Cosa significa andare long e short in borsa

Andare long e short sono le due operazioni di base con cui si guadagna (o si perde) in borsa: con la posizione "long e short" un trader scommette rispettivamente sul rialzo o sul ribasso di un titolo. In questa guida capirai cosa significano davvero questi termini, come funzionano nella pratica, quanto incidono i costi e la tassazione in Italia, quali rischi corri e gli errori più comuni da evitare prima di aprire la tua prima operazione.

Cosa significa andare long

Aprire una posizione long significa comprare un titolo (un'azione, un ETF, una valuta) aspettandoti che il prezzo salga. È il modo più intuitivo di investire: compri a un prezzo basso e speri di rivendere a un prezzo più alto, incassando la differenza. Se compri azioni di un'azienda a 10 euro e le rivendi a 14, il tuo guadagno lordo è di 4 euro ad azione.

Chi va long ha un orizzonte spesso più lungo e una logica semplice: nel tempo i mercati azionari tendono a crescere. Per questo la maggior parte degli investitori al dettaglio opera quasi sempre in posizione long, soprattutto quando costruisce un portafoglio di lungo periodo. Se vuoi approfondire le basi del mercato azionario, trovi una panoramica utile nella nostra guida alla borsa per principianti.

Cosa significa andare short

Andare short (o "vendere allo scoperto") significa l'esatto contrario: scommetti che il prezzo di un titolo scenda. In pratica vendi qualcosa che non possiedi, prendendolo in prestito dal broker, per poi ricomprarlo più tardi a un prezzo più basso e restituirlo, tenendoti la differenza.

Un esempio: vendi allo scoperto un'azione a 50 euro perché pensi che scenderà. Se il prezzo crolla a 40 euro, la ricompri e guadagni 10 euro. Se invece sale a 60, perdi 10 euro. La posizione short è più tecnica e comporta rischi diversi da quella long, come vedremo più avanti.

Perché esiste la vendita allo scoperto

Lo short serve a due cose: speculare al ribasso e proteggere un portafoglio (hedging). Un investitore che possiede molte azioni può aprire posizioni short per ridurre le perdite in caso di calo generale del mercato, senza dover vendere ciò che ha in portafoglio.

Come funzionano long e short nella pratica

Oggi la maggior parte dei trader al dettaglio non vende fisicamente azioni in prestito, ma usa strumenti derivati come i CFD e i loro rischi reali, che permettono di aprire posizioni long e short con pochi clic. Con questi strumenti spesso entra in gioco anche la leva finanziaria, che amplifica sia i guadagni sia le perdite.

  • Posizione long con leva: con 100 euro e una leva 1:5 controlli 500 euro di esposizione. Se il titolo sale del 10%, guadagni 50 euro (il 50% del capitale), ma se scende del 10% perdi la stessa cifra.
  • Posizione short con leva: stesso meccanismo, ma a parti invertite rispetto al prezzo.
  • Stop loss: un ordine automatico che chiude la posizione a una soglia di perdita prefissata, fondamentale soprattutto sullo short.

Per i termini tecnici che incontri aprendo un conto (margine, spread, rollover) puoi consultare il nostro glossario della finanza.

Quanto si guadagna e come funziona la tassazione

Non esiste un rendimento "tipico": dipende dal titolo, dalla leva e dalla durata dell'operazione. In generale, più alto è il potenziale guadagno, più alto è il rischio di perdita. Chi opera con leva elevata può raddoppiare il capitale in poche ore, ma anche azzerarlo con la stessa velocità.

Sul fronte fiscale, in Italia le plusvalenze da trading rientrano tra i redditi diversi di natura finanziaria e sono tassate con un'aliquota del 26%. Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze successive entro i quattro anni seguenti. Se operi con un broker estero senza sostituto d'imposta, dovrai dichiarare tu stesso i guadagni nel quadro RT della dichiarazione dei redditi.

Quali rischi corri con long e short

La differenza più importante riguarda la perdita massima possibile:

  • Nel long la perdita è limitata: al massimo perdi tutto il capitale investito, perché un'azione non può scendere sotto zero.
  • Nello short la perdita è teoricamente illimitata: se il prezzo continua a salire, non c'è un tetto massimo alle perdite. È il rischio più sottovalutato dai principianti.
  • La leva amplifica tutto: con strumenti a leva puoi ricevere una richiesta di margine (margin call) e veder chiudere le posizioni in automatico.
  • Costi nascosti: spread, commissioni e costi di mantenimento overnight erodono i guadagni, soprattutto sulle operazioni tenute aperte a lungo.

Errori da evitare

Chi inizia con long e short tende a commettere sempre gli stessi sbagli. Ecco i principali:

  • Usare troppa leva subito, senza capire come funziona davvero l'esposizione.
  • Andare short senza esperienza: è un'operazione più complessa e rischiosa del semplice acquisto.
  • Non impostare lo stop loss e lasciar correre le perdite sperando in un recupero.
  • Investire denaro che non ci si può permettere di perdere.
  • Confondere trading e investimento: per costruire ricchezza nel tempo conta di più una buona strategia di lungo periodo, come spieghiamo nella guida su come costruire un portafoglio di investimenti.

Se vuoi fare pratica senza rischiare subito capitale reale, molti broker offrono un conto demo. Una piattaforma molto usata in Italia per operare sia long sia short, anche in modalità di prova, è eToro.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra long e short in borsa?

Andare long significa comprare un titolo aspettandosi che il prezzo salga, mentre andare short significa vendere allo scoperto scommettendo che il prezzo scenda. Nel long guadagni se il mercato sale, nello short guadagni se scende. Il long ha una perdita limitata al capitale, lo short una perdita teoricamente illimitata.

Cosa vuol dire andare short su un'azione?

Andare short su un'azione significa venderla allo scoperto: la prendi in prestito dal broker, la vendi al prezzo attuale e la ricompri più tardi sperando che nel frattempo sia scesa. La differenza tra prezzo di vendita e di riacquisto è il tuo guadagno. Se il titolo sale, invece, registri una perdita.

È più rischioso il long o lo short?

In genere lo short è considerato più rischioso. Nel long la perdita massima è il capitale investito, perché un titolo non può valere meno di zero. Nello short, se il prezzo sale senza limite, anche le perdite possono crescere senza un tetto massimo. Per questo lo short è sconsigliato a chi è alle prime armi.

Si può andare long e short contemporaneamente?

Sì, è una tecnica chiamata in inglese hedging o spread trading: si apre una posizione long su un titolo e short su un altro per ridurre il rischio complessivo o sfruttare la differenza di prezzo tra i due. È una strategia più avanzata, adatta a chi ha già esperienza e conosce bene gli strumenti che utilizza.

Conclusione

Capire cosa significano long e short è il primo passo per orientarsi nel trading: il long è la scommessa al rialzo, lo short quella al ribasso. Entrambe le operazioni possono generare guadagni, ma anche perdite rapide, soprattutto con la leva. Prima di operare con denaro reale, studia gli strumenti, parti da importi piccoli e usa sempre uno stop loss per limitare i danni.

Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza finanziaria. Il trading comporta un elevato rischio di perdita del capitale: investi solo somme che puoi permetterti di perdere.