"Fineco vs DeGiro: confronto broker italiano vs europeo"

A cura della Redazione · Aggiornato il 6 luglio 2026 · 11 min di lettura

Scegliere tra Fineco e DeGiro è una delle decisioni più comuni per chi si avvicina all'investimento in azioni e ETF in Italia. Da un lato c'è Fineco, banca e broker integrati sotto la vigilanza diretta di Banca d'Italia, Consob e BCE, con una storia radicata nel mercato italiano e strumenti pensati per chi vuole tutto in un unico posto. Dall'altro DeGiro, broker puro di origine olandese — oggi parte del gruppo flatexDEGIRO, vigilato da BaFin in Germania — costruito attorno a commissioni contenute e a una piattaforma essenziale, senza conto corrente integrato.

Non esiste una risposta universale: la scelta dipende da cosa stai cercando. Se vuoi un ecosistema finanziario completo con addebiti automatici e gestione fiscale semplificata, le priorità sono diverse rispetto a chi vuole minimizzare i costi su un portafoglio già strutturato. In questo articolo analizziamo i due broker su ogni dimensione rilevante per un investitore italiano nel 2026.

In sintesi: le 3 differenze chiave
  • Tipo di istituto: Fineco è una banca regolata da Banca d'Italia, Consob e BCE — i depositi sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro. DeGiro è un broker bancario (flatexDEGIRO Bank AG) vigilato da BaFin, con protezione del deposito fino a 100.000 euro per il conto cash e copertura titoli fino a 20.000 euro tramite il sistema di tutela tedesco.
  • Commissioni: DeGiro è strutturalmente più economico sulle transazioni standard, in particolare su mercati internazionali e su ETF della lista gratuita. Fineco applica commissioni più alte per singolo ordine ma offre PAC automatici su ETF e fondi con importi minimi accessibili.
  • Ecosistema: Fineco integra conto corrente, carta di credito, mutui e trading in un'unica app. DeGiro è un broker puro: non offre conto corrente, né bonifici verso terzi, né strumenti di credito.

Cosa è Fineco

FinecoBank è una banca multicanale italiana quotata a Borsa Italiana, fondata nel 1999 e oggi indipendente dal gruppo UniCredit. Opera come banca (con conto corrente, carta Visa, mutui e prestiti) e contemporaneamente come broker, offrendo accesso a oltre 26 borse mondiali, più di 20.000 strumenti finanziari tra azioni, ETF, fondi, obbligazioni, CFD, opzioni e futures.

La vigilanza è affidata a Banca d'Italia, Consob e BCE: Fineco è soggetta ai requisiti patrimoniali di Basilea e alla normativa MiFID II. I depositi in conto corrente sono protetti dal FITD fino a 100.000 euro per depositante, come per qualsiasi banca italiana.

Uno dei punti di forza più apprezzati dagli investitori italiani è il servizio di Piano di Accumulo Capitale (PAC) completamente automatizzato: è possibile impostare acquisti periodici su ETF, fondi o azioni con importi anche molto contenuti, con addebito diretto dal conto Fineco. Il report fiscale annuale precompilato e la gestione del regime del risparmio amministrato semplificano la dichiarazione: Fineco funge da sostituto d'imposta, calcolando e versando automaticamente l'imposta sulle plusvalenze (26% per azioni e ETF, 12,5% per titoli di Stato italiani e UE) e applicando l'imposta di bollo titoli (0,2% annuo) e quella sul conto corrente (34,20 euro se la giacenza media annua supera 5.000 euro).

La piattaforma offre anche strumenti di analisi tecnica, notizie di mercato e un'app mobile completa, con autenticazione biometrica e notifiche in tempo reale.

