Mintos e PeerBerry sono due delle piattaforme di P2P lending più diffuse tra gli investitori europei al dettaglio. Entrambe consentono di prestare denaro a privati o aziende tramite originatori di credito, ottenendo interessi periodici. Le differenze, tuttavia, sono significative: dalla complessità operativa alla struttura del rischio, passando per le asset class disponibili e la presenza del mercato secondario. Questa guida mette a confronto le due piattaforme per aiutarti a scegliere quella più adatta al tuo profilo, o a usarle insieme in modo consapevole.
Per un quadro completo del settore consulta anche la nostra guida al P2P lending e la pagina sulle migliori piattaforme P2P in Europa.
Confronto rapido: tabella Mintos vs PeerBerry
| Caratteristica | Mintos | PeerBerry |
|---|---|---|
| Sede legale | Riga, Lettonia | Zagabria, Croazia |
| Anno lancio | 2015 | 2017 |
| Asset class | Consumer, auto, business, immobiliare | Consumer, auto |
| Rendimento storico | Variabile, non garantito | Variabile, non garantito |
| Buyback guarantee | Sì (dipende dall'originatore) | Sì (Aventus Group e altri) |
| Mercato secondario | Sì | No |
| Investimento minimo | 10 € | 10 € |
Mintos: pro e contro
Mintos è il marketplace P2P lending più grande d'Europa per volumi. Funziona come aggregatore: non eroga prestiti direttamente, ma connette gli investitori con decine di originatori di credito provenienti da vari paesi. Questa struttura offre una diversificazione geografica e per asset class molto ampia, ma introduce anche un livello di complessità aggiuntivo rispetto ad altre piattaforme.
Punti di forza:
- Ampia selezione di originatori e tipologie di prestito (consumer, auto, PMI, real estate)
- Mercato secondario attivo per liquidare le posizioni prima della scadenza
- Regolamentazione ESMA: Mintos è autorizzata come piattaforma di crowdfunding ai sensi del Regolamento UE 2020/1503
- Strumento Invest & Access per investimento automatizzato
Punti deboli:
- La qualità degli originatori varia: alcuni in passato hanno registrato default, con perdite per gli investitori
- La buyback guarantee non è garantita dallo Stato e dipende dalla solidità finanziaria dell'originatore
- Interfaccia e struttura più complesse per chi inizia
- In caso di default di un originatore, il recupero crediti può richiedere anni
PeerBerry: pro e contro
PeerBerry è una piattaforma più snella, nata nel 2017 e fortemente legata all'Aventus Group, che è il principale originatore sulla piattaforma. Il focus è su prestiti consumer a breve termine e prestiti auto, prevalentemente in Europa orientale e nei Paesi baltici.
Punti di forza:
- Interfaccia semplice e adatta ai principianti
- Buyback guarantee e garanzia di gruppo (Aventus Group si impegna a coprire i prestiti insoluti)
- Storico di rimborsi regolari agli investitori, anche durante periodi di crisi
- Processo di onboarding rapido
Punti deboli:
- Assenza di mercato secondario: il capitale è illiquido fino alla scadenza del prestito
- Concentrazione elevata su un unico gruppo di originatori (Aventus): minore diversificazione strutturale
- Asset class limitate rispetto a Mintos
- Non ancora regolamentata ai sensi del Regolamento europeo sul crowdfunding
Come diversificare tra le due piattaforme
Usare Mintos e PeerBerry in parallelo è una strategia adottata da molti investitori retail europei per bilanciare complessità e diversificazione. In pratica:
- Usa Mintos per accedere a una gamma più ampia di originatori e asset class, sfruttando il mercato secondario come valvola di liquidità parziale
- Usa PeerBerry per la quota di portafoglio che vuoi gestire con meno attenzione operativa, puntando sulla semplicità e sulla struttura di garanzia del gruppo Aventus
- Non concentrare mai l'intero capitale P2P su una sola piattaforma: diversifica anche su altre realtà, come indicato nella nostra guida sugli errori comuni nel P2P lending
- Mantieni sempre una quota di liquidità fuori dal P2P: questa asset class non è adatta alla parte del portafoglio che potrebbe servirti a breve termine
Tassazione P2P in Italia 2026
Gli interessi percepiti tramite piattaforme P2P lending sono considerati redditi di capitale ai fini fiscali italiani e sono soggetti a una ritenuta a titolo d'imposta del 26%, la stessa aliquota applicata a interessi bancari, obbligazioni e dividendi azionari.
Aspetti pratici da tenere a mente:
- Le piattaforme estere generalmente non applicano la ritenuta italiana: sei tu a dover dichiarare gli interessi nella dichiarazione dei redditi (quadro RL o RW per la giacenza media)
- Le perdite su crediti non recuperati possono, in alcuni casi, essere portate in deduzione: verifica con un commercialista la documentazione necessaria
- I conti P2P esteri vanno indicati nel quadro RW (monitoraggio fiscale) se la giacenza supera determinate soglie
FAQ
- Mintos o PeerBerry è più sicura?
- Nessuna piattaforma P2P è "sicura" nel senso bancario del termine: entrambe comportano rischio di perdita del capitale. Mintos è regolamentata a livello europeo come piattaforma di crowdfunding; PeerBerry offre una struttura di garanzia di gruppo. La diversificazione su più originatori e piattaforme riduce il rischio, ma non lo elimina.
- Posso prelevare in qualsiasi momento?
- Su Mintos puoi vendere le Note sul mercato secondario, ma non è garantita la liquidità immediata né il prezzo di acquisto. Su PeerBerry non esiste mercato secondario: il capitale rimane investito fino alla scadenza del prestito, che può variare da pochi giorni a diversi mesi.
- Devo dichiarare al fisco italiano i rendimenti guadagnati su queste piattaforme?
- Sì. Se sei residente fiscale in Italia, gli interessi da piattaforme P2P estere vanno dichiarati nel modello 730 o Redditi PF. L'aliquota applicabile è il 26%. Consulta un commercialista per la corretta compilazione del quadro RW e RL, specialmente se hai importi significativi.