IRPEF 2026: come si calcola con esempi pratici

A cura della Redazione · Aggiornato il 26 luglio 2026 · 9 min di lettura

L'IRPEF è l'imposta che pesa di più sullo stipendio di quasi tutti gli italiani, eppure pochi sanno davvero come si calcola. Conoscere le aliquote, gli scaglioni e le detrazioni non è un esercizio teorico: significa capire quanto prendi davvero a casa ogni mese e dove puoi intervenire per ridurre il carico fiscale in modo legale.

In questo articolo trovi le regole IRPEF 2026 in vigore, gli scaglioni aggiornati, il meccanismo delle detrazioni da lavoro dipendente e tre esempi di calcolo su stipendi reali. Se vuoi anche capire come far rendere di più quello che ti rimane dopo le tasse, trovi i link utili lungo il testo.

Cos'è l'IRPEF e chi la paga

IRPEF sta per Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. È un'imposta progressiva: più guadagni, più alta è la percentuale che paghi — ma solo sulla parte di reddito che supera ogni soglia, non sull'intero importo. Questo è il punto che molti fraintendono.

La pagano i residenti fiscali in Italia su tutti i redditi prodotti nel mondo (principio di tassazione mondiale), e i non residenti sui redditi prodotti in Italia. Le principali categorie di reddito soggette a IRPEF sono:

  • Redditi da lavoro dipendente (stipendi, pensioni)
  • Redditi da lavoro autonomo (prestazioni occasionali, professionisti non in regime forfettario)
  • Redditi d'impresa (soci di società di persone, ditte individuali ordinarie)
  • Redditi fondiari (affitti in regime ordinario, rendita catastale)
  • Redditi di capitale e diversi non soggetti a ritenuta sostitutiva

Alcune categorie di reddito sono invece tassate con imposte sostitutive separate: le plusvalenze finanziarie al 26% (o al 33% per le criptovalute dal 2026), gli affitti con cedolare secca al 21% o 26%, i redditi del regime forfettario al 15% (o 5% per i primi 5 anni con i requisiti). Questi non entrano nel calcolo IRPEF.

Scaglioni IRPEF 2026: le aliquote aggiornate

Dal 2024 gli scaglioni IRPEF sono stati ridotti da quattro a tre, e questa struttura è rimasta in vigore anche per il 2026. Ecco la tabella:

Scaglione di reddito imponibile Aliquota IRPEF
Fino a 28.000 € 23%
Da 28.001 € a 50.000 € 33%
Oltre 50.000 € 43%

Ricorda: queste aliquote si applicano solo alla parte di reddito che cade in ciascuno scaglione. Un reddito di 35.000 € non è tassato al 33% per intero, ma al 23% sui primi 28.000 € e al 33% sui restanti 7.000 €.

Come funziona la progressività in pratica

La progressività tutela chi guadagna meno. Se guadagni 28.000 € lordi, l'IRPEF lorda massima è 6.440 € (23% × 28.000 €). Se guadagni 50.000 €, l'IRPEF lorda è:

  • 23% su 28.000 € = 6.440 €
  • 33% su 22.000 € = 7.260 €
  • Totale: 13.700 €

Su un reddito di 50.000 €, l'aliquota media effettiva è quindi 13.700 / 50.000 = 27,4%, non il 33% dello scaglione più alto.

Detrazioni da lavoro dipendente: come si calcolano

Sul reddito imponibile lordo si calcola l'IRPEF lorda. Da questa si sottraggono le detrazioni, che riducono l'imposta da pagare (non il reddito imponibile — confonderle con le deduzioni è un errore comune).

La detrazione più importante per i lavoratori dipendenti è quella per tipologia di reddito, prevista dall'art. 13 del TUIR. Per il 2026 la struttura è la seguente:

Detrazione lavoro dipendente

  • Reddito complessivo fino a 15.000 €: detrazione di 1.955 €, elevata fino a garantire che l'imposta netta non sia mai superiore all'imposta lorda sui redditi eccedenti la soglia "no tax area"
  • Reddito tra 15.001 € e 28.000 €: detrazione calcolata con formula progressiva, parte da circa 1.910 € e scende
  • Reddito tra 28.001 € e 50.000 €: detrazione che decresce ulteriormente
  • Reddito oltre 50.000 €: detrazione ridotta con ulteriore decurtazione di 260 €

La formula esatta della detrazione varia in base alla fascia di reddito e viene aggiornata annualmente dal legislatore. Il risultato finale — ovvero l'IRPEF netta — è ciò che il sostituto d'imposta (il tuo datore di lavoro) trattiene ogni mese dalle buste paga.

