Perdi un contratto di collaborazione e non sai cosa fare? La DIS-COLL è l'indennità di disoccupazione pensata per chi lavora senza un contratto subordinato: collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), dottorandi con borsa, assegnisti di ricerca e altre figure parasubordinate. Non è un sussidio da cassetto, ma uno strumento concreto che puoi richiedere all'INPS entro tempi precisi, a patto di soddisfare i requisiti contributivi.
In questa guida trovi tutto quello che serve per il 2026: chi può richiederla, come si calcola l'importo, quanto dura e come presentare la domanda. Se stai valutando come gestire il periodo di stop tra un contratto e l'altro, o come costruire una rete di sicurezza finanziaria da freelance, trovi anche qualche spunto pratico.
Cos'è la DIS-COLL e a chi è destinata
La DIS-COLL (Disoccupazione Collaboratori) è stata introdotta in via sperimentale nel 2015 e poi stabilizzata a regime dal 2017 con il decreto legislativo 148/2015, successivamente modificato. È gestita dall'INPS ed è finanziata attraverso i contributi previdenziali versati alla Gestione Separata.
Il punto di partenza è capire che questa indennità non riguarda i lavoratori dipendenti (che hanno la NASpI) né i titolari di partita IVA in regime ordinario o forfettario (che hanno accesso, con requisiti diversi, all'ISCRO). La DIS-COLL esiste per una categoria intermedia: chi collabora in modo continuativo e coordinato con un committente, senza essere un dipendente.
Soggetti che possono accedere
In base alla normativa vigente, possono presentare domanda di DIS-COLL nel 2026:
- Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.): la categoria più numerosa. Sono iscritti alla Gestione Separata INPS e versano contributi su ogni compenso percepito.
- Collaboratori nelle forme dell'art. 409 c.p.c.: figure assimilate ai co.co.co. per specifiche attività professionali continue.
- Dottorandi di ricerca con borsa di studio: chi percepisce una borsa soggetta a contribuzione previdenziale alla Gestione Separata.
- Assegnisti di ricerca: anch'essi iscritti alla Gestione Separata, a condizione che il rapporto sia terminato involontariamente.
- Collaboratori sportivi: solo quelli iscritti alla Gestione Separata e non a quella sportiva autonoma, e solo per determinati rapporti.
Chi è escluso dalla DIS-COLL
Non possono accedere alla DIS-COLL:
- I titolari di partita IVA (che hanno eventualmente diritto all'ISCRO, se iscritti alla Gestione Separata come autonomi).
- I pensionati, anche se svolgono attività di collaborazione.
- I collaboratori che hanno già un altro rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
- I collaboratori iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (es. Casse professionali) in virtù di quella stessa attività.
- Chi ha cessato volontariamente il rapporto di collaborazione (la perdita del lavoro deve essere involontaria).
Requisiti per ottenere la DIS-COLL nel 2026
Soddisfare i requisiti è il primo passo. L'INPS verifica la posizione contributiva nel periodo di riferimento, quindi è fondamentale che i contributi siano stati regolarmente versati dal committente.
Stato di disoccupazione
Al momento della domanda devi trovarti in stato di disoccupazione involontaria. Questo significa che il rapporto di collaborazione è terminato per scadenza del contratto, per decisione del committente o per altre cause indipendenti dalla tua volontà. Se hai risolto tu il rapporto, in linea generale non hai diritto all'indennità, salvo casi specifici come le dimissioni per giusta causa.
Devi inoltre dichiarare all'INPS la tua disponibilità a lavorare (DID, Dichiarazione di Immediata Disponibilità), che viene inviata tramite il portale INPS o attraverso il Centro per l'Impiego. Senza questa dichiarazione la domanda non viene accettata.
Requisiti contributivi
Per il 2026 devono essere soddisfatti entrambi i seguenti requisiti:
- Almeno 3 mesi di contribuzione alla Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell'anno civile precedente all'evento di disoccupazione fino alla data in cui è terminato il rapporto.
