Liquidity pool: come funzionano nella DeFi

A cura della Redazione · Aggiornato il 22 luglio 2026 · 11 min di lettura

Nella finanza decentralizzata (DeFi), le liquidity pool sono il meccanismo che permette di scambiare criptovalute senza un intermediario centralizzato come un exchange tradizionale. Al loro interno non c'è un order book con compratori e venditori che si incontrano: al posto suo troviamo un contratto intelligente (smart contract) che detiene due o più asset e consente scambi automatici in qualsiasi momento, 24 ore su 24. Se hai sentito parlare di Uniswap, Curve, Balancer o PancakeSwap, stai già parlando di piattaforme costruite interamente su questo modello.

Questo articolo spiega come funziona il meccanismo nel dettaglio, come si guadagnano le fee, cosa significa impermanent loss con esempi numerici concreti, e quali sono i rischi reali da considerare prima di depositare fondi. Se sei alle prime armi con le criptovalute, ti consiglio di leggere prima la guida su come iniziare a investire da zero per avere un quadro generale degli strumenti disponibili.

Cos'è una liquidity pool e come funziona l'AMM

Una liquidity pool è un insieme di fondi bloccati in uno smart contract su una blockchain. Chiunque può depositare criptovalute in questa pool diventando un liquidity provider (LP), cioè un fornitore di liquidità. In cambio, il protocollo emette dei token LP che rappresentano la quota di proprietà del deposito. Quando un utente ritira i suoi fondi, brucia i token LP e riceve indietro la sua quota, comprensiva delle fee accumulate.

La novità rispetto agli exchange tradizionali è che lo scambio avviene contro la pool stessa, non contro un altro utente. È qui che entra in gioco l'Automated Market Maker (AMM): un algoritmo che determina il prezzo di ogni asset in base alla composizione della pool in quel momento.

La formula x*y=k spiegata con un esempio

Il modello AMM più diffuso, introdotto da Uniswap v2, si basa su una formula matematica semplice ma potente:

x * y = k

Dove:

  • x è la quantità del primo token nella pool (es. ETH)
  • y è la quantità del secondo token nella pool (es. USDC)
  • k è una costante che non cambia mai durante gli scambi normali

Esempio concreto. Supponiamo che una pool contenga 100 ETH e 200.000 USDC. Il prodotto k è 100 × 200.000 = 20.000.000. Il prezzo implicito di ETH è 200.000 / 100 = 2.000 USDC.

Un trader vuole acquistare 10 ETH. Deve aggiungere USDC alla pool fino a riportare il prodotto a k. Dopo la vendita, la pool avrà 90 ETH. Per mantenere k = 20.000.000 serve: 20.000.000 / 90 = 222.222 USDC. Il trader deve quindi versare 222.222 − 200.000 = 22.222 USDC per ottenere 10 ETH, anziché i 20.000 che avrebbe pagato al prezzo iniziale di mercato. Questa differenza è il price impact, che cresce all'aumentare della dimensione dello swap rispetto alla pool.

La curva descritta dalla formula x*y=k garantisce che la pool non possa mai esaurire completamente uno dei due asset: all'avvicinarsi di zero, il prezzo sale verso l'infinito. Questo è il meccanismo che mantiene la pool sempre operativa indipendentemente dall'orario o dalla presenza di controparti umane.

Varianti della formula

Non tutti gli AMM usano la stessa formula. Curve Finance, specializzata in stablecoin, usa una curva ibrida che minimizza il price impact per asset a prezzo simile (es. USDC/USDT/DAI). Uniswap v3 ha introdotto la liquidità concentrata, che permette agli LP di specificare un intervallo di prezzo in cui operare, aumentando l'efficienza del capitale ma aggiungendo complessità gestionale.

