Cos'è il churn rate
Il churn rate (o tasso di abbandono) misura la percentuale di clienti o ricavi che una startup perde in un dato periodo di tempo — di solito un mese o un anno. È la metrica opposta alla retention e, per i business in abbonamento (SaaS, subscription), è forse la più critica in assoluto.
Un churn elevato svuota la crescita come un secchio bucato: puoi acquisire quanti clienti vuoi, ma se li perdi subito non costruisci valore duraturo.
Logo churn vs Revenue churn
- Logo churn (customer churn): percentuale di clienti persi sul totale. Formula: Clienti persi nel periodo / Clienti a inizio periodo × 100. Esempio: 5 clienti persi su 100 = 5% churn mensile.
- Revenue churn (MRR churn): percentuale di ricavi ricorrenti persi. Più accurato perché tiene conto del valore di ogni cliente. Può essere negativo (net negative churn) se i clienti esistenti espandono il contratto più di quanto si perda.
Benchmark di settore
I benchmark variano molto per verticale e segmento:
- SaaS B2B enterprise: churn annuo accettabile sotto il 5-7%
- SaaS B2B SMB: churn annuo accettabile sotto il 10-15%
- SaaS B2C e consumer subscription: churn mensile anche del 3-5% è comune
Impatto sul LTV
Il churn riduce direttamente il Lifetime Value (LTV) di ogni cliente. La relazione è inversa: più basso il churn, più lungo il "lifetime" medio e più alto il LTV. Un churn mensile del 2% corrisponde a una vita media del cliente di circa 50 mesi; al 5% scende a 20 mesi. Questo cambia radicalmente il CAC che puoi permetterti di spendere per acquisire un nuovo cliente.
- Churn rate = % di clienti o ricavi persi in un periodo
- Logo churn: conta i clienti; Revenue churn: conta i ricavi MRR
- Net negative churn è possibile se i clienti espandono i contratti
- SaaS B2B: benchmark annuo sotto il 5-7% (enterprise) o 15% (SMB)
- Churn basso = LTV alto = puoi spendere di più in acquisizione