- Almeno 1 mese di contribuzione (o un rapporto di collaborazione della durata di almeno un mese) nell'anno civile in cui si verifica la disoccupazione.
Esempio pratico: se il tuo contratto termina il 15 giugno 2026, l'INPS verificherà che tu abbia almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo 1° gennaio 2025 – 15 giugno 2026, e almeno 1 mese di contribuzione (o 1 mese di rapporto) nel 2026.
Importante: la contribuzione considerata è quella effettivamente versata alla Gestione Separata. Se il tuo committente ha omesso i versamenti, devi segnalarlo all'INPS perché l'omissione non può andare a tuo discapito se il rapporto era regolare.
Come si calcola l'importo della DIS-COLL
Il calcolo della DIS-COLL segue una logica simile a quella della NASpI per i dipendenti, ma con alcune specificità legate alla natura del reddito da collaborazione, spesso variabile nel tempo.
Base di calcolo: il reddito imponibile
L'importo mensile della DIS-COLL si basa sul reddito imponibile ai fini previdenziali dichiarato nell'anno in cui si verifica la disoccupazione e nell'anno precedente. L'INPS divide questo reddito per il numero di mesi (o frazioni di mese superiori a 15 giorni) in cui è stato prodotto.
Il risultato è il reddito medio mensile, su cui si applica la percentuale di calcolo.
Percentuali e massimali 2026
La DIS-COLL viene calcolata applicando al reddito medio mensile le seguenti percentuali:
- 75% del reddito medio mensile, se questo è pari o inferiore a una soglia stabilita annualmente dall'INPS (per il 2026 è circa 1.425 euro mensili, allineata agli aggiornamenti dell'indice ISTAT).
- Se il reddito medio supera tale soglia: 75% fino alla soglia + 25% della parte eccedente, fino al massimale.
Esiste un importo massimo mensile erogabile: per il 2026 si aggira intorno a 1.550 euro lordi mensili (il dato esatto viene pubblicato dall'INPS ogni anno con apposita circolare). Non esiste un importo minimo garantito.
Riduzione progressiva
A partire dal quarto mese di percezione, la DIS-COLL si riduce del 3% al mese. Questo meccanismo, uguale a quello della NASpI, incentiva la ricerca attiva di un nuovo lavoro. Dopo 6 mesi l'importo sarà già sensibilmente inferiore a quello iniziale, quindi pianifica di conseguenza.
Una buona pratica durante il periodo di percezione è versare l'eccedenza su un conto deposito per costruire un cuscinetto di liquidità, specialmente se sai che il mercato dei contratti nel tuo settore ha tempi di assorbimento lunghi. Puoi approfondire come costruire una rete di sicurezza nella nostra guida sul fondo di emergenza.
Durata dell'indennità
La durata della DIS-COLL dipende dal numero di mesi di contribuzione accumulati nel periodo di riferimento.
Regola generale
La DIS-COLL dura la metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell'anno civile precedente alla data di cessazione del rapporto, fino alla data di cessazione stessa. Il limite massimo è di 6 mesi.
Esempio: se nel periodo di riferimento hai 10 mesi di contribuzione accertati, la DIS-COLL dura 5 mesi. Se ne hai 14, dura comunque 6 mesi (il massimo).
Deroga per chi ha contribuzione pregressa
Per chi ha accumulato contribuzione anche negli anni precedenti l'anno di riferimento, la norma prevede alcune modalità di calcolo che possono allungare leggermente la durata. Tuttavia il limite dei 6 mesi rimane invalicabile, a differenza della NASpI che può arrivare fino a 24 mesi per i lavoratori dipendenti.
Questa differenza di durata è uno dei motivi per cui molti collaboratori continuativi, specialmente quelli che lavorano in modo stabile con un solo committente, valutano se non sia più conveniente strutturare il rapporto come lavoro dipendente. Se sei in questa situazione, leggi anche la nostra guida su come strutturare la tua carriera da freelance in modo sostenibile.