Come diventare un liquidity provider

Il processo è tecnicamente accessibile ma richiede attenzione. I passaggi fondamentali sono:

  1. Procurarsi i due asset nella proporzione corretta. La maggior parte delle pool richiede di depositare i due token in rapporto 50/50 rispetto al valore in dollari. Se vuoi depositare 1.000 euro in una pool ETH/USDC, devi avere circa 500 euro di ETH e 500 euro di USDC.
  2. Connettere un wallet non-custodial (MetaMask, Rabby, ecc.) alla piattaforma DeFi prescelta.
  3. Approvare i token e depositare. Ogni operazione su blockchain richiede il pagamento di gas fee, i costi di transazione della rete. Su Ethereum mainnet possono essere significativi; su reti Layer 2 come Arbitrum o Optimism sono trascurabili.
  4. Ricevere i token LP che attestano la tua quota nella pool.

Piattaforme principali

Le piattaforme AMM più consolidate al 2026 sono Uniswap (Ethereum e L2), Curve Finance (stablecoin e asset correlati), Balancer (pool con più di due asset e pesi personalizzabili), PancakeSwap (BNB Chain) e Aerodrome (Base). Ogni piattaforma ha le sue caratteristiche di rischio, struttura delle fee e volume di trading. Prima di depositare è utile leggere la documentazione ufficiale e verificare che gli smart contract siano stati sottoposti a audit da società terze riconosciute.

Come si guadagnano le fee da una liquidity pool

Ogni volta che un utente esegue uno swap attraverso la pool, paga una commissione che viene distribuita proporzionalmente tra tutti i liquidity provider. Su Uniswap v2 la fee standard è 0,30% del volume scambiato. Su Uniswap v3 esistono più livelli: 0,01%, 0,05%, 0,30% e 1%, a seconda della volatilità attesa dell'asset.

Se una pool ETH/USDC ha 10 milioni di dollari di liquidità e genera 2 milioni di dollari di volume giornaliero con una fee dello 0,30%, le fee giornaliere totali sono 6.000 dollari. Un LP che detiene l'1% della pool guadagna 60 dollari al giorno, ovvero circa 21.900 dollari su base annua. Questo corrisponde a un rendimento lordo del 21,9% sull'investimento — ma si tratta di un calcolo a titolo indicativo basato su condizioni di mercato che possono cambiare drasticamente di giorno in giorno. Il volume reale può crollare o esplodere, e le fee devono sempre essere confrontate con il rischio di impermanent loss.

Alcune piattaforme offrono incentivi aggiuntivi sotto forma di token propri del protocollo (liquidity mining o yield farming). Questi rendimenti sono i più volatili di tutti perché dipendono dal prezzo del token di incentivazione, che può perdere valore rapidamente. Per capire come inserire eventualmente questi strumenti in una strategia più ampia, puoi leggere la guida su come costruire una rendita passiva.

Impermanent loss: cos'è e come calcolarlo

L'impermanent loss (perdita impermanente) è il rischio principale e più spesso sottovalutato delle liquidity pool. Si verifica ogni volta che il prezzo relativo dei due asset nella pool cambia rispetto al momento del deposito. La perdita è detta "impermanente" perché si realizza pienamente solo al momento del ritiro: se il prezzo tornasse esattamente al livello iniziale, la perdita scomparirebbe.

Esempio numerico dettagliato

Partiamo da questa situazione iniziale:

  • Deposito: 1 ETH + 2.000 USDC (prezzo ETH = 2.000 USDC)
  • Valore totale depositato: 4.000 USDC
  • La pool ha in totale 100 ETH e 200.000 USDC; la tua quota è l'1%

Scenario: il prezzo di ETH raddoppia a 4.000 USDC. Gli arbitraggisti acquistano ETH dalla pool finché il prezzo implicito (y/x) non raggiunge 4.000. Applicando la formula:

  • Nuova quantità di ETH nella pool: √(k / 4.000) = √(20.000.000 / 4.000) = √5.000 ≈ 70,71 ETH
  • Nuova quantità di USDC: 20.000.000 / 70,71 ≈ 282.843 USDC

La tua quota (1%) vale ora: 0,7071 ETH + 2.828,43 USDC. Al prezzo di 4.000 USDC per ETH:

  • Valore quota LP = 0,7071 × 4.000 + 2.828,43 = 2.828,40 + 2.828,43 ≈ 5.656,83 USDC

Se invece avessi semplicemente tenuto 1 ETH + 2.000 USDC (strategia HODL):

  • Valore = 1 × 4.000 + 2.000 = 6.000 USDC

L'impermanent loss è la differenza: 6.000 − 5.656,83 = 343,17 USDC, pari al 5,72% del valore che avresti avuto tenendo semplicemente gli asset.