  • Pro: banca + broker in un'unica piattaforma; PAC automatici su ETF e fondi; sostituto d'imposta (regime amministrato); regolamentazione italiana (Banca d'Italia + Consob + BCE); FITD fino a 100.000 euro; accesso a un'ampia gamma di derivati (CFD, futures, opzioni); assistenza in italiano
  • Contro: commissioni per singolo ordine più elevate rispetto ai broker puri; canone mensile se non si rispettano le soglie di operatività; struttura tariffaria più articolata; meno conveniente per chi opera frequentemente su mercati internazionali

Cosa è DeGiro

DeGiro nasce nel 2013 in Olanda come broker retail a basso costo. Nel 2020 viene acquisita da flatexDEGIRO AG (ora flatexDEGIRO Bank AG), un gruppo bancario tedesco quotato in borsa. A seguito dell'integrazione, DeGiro ha ottenuto lo status bancario: il broker è oggi una divisione di flatexDEGIRO Bank AG, vigilata dalla BaFin (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht), l'autorità di vigilanza finanziaria tedesca, nel pieno rispetto della normativa MiFID II applicabile a tutti i clienti europei.

La proposta di valore di DeGiro è semplice: commissioni tra le più basse del mercato europeo, accesso a oltre 50 borse mondiali e un'interfaccia essenziale ma funzionale. Non è una banca per il cliente finale: non offre conto corrente, carta di debito, bonifici verso terzi o strumenti di credito. Il conto è utilizzabile esclusivamente per operazioni di investimento.

DeGiro offre una lista di ETF a commissioni ridotte o nulle (aggiornata periodicamente: verificare sul sito del broker per l'elenco attuale), il che la rende particolarmente attraente per i cassettisti che acquistano ETF a intervalli regolari. Non dispone però di un sistema di PAC automatizzato strutturato come quello di Fineco: gli acquisti periodici vanno eseguiti manualmente o tramite ordini programmati.

Sul fronte fiscale, DeGiro non agisce da sostituto d'imposta in Italia: le plusvalenze vanno dichiarate dal contribuente nel regime della dichiarazione (Modello Redditi PF, Quadro RT). DeGiro fornisce un report fiscale annuale scaricabile dalla piattaforma, ma l'elaborazione e il versamento delle imposte restano a carico del cliente (o del suo commercialista).

  • Pro: commissioni molto contenute su azioni e ETF; accesso a oltre 50 borse internazionali; ETF gratuiti o a costo minimo (lista periodica); interfaccia intuitiva; vigilanza BaFin (UE); nessun canone mensile fisso
  • Contro: non è una banca (nessun conto corrente, nessuna carta); nessun PAC automatizzato nativo; non è sostituto d'imposta in Italia (dichiarazione a carico del cliente); assistenza clienti meno capillare in italiano; gamma derivati limitata rispetto a Fineco

Confronto diretto: Fineco vs DeGiro

Criterio Fineco DeGiro
Tipo di istituto Banca + broker Broker bancario (divisione flatexDEGIRO Bank AG)
Regolamentazione Banca d'Italia, Consob, BCE BaFin (Germania), MiFID II
Tutela depositi FITD fino a 100.000 € (conto corrente) Sistema tedesco fino a 100.000 € (cash); titoli fino a 20.000 € (fondo investitori)
Commissioni azioni italiane Commissione fissa per ordine (verificare tariffario aggiornato sul sito Fineco) Commissione molto ridotta per ordine (verificare tariffario aggiornato sul sito DeGiro)
Commissioni ETF Variabile; alcuni ETF inclusi in promozioni periodiche ETF gratuiti (lista periodica) o a costo minimo
PAC automatizzato Sì, nativo sulla piattaforma (importi minimi contenuti) No (acquisti periodici manuali)
Sostituto d'imposta Sì (regime amministrato, gestione automatica) No (dichiarazione a cura del cliente)
Conto corrente Sì (IBAN italiano, carta Visa, pagamenti) No
CFD e derivati Sì (CFD, futures, opzioni — percentuale molto elevata di conti perde denaro: verificare sul sito del broker) CFD disponibili in forma limitata — percentuale molto elevata di conti perde denaro: verificare sul sito del broker

Le commissioni variano e sono soggette ad aggiornamenti: verificare sempre il tariffario ufficiale aggiornato sui rispettivi siti prima di aprire un conto.

