Kraken è uno degli exchange crypto più longevi e con un buon track record di sicurezza tecnica, ma non offre le garanzie tipiche di una banca o di un broker finanziario tradizionale. Per un utente italiano i fondi depositati non sono coperti da nessun fondo di garanzia statale, e la registrazione OAM non equivale a vigilanza prudenziale.
Regolamentazione e licenze
Kraken opera in Italia come exchange di criptovalute ed è iscritto al registro OAM (Organismo Agenti e Mediatori), che dal 2022 obbliga tutti i prestatori di servizi in valute virtuali attivi in Italia a comunicare la propria operatività. Questo registro ha una funzione di censimento e antiriciclaggio (AML/KYC): l'OAM non svolge vigilanza prudenziale sui fondi dei clienti e non garantisce la solidità finanziaria della piattaforma.
A livello globale, Kraken è registrato presso il FinCEN (Financial Crimes Enforcement Network) negli Stati Uniti come Money Services Business, il che lo sottopone a obblighi di segnalazione antiriciclaggio secondo la normativa americana. Dispone inoltre di licenze statali negli USA (tra cui in Wyoming e New York) che impongono requisiti di capitalizzazione e riserve.
La FCA britannica registra Kraken solo per i clienti residenti nel Regno Unito: questa autorizzazione non produce alcun effetto protettivo per gli investitori italiani o degli altri Paesi UE, e non deve essere confusa con una licenza europea.
Sul territorio italiano, le criptovalute non rientrano nel perimetro di vigilanza CONSOB né della Banca d'Italia per quanto riguarda la tutela degli investitori: il quadro normativo europeo MiCA, in progressiva entrata in vigore, inizierà a introdurre obblighi più strutturati per gli exchange, ma a giugno 2026 il regime di piena applicazione è ancora in fase di transizione.
Protezione dei fondi
Kraken non è una banca e i fondi depositati non sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che in Italia garantisce i conti correnti bancari fino a 100.000 euro. Analogamente, non esiste un equivalente del Fondo Nazionale di Garanzia per i titoli mobiliari applicabile ai crypto asset.
La protezione concreta offerta da Kraken si basa invece su misure tecniche proprie della piattaforma:
- Cold storage: la grande maggioranza delle criptovalute dei clienti è conservata offline, disconnessa da internet, riducendo significativamente il rischio di furto informatico.
- Proof of Reserves: Kraken pubblica periodicamente attestazioni indipendenti che certificano la corrispondenza tra i saldi dei clienti e le riserve effettive detenute.
- Segregazione parziale: i fondi dei clienti sono tenuti separati dal patrimonio aziendale, ma questa separazione non è garantita da una norma di legge europea equivalente a quella applicabile ai broker MiFID II.
- Autenticazione a due fattori (2FA) e chiavi di sicurezza hardware: supporto a TOTP e chiavi FIDO2/U2F per ridurre il rischio di compromissione dell'account.
Kraken non ha subito furti significativi di fondi dei clienti dalla sua fondazione nel 2011, un record positivo nel settore crypto — tuttavia episodi passati di downtime e un data breach di dati personali nel 2024 ricordano che nessuna piattaforma è immune da incidenti.
I rischi da conoscere
Operare su Kraken espone a rischi specifici che è necessario valutare prima di depositare fondi:
- Rischio di controparte: se Kraken dovesse fallire o congelare i prelievi (come accaduto ad altri exchange in passato), i clienti potrebbero attendere mesi o anni per recuperare i propri fondi attraverso procedure concorsuali, senza la tutela di un fondo di garanzia.
- Rischio di mercato: le criptovalute sono asset ad alta volatilità. Bitcoin e Ethereum possono perdere il 50–80% del valore in pochi mesi; i token minori possono azzerarsi.
- Rischio di liquidazione (futures e margin trading): Kraken offre trading con leva e futures. L'utilizzo della leva amplifica sia i guadagni sia le perdite e può portare alla perdita totale del margine depositato.
- Rischio valutario: chi deposita in euro ma detiene posizioni in dollari o in stablecoin è esposto alle variazioni del tasso di cambio.
- Rischio normativo: evoluzioni legislative in Italia, nell'UE o negli USA potrebbero limitare l'operatività degli exchange o imporre blocchi sui prelievi.
- Rischio staking: i fondi messi in staking possono essere soggetti a periodi di lock-up durante i quali non è possibile liquidarli.
Confronto con alternative regolamentate
Se stai valutando exchange con profili regolamentari diversi, queste piattaforme sono tra le più utilizzate dagli investitori italiani:
- Coinbase: exchange quotato in borsa (Nasdaq), soggetto a rendicontazione pubblica e con requisiti di trasparenza più stringenti rispetto a una società privata. Anch'esso iscritto OAM in Italia. Leggi la recensione di Coinbase.
- Crypto.com: piattaforma con ampia offerta di prodotti crypto, carta Visa e programma di staking. Iscritto OAM; detiene licenze in diversi Paesi. Leggi la recensione di Crypto.com.
- Young Platform: exchange italiano, tra i pochi con sede operativa in Italia e presenza diretta nel mercato domestico, anch'esso registrato OAM. Leggi la recensione di Young Platform.
Nessuna di queste alternative offre garanzie sui depositi equiparabili a quelle bancarie: il confronto tra exchange crypto riguarda principalmente track record, trasparenza delle riserve, qualità della sicurezza tecnica e profondità dell'offerta.
✅ La nostra raccomandazione
Kraken
Exchange crypto storico e affidabile, registrato OAM. Ampia scelta di criptovalute.
Scopri Kraken →Leggi la recensione completa prima di procedere. I CFD sono strumenti rischiosi.
Domande frequenti
I soldi su Kraken sono garantiti come in banca?
No. I depositi su Kraken non rientrano in alcun fondo di garanzia statale italiano o europeo. Il FITD tutela solo i conti correnti bancari fino a 100.000 euro. Se Kraken dovesse diventare insolvente, i clienti sarebbero creditori chirografari nella procedura fallimentare, senza priorità garantita.
La registrazione OAM rende Kraken sicuro per gli italiani?
La registrazione OAM è un requisito di conformità antiriciclaggio: certifica che Kraken ha comunicato la propria attività alle autorità italiane e rispetta gli obblighi KYC/AML. Non implica una verifica della solidità finanziaria né una vigilanza continua sui fondi dei clienti: è un punto di partenza, non una garanzia.
Kraken è mai stato hackerato?
Kraken non ha subito furti di fondi dei clienti su larga scala dalla sua fondazione, a differenza di altri exchange come Mt. Gox o FTX. Nel 2024 è stato reso pubblico un incidente che ha coinvolto dati di utenti (non fondi) a seguito di una vulnerabilità segnalata da ricercatori di sicurezza. Il cold storage della grande maggioranza degli asset riduce il rischio di attacchi informatici ai server online, ma non lo elimina completamente.
Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Investire in criptovalute comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita totale del capitale. Prima di operare su qualsiasi piattaforma valuta attentamente il tuo profilo di rischio e, se necessario, consulta un consulente finanziario indipendente. Le informazioni si riferiscono alla situazione normativa disponibile a giugno 2026 e potrebbero essere soggette a modifiche.