La tabella seguente mostra la relazione tra variazione di prezzo e impermanent loss:

Variazione del prezzo relativoImpermanent loss
+25%−0,6%
+50%−2,0%
+100% (raddoppio)−5,7%
+200%−13,4%
+400%−25,5%
−50% (dimezzamento)−5,7%

La perdita è simmetrica al rialzo e al ribasso. Le pool composte interamente da stablecoin (es. USDC/USDT) hanno impermanent loss praticamente nullo perché i due asset si muovono quasi in sincronia. Le pool con asset altamente volatili e non correlati sono quelle più esposte.

Le fee accumulate possono compensare l'impermanent loss, ma non è garantito. Quando il volume di trading è elevato e il prezzo si muove poco, le fee vincono. Quando il prezzo fa un movimento brusco e il volume cala, l'impermanent loss può superare largamente le fee incassate. Comprendere questo equilibrio è fondamentale; per approfondire la gestione del rischio negli investimenti ti può essere utile anche la guida sul profilo di rischio dell'investitore.

Tassazione delle liquidity pool in Italia nel 2026

Sul piano fiscale, le operazioni con liquidity pool in Italia rientrano nel perimetro della tassazione sulle criptovalute. Dal 2026, le plusvalenze da criptovalute sono tassate al 33% (aliquota aumentata rispetto al 26% applicato fino al 2025), con soglia di esenzione annua di 2.000 euro. Questo aspetto è molto rilevante per chi fa yield farming o liquidity providing, perché ogni prelievo dalla pool che genera un guadagno rispetto al valore di carico può essere considerato un evento fiscalmente rilevante.

I redditi da fee e da token di incentivazione (liquidity mining) vengono trattati come redditi diversi di natura finanziaria. La distinzione tra plusvalenza e reddito da fee non è ancora regolamentata in modo univoco in Italia, ed è consigliabile affidarsi a un commercialista specializzato in asset digitali per impostare correttamente la dichiarazione dei redditi. La guida completa sulla tassazione delle criptovalute in Italia approfondisce tutti gli obblighi dichiarativi aggiornati al 2026.

Ricorda che il monitoraggio del valore di carico è a tuo carico: dovrai tenere traccia di ogni deposito e prelievo con data, quantità e valore in euro al momento dell'operazione. Usare software di crypto tax (Koinly, CoinTracking, ecc.) diventa praticamente indispensabile se le operazioni sono numerose. Per avere un quadro più ampio sulla tassazione delle rendite finanziarie, consulta anche la guida sulla tassazione delle rendite finanziarie al 26%.

Rischi pratici da considerare prima di depositare

Oltre all'impermanent loss, chi fornisce liquidità deve essere consapevole di altri rischi concreti:

Rischio smart contract

Gli smart contract possono contenere bug o vulnerabilità che i malintenzionati sfruttano per svuotare le pool. Nella storia della DeFi ci sono stati exploit che hanno causato perdite di centinaia di milioni di dollari. Prima di depositare, verifica che il contratto sia stato auditato da almeno due società di sicurezza indipendenti (Certik, Trail of Bits, OpenZeppelin, ecc.) e che l'audit sia recente. Evita pool su protocolli nuovi e non verificati, specialmente se offrono rendimenti anomali.

Rischio di liquidità e slippage

Pool con poca liquidità totale generano slippage elevato: chi opera nella pool sposta il prezzo molto con swap relativamente piccoli. Questo scoraggia i trader e riduce il volume, che a sua volta riduce le fee per gli LP. Scegli pool con liquidità adeguata al tuo investimento.

Rischio token di governance e centralizzazione

Molti protocolli DeFi hanno un token di governance che dà potere di voto sulle modifiche al protocollo. Se un numero ristretto di wallet controlla la maggioranza di questi token, esiste il rischio che il protocollo venga modificato in modo sfavorevole agli LP (cosiddetto "rug pull" soft o governance attack). Verifica sempre la distribuzione del token di governance.