Quando scegliere Fineco

Fineco è la scelta più naturale in questi scenari specifici:

  1. Vuoi tutto in un unico istituto. Se preferisci avere conto corrente, carta, investimenti e trading in un'unica app senza dover spostare denaro tra più istituti, Fineco elimina l'attrito operativo. Il bonifico dal conto al dossier titoli è istantaneo e gratuito.
  2. Investi tramite PAC automatizzato. Il PAC di Fineco consente di programmare acquisti periodici su ETF e fondi con importi molto ridotti, addebito automatico dal conto e zero interventi manuali. È ideale per chi vuole investire con disciplina senza dover ricordare di eseguire gli ordini ogni mese.
  3. Preferisci la semplicità fiscale del regime amministrato. Fineco calcola, trattiene e versa automaticamente le imposte sulle plusvalenze (26% su azioni/ETF, 12,5% su titoli di Stato italiani e UE conformi), l'imposta di bollo titoli (0,2% annuo) e quella sul conto corrente (34,20 euro se la giacenza media annua supera 5.000 euro). Il 730 precompilato risulta quasi completo senza intervento del contribuente.
  4. Vuoi accedere a derivati e strumenti avanzati con un interlocutore italiano. Fineco offre una delle piattaforme più complete per chi opera su futures, opzioni e CFD con un supporto clienti in lingua italiana e la certezza di avere a che fare con un istituto vigilato direttamente dalla Banca d'Italia.

Quando scegliere DeGiro

DeGiro è la scelta preferibile in questi scenari:

  1. Il costo per transazione è la tua priorità principale. Per chi compone un portafoglio diversificato su mercati europei e internazionali con acquisti frequenti, le commissioni significativamente più basse di DeGiro si traducono in un risparmio concreto nel tempo, soprattutto su mercati extra-Italia dove Fineco applica tariffe più alte.
  2. Vuoi investire in ETF con costi ridotti al minimo. La lista di ETF gratuiti (o quasi) di DeGiro è pensata esattamente per i cassettisti che accumulano posizioni su indici globali. Se la tua strategia è acquistare ETF su MSCI World, S&P 500 o simili a intervalli regolari, DeGiro abbatte i costi di transazione in modo sensibile.
  3. Hai già un conto corrente altrove e non ti serve una banca. Se utilizzi già un conto tradizionale o una neobank e vuoi solo un broker per il portafoglio titoli, la struttura di DeGiro è perfettamente adeguata: aggiungi un IBAN di appoggio, depositi i fondi e investi.
  4. Sei disposto a gestire autonomamente la fiscalità. Se hai un commercialista di fiducia o hai familiarità con la compilazione del Quadro RT nel Modello Redditi PF, la gestione in regime dichiarativo non rappresenta un ostacolo. DeGiro fornisce il report fiscale annuale scaricabile con tutti i dati necessari.

Verdetto finale

Fineco e DeGiro non si escludono: rispondono a esigenze diverse e si rivolgono a profili di investitori distinti. Non è necessariamente sbagliato utilizzarli entrambi — molti investitori italiani hanno un conto Fineco per il PAC mensile automatizzato e un conto DeGiro per gli acquisti discrezionali o per mercati internazionali su cui vogliono contenere i costi.

Se sei agli inizi, vuoi un'esperienza integrata e apprezzi la semplicità fiscale del sostituto d'imposta, Fineco è probabilmente il punto di partenza più comodo. La regolamentazione italiana, il supporto in italiano e la possibilità di automatizzare completamente il PAC riducono l'attrito operativo al minimo.

Se hai già esperienza, un portafoglio strutturato prevalentemente su ETF e la gestione fiscale non ti spaventa, DeGiro offre un vantaggio di costo reale — specialmente su acquisti frequenti su mercati internazionali o sulla lista ETF gratuiti. La vigilanza BaFin garantisce un framework regolatorio solido all'interno dell'Unione Europea.

