Detrazioni Scolastiche 2026: Spese che Puoi Detrarre dal 730

A cura della Redazione · Aggiornato il 4 luglio 2026 · 7 min di lettura

Con la dichiarazione dei redditi 2026 (relativa ai costi sostenuti nel 2025) molte famiglie possono recuperare una parte delle spese scolastiche sostenute durante l'anno. La detrazione IRPEF è pari al 19% della spesa, ma non tutte le voci rientrano: libri universitari, mensa nido e campus estivi seguono regole diverse da quelle che si potrebbe immaginare. Questa guida fa chiarezza su cosa si può detrarre, quanto si recupera e come indicarlo nel quadro E del 730.

Come funziona la detrazione IRPEF al 19%

La detrazione del 19% significa che lo Stato ti rimborsa il 19% della spesa ammissibile direttamente sull'imposta dovuta. Se hai sostenuto 1.000 euro di spese scolastiche detraibili, l'imposta si riduce di 190 euro. L'importo effettivo che recuperi dipende dall'IRPEF che devi pagare: se l'imposta è inferiore alla detrazione spettante, la parte eccedente non viene rimborsata né riportata agli anni successivi.

A partire dal 2020, per le spese che non rientrano nella sanità, le detrazioni vengono ridotte progressivamente per i redditi superiori a 120.000 euro e azzerano del tutto oltre 240.000 euro. Le aliquote IRPEF 2026 sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.

Libri di testo: scuola sì, università no

Uno degli errori più comuni riguarda i libri di testo. Quelli acquistati per le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) sono detraibili al 19% senza limite di spesa. Rientrano in questa categoria i testi adottati dagli istituti statali e paritari, comprese le versioni digitali.

I libri universitari, invece, non sono detraibili. La normativa fiscale non li include tra le spese scolastiche agevolate. Anche i libri tecnici, i manuali e i dizionari acquistati per l'aggiornamento professionale non rientrano in questa voce (potrebbero però rientrare in altre categorie di deduzioni, come le spese di formazione per autonomi).

Mensa scolastica

Le spese per la mensa scolastica sono detraibili al 19%, ma solo per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie. La detrazione si applica sull'importo effettivamente pagato alla scuola o all'ente gestore del servizio mensa, al netto di eventuali rimborsi o buoni pasto ricevuti.

Attenzione: la mensa del nido (asilo nido) non rientra in questa agevolazione. Per l'asilo nido esiste un meccanismo distinto, il credito d'imposta del 19% per le rette dei nidi privati (fino a 632 euro annui per figlio), che si dichiara nel quadro E con un codice diverso. I due benefici non si sovrappongono.

Rette universitarie: pubbliche vs private

Le tasse universitarie godono di un trattamento articolato a seconda del tipo di ateneo.

Per le università statali, le tasse di iscrizione e i contributi universitari sono integralmente detraibili al 19%, senza un limite massimo di spesa. Rientrano nell'agevolazione le tasse annuali, i contributi regionali per il diritto allo studio e le more eventualmente pagate (purché riferite all'anno accademico corrente).

Per le università private, la detrazione è limitata: si può detrarre solo la quota equivalente a quella che si sarebbe pagata in un ateneo statale della stessa area geografica per lo stesso corso di studi. Il Ministero dell'Università pubblica ogni anno i limiti aggiornati per area geografica e tipologia di corso; per il 2025 (anno di riferimento per la dichiarazione 2026) l'importo massimo detraibile oscilla generalmente intorno a 3.000–4.000 euro annui per studente, in base alla tabella ministeriale. Per il valore esatto applicabile al tuo caso, consulta il sito del Ministero dell'Università e della Ricerca o il sito dell'INPS (sezione 730 precompilato).

Università all'estero

Le tasse universitarie pagate all'estero sono detraibili allo stesso modo di quelle delle università private italiane: si applica il limite ministeriale per area geografica, confrontando il costo con quello di un ateneo statale italiano equivalente. È necessario conservare la documentazione in lingua originale e, se richiesto dall'Agenzia delle Entrate, traduzione giurata.

Una condizione aggiuntiva riguarda l'ISEE: alcuni benefici fiscali connessi al diritto allo studio (borse, riduzioni) possono interagire con la detrazione; è opportuno verificare caso per caso, ma la detrazione delle tasse universitarie in sé non richiede un ISEE specifico.

Corsi extrascolastici, sport e musica

I corsi di musica, sport, lingue straniere e attività extracurriculari non rientrano nelle detrazioni scolastiche. Non esiste una voce specifica che li copra nel quadro E del 730. L'unica eccezione parziale riguarda i corsi di sport praticati da ragazzi tra 5 e 18 anni: c'è una detrazione specifica del 19% su un massimo di 210 euro annui per figlio, da indicare con un codice separato nel quadro E. Non è una detrazione scolastica in senso stretto, ma vale la pena conoscerla.

I campus estivi e i soggiorni linguistici non sono detraibili, né come spese scolastiche né come spese mediche. Allo stesso modo, le ripetizioni private e i corsi di recupero non rientrano in alcuna agevolazione IRPEF.