Rischio di depeg delle stablecoin

Le pool che includono stablecoin algoritmiche sono esposte al rischio che la stablecoin perda il proprio ancoraggio al dollaro (depeg). L'evento più noto è il collasso di Terra/LUNA nel 2022, che ha azzerato il valore di miliardi di dollari depositati nelle pool. Preferisci stablecoin garantite da riserve verificabili (USDC, USDT) rispetto a quelle algoritmiche.

Complessità operativa

Gestire attivamente una posizione in una pool concentrata (tipo Uniswap v3) richiede monitoraggio costante. Se il prezzo esce dall'intervallo scelto, la tua liquidità smette di generare fee e rimane esposta al movimento unilaterale del prezzo. Non è uno strumento "imposta e dimentica". La diversificazione degli investimenti rimane un principio valido anche in DeFi: non concentrare l'intero portafoglio in liquidity pool.

Se stai valutando dove inserire le liquidity pool rispetto ad altri strumenti, tieni presente che esistono alternative con profili di rischio molto diversi: dai conti deposito garantiti fino agli ETF su mercati tradizionali. Le liquidity pool in DeFi si collocano nella fascia più speculativa dello spettro e non sono adatte a chi non accetta la possibilità di perdere parte o tutto il capitale investito.

Domande frequenti

Quanto si guadagna con una liquidity pool?

Non esiste un rendimento fisso o garantito. Le fee dipendono dal volume di trading generato dalla pool e dall'ammontare di liquidità totale presente. Storicamente, pool molto utilizzate su Uniswap hanno generato rendimenti annui da fee compresi tra il 5% e il 50% o più, ma questi numeri variano enormemente nel tempo e non rappresentano un'indicazione futura. Le fee possono essere più che annullate dall'impermanent loss se il prezzo degli asset si muove in modo significativo.

L'impermanent loss si può azzerare?

Sì, in due casi: se il prezzo relativo dei due asset torna esattamente al rapporto del momento del deposito, oppure se le fee accumulate nel periodo superano la perdita subita. Non è possibile sapere in anticipo quale dei due scenari si verificherà. Le pool composte da due stablecoin (es. USDC/USDT) hanno impermanent loss quasi nullo per definizione, ma anche le fee tendono a essere inferiori rispetto alle pool con asset volatili.

Devo dichiarare le fee delle liquidity pool nel 730 o nel modello Redditi?

In Italia, i redditi derivanti da operazioni in DeFi (fee, token di incentivazione, plusvalenze da prelievo dalla pool) devono essere dichiarati nel modello Redditi PF nel quadro RW per il monitoraggio fiscale e nel quadro RT o RL per i redditi da tassare. Dal 2026 le plusvalenze da criptovalute sono tassate al 33%. La normativa è in evoluzione e la situazione specifica può variare: consulta un commercialista esperto in criptovalute per la tua dichiarazione.

Cosa succede se una liquidity pool viene hackerata?

Se uno smart contract viene sfruttato con un exploit, i fondi depositati nella pool possono essere rubati parzialmente o totalmente. Non esiste una protezione analoga al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi o a un sistema di garanzia statale. Alcuni protocolli dispongono di fondi assicurativi propri o si avvalgono di assicurazioni decentralizzate (come Nexus Mutual), ma la copertura è limitata e non universale. Il rischio smart contract è reale e va valutato prima di qualsiasi deposito.

È meglio usare una pool di stablecoin o una pool con asset volatili?

Dipende dal proprio obiettivo e tolleranza al rischio. Le pool di stablecoin offrono rendimenti da fee generalmente più bassi ma con impermanent loss trascurabile e minore volatilità del valore depositato. Le pool con asset volatili (es. ETH/USDC) possono offrire fee più elevate in periodi di alta attività ma espongono a impermanent loss significativo e alla volatilità degli asset stessi. Non esiste una scelta universalmente migliore: conta il contesto di mercato, il volume della pool e la propria strategia complessiva.