Altre detrazioni e deduzioni rilevanti

Oltre alla detrazione base da lavoro, puoi beneficiare di:

  • Detrazioni per carichi di famiglia: figli a carico (sostituiti in parte dall'Assegno Unico dal 2022), coniuge a carico
  • Detrazioni per spese sanitarie: 19% sulle spese mediche eccedenti 129,11 €
  • Detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus: percentuali variabili, spalmabili in più anni
  • Deduzioni previdenziali: contributi versati a fondi pensione complementare, fino a 5.164,57 € annui
  • Deduzioni per contributi obbligatori: già sottratti dal reddito lordo nella busta paga

Tre esempi pratici di calcolo IRPEF 2026

Vediamo come funziona il calcolo su tre casi concreti. I valori riportati sono a titolo indicativo e semplificati: non considerano addizionali regionali e comunali (che variano da comune a comune), bonus specifici o situazioni particolari. Per il calcolo preciso ti consiglio di consultare un CAF o un commercialista.

Esempio 1 – Stipendio lordo annuo: 22.000 €

Questo è uno stipendio vicino al reddito mediano italiano per un lavoratore a tempo pieno.

  1. Reddito imponibile IRPEF (dopo deduzioni previdenziali): circa 22.000 €
  2. IRPEF lorda: 23% × 22.000 € = 5.060 €
  3. Detrazione da lavoro dipendente (stimata): circa 1.500–1.700 €
  4. IRPEF netta stimata: circa 3.400–3.560 €
  5. Aliquota media effettiva: circa 15–16%

Il netto mensile in busta dipende anche dai contributi INPS a carico del lavoratore (circa 9,19% per i dipendenti del settore privato). Con 22.000 € lordi annui, il netto stimato è nell'ordine di 1.400–1.550 € al mese su 13 mensilità.

Esempio 2 – Stipendio lordo annuo: 35.000 €

  1. Reddito imponibile IRPEF: circa 35.000 €
  2. IRPEF lorda:
    • 23% su 28.000 € = 6.440 €
    • 33% su 7.000 € = 2.310 €
    • Totale IRPEF lorda: 8.750 €
  3. Detrazione da lavoro dipendente (stimata): circa 900–1.100 €
  4. IRPEF netta stimata: circa 7.650–7.850 €
  5. Aliquota media effettiva: circa 22–22,5%

Con 35.000 € lordi annui, il netto mensile stimato si aggira intorno a 1.900–2.050 € su 13 mensilità, a seconda delle detrazioni specifiche e delle addizionali locali.

Esempio 3 – Stipendio lordo annuo: 60.000 €

  1. Reddito imponibile IRPEF: circa 60.000 €
  2. IRPEF lorda:
    • 23% su 28.000 € = 6.440 €
    • 33% su 22.000 € = 7.260 €
    • 43% su 10.000 € = 4.300 €
    • Totale IRPEF lorda: 18.000 €
  3. Detrazione da lavoro dipendente (stimata): circa 300–500 € (si riduce molto a questi livelli di reddito)
  4. IRPEF netta stimata: circa 17.500–17.700 €
  5. Aliquota media effettiva: circa 29–29,5%

Con 60.000 € lordi annui il netto mensile stimato è nell'ordine di 3.000–3.200 € su 13 mensilità. Nota che l'aliquota marginale al 43% si applica solo ai 10.000 € sopra la soglia dei 50.000 €, non all'intero reddito.

IRPEF e altre imposte: il quadro completo

L'IRPEF non è l'unica imposta sul reddito. A essa si aggiungono:

Addizionali regionali e comunali

Ogni regione e ogni comune applica un'aliquota aggiuntiva sul reddito imponibile IRPEF. Le addizionali regionali variano tipicamente tra 1,23% e 3,33% a seconda della regione. Le comunali tra 0% e 0,9%. Non sono trascurabili: su un reddito di 35.000 € possono pesare tra 450 € e 1.400 € in più all'anno.

Tassazione separata delle rendite finanziarie

I proventi degli investimenti finanziari non rientrano nel calcolo IRPEF ordinario. Si applicano invece imposte sostitutive specifiche:

  • 26% su dividendi, plusvalenze da azioni, ETF, obbligazioni corporate e conti deposito. Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida sulla tassazione delle rendite finanziarie al 26%.
  • 12,5% su titoli di Stato italiani ed equiparati (BTP, BOT, CTZ)
  • 33% sulle plusvalenze da criptovalute per il 2026, in base alle ultime norme approvate. Per i dettagli aggiornati, consulta la nostra guida sulle tasse sulle criptovalute in Italia.

Regime forfettario: fuori dall'IRPEF ordinaria

I titolari di partita IVA in regime forfettario non applicano gli scaglioni IRPEF. Pagano invece un'imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni di attività, con i requisiti previsti dalla legge) sul reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività al fatturato. Il limite di accesso al regime forfettario è 85.000 € di ricavi annui. Per saperne di più, leggi la nostra guida al regime forfettario.

Cedolare secca sugli affitti

Chi affitta un immobile può optare per la cedolare secca invece del regime IRPEF ordinario. Le aliquote per il 2026 sono:

  • 21% per le locazioni a uso abitativo con contratto libero
  • 10% per i contratti a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa
  • 26% per le locazioni brevi (Airbnb e simili) per la seconda e successive proprietà affittate

Approfondisci nella nostra guida su come funziona la cedolare secca e in quella sugli affitti brevi su Airbnb.

