldo + primo acconto anno successivo: stessa scadenza di giugno

Il pagamento avviene tramite F24, con il codice tributo 4043 per l'IVAFE su prodotti finanziari esteri e 4048 per l'IVAFE su conti correnti esteri.

Domande frequenti

Ho un conto su DEGIRO con 3.000 euro. Devo compilare il Quadro RW?

Sì, se il valore del tuo portafoglio su DEGIRO supera i 15.000 euro anche solo per un giorno nel corso dell'anno, o se superi i 5.000 euro di giacenza media, hai l'obbligo di monitoraggio fiscale. Anche al di sotto di queste soglie, tecnicamente l'obbligo dichiarativo nel Quadro RW esiste per qualsiasi attività estera, sebbene per importi molto bassi il rischio concreto di sanzioni sia ridotto. L'IVAFE sulle attività finanziarie (0,2% del valore) si applica invece a prescindere dalla soglia, salvo per i conti correnti con giacenza media sotto 5.000 euro. Meglio compilarlo sempre, per non avere problemi.

Le criptovalute su un exchange italiano vanno nel Quadro RW?

Dipende dall'exchange. Se l'exchange italiano è un sostituto d'imposta riconosciuto dall'Agenzia delle Entrate e applica le ritenute per tuo conto, potresti essere esonerato dal Quadro RW per quella specifica attività. Tuttavia, la maggior parte degli exchange crypto — anche quelli con sede o operatività italiana — non sono formalmente sostituti d'imposta nel senso fiscale tradizionale. In assenza di certezza, la prassi prudente è dichiarare comunque le cripto-attività nel Quadro RW. Per approfondire le specifiche fiscali sulle tasse sulle criptovalute in Italia, consulta la nostra guida dedicata.

Ho dimenticato di compilare il Quadro RW l'anno scorso. Cosa faccio?

Puoi regolarizzare la tua posizione con il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e pagando le imposte dovute (IVAFE non versata) più la sanzione ridotta. Prima lo fai, minore sarà la sanzione: il ravvedimento "breve" (entro 30 giorni) prevede una riduzione a 1/10 della sanzione minima; il ravvedimento "lungo" (entro il termine della dichiarazione successiva) a 1/8. Ti conviene rivolgerti a un commercialista o CAF per quantificare correttamente l'importo e presentare la dichiarazione integrativa.

Se investo tramite un broker estero, devo pagare le tasse due volte?

No, l'Italia ha stipulato convenzioni contro la doppia imposizione con la maggior parte dei paesi europei e non solo. Le ritenute fiscali applicate all'estero (ad esempio, le ritenute sui dividendi trattenute dal broker) possono essere portate in detrazione dalle imposte dovute in Italia tramite il credito d'imposta nel Quadro CE del modello Redditi. In questo modo paghi la differenza tra l'aliquota estera e quella italiana, senza versare due volte la stessa imposta. L'importante è conservare la documentazione del broker che attesti le imposte già pagate all'estero.

Il Quadro RW va compilato anche per i fondi pensione esteri?

In linea generale sì, anche i fondi pensione e i prodotti previdenziali esteri sono soggetti al monitoraggio fiscale e vanno indicati nel Quadro RW. Tuttavia, alcune convenzioni internazionali prevedono esenzioni specifiche per i fondi pensione riconosciuti. La valutazione va fatta caso per caso, preferibilmente con l'aiuto di un commercialista esperto in fiscalità internazionale, soprattutto per chi ha versato in fondi pensione durante periodi di lavoro all'estero.