Tabella riepilogativa: detrazioni scolastiche 2026

SpesaDetrazioneLimiteNote
Libri di testo (medie/superiori)19%Nessun limiteSolo scuole secondarie; non università
Libri universitariNon detraibileNon prevista dalla normativa
Mensa scolastica (infanzia/primaria/secondaria)19%Nessun limiteAl netto di rimborsi ricevuti
Mensa asilo nidoNon quiCredito d'imposta separato (max 632€/figlio)
Rette università statale19%Nessun limiteTasse + contributi regionali
Rette università privata19%Limite ministeriale (~3.000–4.000€/anno)Confronto con ateneo statale stesso corso/area
Università estero19%Limite ministerialeDocumentazione in lingua originale
Corsi sport (5–18 anni)19%Max 210€/figlioCodice separato nel quadro E
Campus estiviNon detraibileNessuna agevolazione
Ripetizioni privateNon detraibileNessuna agevolazione

Come dichiarare le spese scolastiche nel 730

Le spese scolastiche si dichiarano nel quadro E del 730, nella sezione "Altre spese detraibili". Ogni voce ha un codice specifico: i libri delle scuole secondarie e le tasse universitarie usano il codice 13, la mensa scolastica il codice 14 (le codifiche possono variare leggermente tra versioni del 730; il 730 precompilato le inserisce automaticamente se hai pagato tramite mezzi tracciabili).

Dal 2020 il pagamento in contanti delle spese che si intende detrarre non è più ammesso: tutte le spese detraibili vanno saldate con bonifico, carta di credito, bancomat, assegno bancario o altri sistemi tracciabili. Il pagamento in contanti fa perdere il diritto alla detrazione, anche se la spesa è in linea di principio detraibile.

Conserva le ricevute, le fatture o gli scontrini fiscali per almeno cinque anni. Il 730 precompilato, alimentato dall'Agenzia delle Entrate con i dati trasmessi dagli enti scolastici e universitari, può già contenere molte di queste voci in modo automatico; è comunque opportuno verificare che siano state inserite correttamente prima di accettare la dichiarazione.

Quanto si risparmia davvero

La detrazione del 19% riduce l'imposta da pagare, non il reddito imponibile. Se hai sostenuto 2.000 euro di tasse universitarie e sei nel primo scaglione IRPEF (23% su redditi fino a 28.000 euro), recuperi 380 euro (il 19% di 2.000). Se sei nel secondo scaglione (33%), recuperi sempre 380 euro — la percentuale di detrazione è fissa al 19% indipendentemente dallo scaglione.

Per calcolare il tuo risparmio fiscale complessivo, puoi usare il nostro calcolatore IRPEF 2026, che tiene conto delle detrazioni da lavoro, delle detrazioni per figli a carico e delle eventuali spese deducibili.

Figli a carico: chi può detrarre le spese

Le spese scolastiche dei figli possono essere detratte dal genitore che le ha sostenute, purché il figlio sia fiscalmente a carico. Un figlio è a carico se ha un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni). Se entrambi i genitori sostengono le spese, la detrazione si ripartisce al 50% salvo diverso accordo documentato.

Se il figlio non è a carico (ad esempio perché lavora o supera la soglia di reddito), ciascuno dichiara le proprie spese in modo autonomo.


Domande frequenti

Si possono detrarre i libri universitari?

No. I libri acquistati per l'università non sono detraibili. La detrazione del 19% sui libri di testo riguarda esclusivamente le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori). I testi universitari non rientrano in nessuna voce del quadro E.

La mensa del nido è detraibile come mensa scolastica?

No, la mensa dell'asilo nido non rientra nelle detrazioni scolastiche (codice 14). Per le rette dei nidi privati esiste un credito d'imposta del 19% con un massimale di 632 euro per figlio annui, indicato con un codice diverso nel 730. Non è la stessa voce.

Come si dichiara nel 730?

Nel quadro E del 730 ("Spese per le quali spetta la detrazione d'imposta del 19%"), con i codici specifici per ciascuna tipologia di spesa. Il 730 precompilato inserisce automaticamente le spese comunicate dagli enti; verifica sempre prima di accettare. Paga sempre con strumenti tracciabili: il contante fa perdere la detrazione.

C'è un limite di reddito per accedere alle detrazioni scolastiche?

Le detrazioni non sono legate a un limite ISEE, ma si riducono per redditi sopra 120.000 euro e si azzerano a 240.000 euro, seguendo le regole generali delle detrazioni IRPEF 2026.

I campus estivi e i soggiorni linguistici sono detraibili?

No. Non rientrano in nessuna categoria di spesa detraibile nel 730. Stesso discorso per le ripetizioni private e i corsi di recupero extrascolastici.

Per una panoramica completa su come compilare la dichiarazione dei redditi, consulta la nostra guida al 730 2026. Se vuoi calcolare la tua IRPEF netta tenendo conto di tutte le detrazioni, usa il calcolatore IRPEF. Per le novità sull'ISEE 2026 e come incide su borse di studio e agevolazioni universitarie, leggi l'articolo su cosa cambia con l'ISEE 2026.