Come presentare la domanda all'INPS
La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di collaborazione. È un termine perentorio: se lo superi senza giustificato motivo, perdi il diritto all'indennità o comunque i giorni trascorsi tra la scadenza e la presentazione tardiva vengono decurtati dalla durata dell'indennità.
Canali di presentazione
Puoi presentare la domanda attraverso uno dei seguenti canali:
- Portale INPS online (myINPS): accedi con SPID, CIE o CNS, vai alla sezione "Prestazioni e servizi" e cerca "DIS-COLL". È il metodo più rapido e puoi seguire lo stato della pratica in tempo reale.
- Patronato o CAF: se non sei pratico degli strumenti digitali o vuoi essere assistito nella compilazione, puoi rivolgerti a un patronato convenzionato (INCA, INAS, ACLI, ecc.) o a un CAF. Il servizio di patronato è gratuito per legge.
- Contact Center INPS: per informazioni preliminari puoi contattare il numero verde 803.164 (gratuito da fisso) o il 06.164.164 (da mobile, a pagamento in base al piano tariffario).
Documenti e informazioni necessarie
Prima di presentare la domanda, tieni pronti:
- Codice fiscale e dati anagrafici.
- Dati del contratto di collaborazione cessato (committente, date di inizio e fine, tipo di collaborazione).
- Coordinate bancarie o postali per l'accredito (IBAN intestato a te).
- DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità): se non l'hai ancora inviata, fallo contestualmente alla domanda tramite il portale INPS o recandoti al Centro per l'Impiego.
- Eventuale documentazione sulla causa di cessazione, se non è una semplice scadenza contrattuale.
Tempi di lavorazione e pagamento
I tempi medi di lavorazione dell'INPS per la DIS-COLL variano da sede a sede, ma generalmente oscillano tra 30 e 60 giorni dalla presentazione della domanda. Il pagamento avviene per mesi interi e l'INPS eroga l'importo direttamente sul conto bancario o libretto postale indicato.
Una volta che il pagamento parte, arriva generalmente entro la fine del mese successivo a quello di competenza. Non aspettarti che l'INPS paghi rapidamente: pianifica le tue spese con un margine di almeno 2 mesi di attesa prima del primo accredito.
DIS-COLL e altri redditi: cosa succede se ricominci a lavorare
Uno degli aspetti più pratici da conoscere riguarda cosa succede se, durante il periodo di percezione della DIS-COLL, ottieni nuovi incarichi o contratti.
Nuova collaborazione o lavoro dipendente
Se stipuli un nuovo contratto di collaborazione o un contratto di lavoro dipendente, devi comunicarlo all'INPS entro 30 giorni. La DIS-COLL viene sospesa o ridotta in base al reddito che percepisci dal nuovo rapporto.
Se il reddito annuo derivante dalla nuova attività supera il limite del reddito minimo escluso da imposizione (attualmente 8.174 euro annui), l'INPS riduce proporzionalmente l'indennità. Se supera determinate soglie, la DIS-COLL viene revocata.
Apertura di partita IVA
Se durante la DIS-COLL apri una partita IVA, devi comunicarlo all'INPS entro 30 giorni dall'apertura. In questo caso l'indennità viene ridotta dell'80% dei redditi previsti dall'attività autonoma (autocertificati). La DIS-COLL non viene automaticamente revocata, ma viene ridotta. Se stai valutando questa strada, leggi la nostra guida su come aprire la partita IVA e su come funziona il regime forfettario, che nel 2026 si applica fino a 85.000 euro di ricavi con aliquota del 15% (5% per i nuovi entranti nei primi 5 anni, se si rispettano i requisiti).
Lavoro occasionale
I compensi da lavoro occasionale (voucher o prestazioni occasionali INPS) entro certi limiti non interrompono la DIS-COLL, ma devi comunque verificare la soglia attuale con l'INPS o il patronato, poiché i limiti vengono aggiornati periodicamente.