In entrambi i casi, prima di aprire un conto verifica sempre i tariffari aggiornati sui siti ufficiali: le commissioni cambiano nel tempo e le promozioni periodiche possono alterare significativamente il confronto economico.

Domande frequenti

Fineco o DeGiro: quale è più sicuro?

Entrambi operano in un contesto regolamentato europeo. Fineco è vigilata da Banca d'Italia, Consob e BCE ed è aderente al FITD: i depositi sul conto corrente sono protetti fino a 100.000 euro per depositante. DeGiro è una divisione di flatexDEGIRO Bank AG, vigilata da BaFin (Germania): anche qui la tutela dei depositi cash arriva a 100.000 euro, mentre i titoli sono separati dal patrimonio del broker (non vengono usati come collaterale senza consenso esplicito del cliente). La sicurezza regolatoria di entrambi è elevata all'interno del quadro MiFID II.

Con DeGiro devo fare la dichiarazione dei redditi per gli investimenti?

Sì. DeGiro non è sostituto d'imposta in Italia e non applica il regime del risparmio amministrato. Le plusvalenze realizzate (tassate al 26% per azioni e ETF, al 12,5% per titoli di Stato italiani e UE qualificati) e i dividendi percepiti vanno dichiarati nel Modello Redditi PF, Quadro RT e Quadro RM. DeGiro mette a disposizione un report annuale con tutti i dati necessari, ma l'elaborazione e il versamento dell'imposta restano a carico del contribuente o del suo consulente fiscale.

Fineco ha davvero il PAC automatico su ETF?

Sì. Fineco offre un servizio di Piano di Accumulo Capitale (PAC) configurabile direttamente dalla piattaforma: puoi scegliere l'ETF (o il fondo), la frequenza (mensile, bimestrale ecc.) e l'importo, che viene addebitato automaticamente dal conto corrente Fineco alla data impostata. È uno degli strumenti più apprezzati dagli investitori a lungo termine che vogliono automatizzare l'investimento senza interventi manuali ricorrenti. Le condizioni e gli strumenti disponibili per il PAC sono soggetti ad aggiornamenti: verifica l'offerta attuale sul sito di Fineco.

DeGiro è adatta per chi investe in ETF a lungo termine?

Sì, DeGiro è particolarmente indicata per la strategia buy & hold su ETF grazie alle commissioni contenute e alla lista di ETF a costo ridotto o nullo aggiornata periodicamente. Il limite principale per i cassettisti è l'assenza di un PAC automatizzato nativo: gli acquisti periodici vanno impostati manualmente. Se riesci a gestire autonomamente gli acquisti ricorrenti e la fiscalità in regime dichiarativo, DeGiro è una delle opzioni più convenienti in Europa per accumulare ETF nel lungo periodo.

Posso avere sia Fineco che DeGiro contemporaneamente?

Sì, non c'è alcun vincolo che impedisca di aprire conti presso entrambi i broker. Molti investitori italiani adottano questa strategia: usano Fineco per il PAC automatico e per la gestione fiscale semplificata (regime amministrato), e DeGiro per acquisti discrezionali su mercati internazionali dove le commissioni del broker olandese risultano più vantaggiose. La gestione di due broker richiede però attenzione nella rendicontazione fiscale: i redditi e le plusvalenze di DeGiro andranno comunque dichiarati separatamente nel Modello Redditi.


Disclaimer: Questo articolo è puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale. Le informazioni sulle aliquote fiscali si basano sulla normativa vigente al momento della pubblicazione (luglio 2026) e possono essere soggette a variazioni. Le commissioni e le condizioni dei broker sono indicative e soggette ad aggiornamenti: verificare sempre i tariffari ufficiali sui rispettivi siti. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di investire, valuta attentamente il tuo profilo di rischio e, se necessario, rivolgiti a un consulente finanziario indipendente.