Come ridurre legalmente il carico IRPEF

Pagare meno tasse in modo legale è possibile, agendo su detrazioni, deduzioni e scelte di pianificazione fiscale. Ecco le leve più concrete:

Contributi al fondo pensione

I versamenti volontari a un fondo pensione complementare sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a 5.164,57 € annui. Se sei nello scaglione al 33%, ogni 1.000 € versato ti fa risparmiare 330 € di tasse nell'anno. È uno dei pochi strumenti che unisce risparmio fiscale immediato e costruzione di una rendita integrativa. Leggi anche la nostra guida su come funziona la pensione in Italia.

Spese sanitarie tracciabili

Le spese mediche documentate (visite specialistiche, farmaci con ricetta, fisioterapia, occhiali con prescrizione) danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente 129,11 €. Conserva sempre le ricevute e assicurati che i pagamenti siano tracciabili (no contanti per importi superiori a 30 €).

Ristrutturazioni e bonus edilizi

Spese per ristrutturazione edilizia, risparmio energetico e acquisto di mobili per immobili ristrutturati generano detrazioni spalmabili in 10 anni. Le percentuali variano in base al tipo di intervento e all'anno: verifica le aliquote in vigore al momento della spesa.

Pianificazione del reddito per i lavoratori autonomi

Chi non è in regime forfettario può ottimizzare il momento di emissione delle fatture per evitare di superare una soglia di scaglione in un anno specifico. Questa scelta va però valutata con attenzione insieme a un commercialista, considerando l'impatto sull'anno successivo.

Investire il netto in modo efficiente

Dopo aver pagato le tasse, far rendere i risparmi è il passo successivo. Se non sai da dove partire, leggi la nostra guida su come iniziare a investire da zero e quella sul fondo di emergenza, che è il punto di partenza prima di qualsiasi investimento.

Quando e come si paga l'IRPEF

Per i lavoratori dipendenti l'IRPEF viene trattenuta mensilmente dal datore di lavoro (sostituto d'imposta) direttamente in busta paga. Non devi fare nulla di aggiuntivo nella maggior parte dei casi, salvo presentare la dichiarazione dei redditi per recuperare eventuali detrazioni o dichiarare altri redditi.

Per i lavoratori autonomi e i titolari di redditi diversi, l'IRPEF si paga in due tranche:

  • Acconto di giugno (30 giugno): 40% dell'imposta dovuta l'anno precedente, oppure calcolata sul reddito previsto
  • Acconto di novembre (30 novembre): 60% dell'imposta dovuta
  • Saldo di giugno dell'anno successivo: conguaglio definitivo in sede di dichiarazione

I contribuenti con debiti d'imposta fino a 100 € non sono tenuti al versamento degli acconti. È possibile rateizzare le somme dovute in sede di dichiarazione (modello 730 o Redditi PF) in rate mensili con interessi dello 0,33% mensile.

Domande frequenti

Se aumento lo stipendio e supero uno scaglione IRPEF, pago più tasse su tutto il reddito?

No. L'IRPEF è progressiva a scaglioni: l'aliquota più alta si applica solo alla parte di reddito che supera la soglia, non all'intero importo. Se passi da 27.000 € a 29.000 €, solo i 1.000 € oltre i 28.000 € vengono tassati al 33%; i primi 28.000 € restano al 23%. Non esiste un "salto" di aliquota su tutto il reddito.

Qual è la "no tax area" IRPEF 2026?

Per i lavoratori dipendenti, la no tax area è la soglia di reddito sotto la quale l'IRPEF netta è pari a zero grazie alle detrazioni da lavoro. Per il 2026 si aggira intorno agli 8.500 € annui lordi per i dipendenti e circa 5.500 € per i pensionati. Chi guadagna meno di questa cifra non paga IRPEF.

Le plusvalenze da ETF e azioni entrano nel calcolo IRPEF?

No. Le plusvalenze da strumenti finanziari come ETF, azioni, obbligazioni corporate e conti deposito sono tassate con un'imposta sostitutiva del 26%, separata dall'IRPEF. Non si sommano al reddito da lavoro e non modificano lo scaglione IRPEF. Fanno eccezione alcune situazioni particolari (es. partecipazioni qualificate in società non quotate) in cui una quota entra nel reddito complessivo.

Se sono in regime forfettario devo pagare anche l'IRPEF?

No. Il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni con i requisiti) che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IVA. I redditi in regime forfettario non entrano nel reddito complessivo ai fini IRPEF. Attenzione però: se hai anche altri redditi non forfettari (es. un lavoro dipendente part-time), questi restano soggetti ad IRPEF ordinaria.

Come posso calcolare il mio netto in busta paga in modo preciso?

Il calcolo preciso dipende da molte variabili: contratto collettivo applicato, numero di mensilità, addizionali regionali e comunali del tuo comune, detrazioni per carichi di famiglia, eventuali bonus specifici. Il modo più preciso è usare un simulatore online aggiornato al 2026 (come quello dell'INPS o di siti specializzati) oppure chiedere al tuo ufficio paghe o a un CAF. I valori negli esempi di questo articolo sono stime a titolo indicativo.