DIS-COLL e pianificazione finanziaria per i lavoratori autonomi
La DIS-COLL è un ammortizzatore, non un piano pensionistico. Chi vive di collaborazioni continuative dovrebbe considerarla come una rete di sicurezza temporanea, non come un sostituto del reddito a lungo termine. Il limite dei 6 mesi e la riduzione del 3% mensile dal quarto mese rendono evidente che il sistema è pensato per periodi di transizione brevi.
Questo rende ancora più importante costruire una riserva personale. Un fondo di emergenza pari a 3-6 mesi di spese fisse è il minimo sindacale per chi non ha la stabilità del lavoro dipendente. Se vuoi iniziare a investire la parte eccedente la riserva di sicurezza, la nostra guida su come iniziare a investire da zero è un buon punto di partenza.
Per chi ha redditi irregolari e vuole costruire un piano di risparmio sistematico, il piano di accumulo (PAC) in ETF è uno strumento che si adatta bene alle variazioni mensili del reddito: puoi versare di più nei mesi ricchi e di meno nei mesi scarsi. Trovi i dettagli nella guida al piano di accumulo in ETF e azioni.
Infine, ricorda che i collaboratori iscritti alla Gestione Separata accumulano contributi previdenziali che confluiscono nella pensione. I contributi versati durante i contratti di collaborazione si sommano a quelli di eventuali periodi di lavoro dipendente o autonomo. Per capire come si forma la tua pensione futura, leggi la nostra guida su come funziona la pensione in Italia.
Domande frequenti
Posso ricevere la DIS-COLL se ho un altro contratto di lavoro part-time?
Dipende. Se hai un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche part-time, non puoi accedere alla DIS-COLL. Se hai un contratto a termine o occasionale con redditi limitati, la situazione va valutata caso per caso: l'INPS applica la compatibilità e può ridurre l'importo in base al reddito percepito. Contatta il patronato o l'INPS prima di presentare la domanda per chiarire la tua posizione specifica.
Cosa succede se il mio committente non ha versato i contributi alla Gestione Separata?
L'omissione contributiva del committente non può essere imputata a te. Se il rapporto di collaborazione era regolare e documentato (contratto scritto, fatture o ricevute, email di lavoro, ecc.), puoi comunque presentare domanda di DIS-COLL e segnalare all'INPS l'omissione del committente. L'INPS aprirà una procedura di accertamento nei confronti del committente. È consigliabile affidarsi a un patronato per gestire questa situazione.
Quanto tempo ho per presentare la domanda dopo la fine del contratto?
Hai 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione. Se presenti la domanda dopo questo termine senza giustificato motivo, non perdi necessariamente tutto il diritto, ma i giorni di ritardo vengono sottratti dalla durata dell'indennità. Ad esempio, se presenti la domanda con 10 giorni di ritardo, la DIS-COLL durerà 10 giorni in meno. In ogni caso, è fortemente consigliato presentare la domanda il prima possibile.
La DIS-COLL è tassata? Come funziona dal punto di vista fiscale?
Sì, la DIS-COLL è soggetta a IRPEF come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. L'INPS applica una ritenuta d'acconto e, a fine anno, rilascia la certificazione unica (CU) che devi inserire nella dichiarazione dei redditi. Le aliquote IRPEF applicabili nel 2026 sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Se l'indennità è l'unico o il principale reddito dell'anno, è probabile che tu ricada nell'aliquota del 23%, ma calcola sempre la situazione complessiva inclusi gli altri redditi dell'anno.
Posso richiedere la DIS-COLL se sono anche iscritto a una Cassa professionale?
In linea generale, no. Se sei iscritto a una Cassa di previdenza professionale (es. Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per architetti e ingegneri, ecc.) in virtù della stessa attività per cui hai il contratto di collaborazione, non puoi accedere alla DIS-COLL. Il motivo è che la DIS-COLL è riservata a chi è iscritto alla Gestione Separata INPS. Se invece sei iscritto a una Cassa professionale per un'attività diversa da quella di collaborazione e versi comunque alla Gestione Separata per quest'ultima, la situazione può essere diversa: consulta l'INPS o un patronato per valutare il caso specifico.