Le detrazioni per i figli a carico sono uno degli strumenti di risparmio fiscale più concreti per le famiglie italiane. Dal 2022 il sistema è cambiato profondamente con l'introduzione dell'Assegno Unico Universale (AUU), che ha assorbito la gran parte delle vecchie detrazioni per i figli under 21. Capire come funziona il meccanismo nel 2026 — cosa resta nel 730, cosa passa dall'INPS, e come massimizzare il beneficio — è essenziale per non lasciare soldi sul tavolo. Questa guida ti spiega tutto in modo diretto, con i numeri aggiornati.
Cos'è cambiato con l'Assegno Unico Universale
Prima del 2022 le detrazioni per i figli a carico erano calcolate direttamente nel 730 o nel modello REDDITI: ogni figlio abbatteva l'IRPEF in base all'età, alla situazione di disabilità e al numero di figli totali. Con la Legge n. 46/2021, il legislatore ha spostato il beneficio principale fuori dalla dichiarazione dei redditi.
L'Assegno Unico Universale è un trasferimento mensile erogato dall'INPS, riconosciuto per ogni figlio a carico fino ai 21 anni di età (con condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L'importo varia in base all'ISEE familiare e non è tassato: non entra nel reddito imponibile e non va indicato nel 730.
Chi ha diritto all'Assegno Unico
Hanno diritto all'AUU tutti i nuclei familiari con figli a carico che soddisfano almeno uno di questi requisiti:
- Essere cittadini italiani o europei, oppure extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo o per lavoro/ricerca.
- Essere residenti e domiciliati in Italia.
- Pagare le imposte in Italia (quindi anche i lavoratori dipendenti con reddito estero se fiscalmente residenti qui).
L'importo base nel 2026 va da circa 57 euro al mese per figlio (ISEE oltre la soglia massima) fino a circa 200 euro al mese per figlio (ISEE sotto 17.090,61 euro, soglia rivalutata all'inflazione). Questi importi sono a titolo indicativo: l'INPS aggiorna i valori ogni anno con decreto interministeriale.
Come fare domanda all'INPS
La domanda si presenta online sul portale INPS o tramite CAF e patronato. Una volta presentata, il pagamento è automatico fino alla scadenza. Attenzione: se non rinnovi la domanda ogni anno o se la situazione familiare cambia (nascita di un figlio, separazione, figlio che supera i 21 anni), devi aggiornare la pratica. L'INPS eroga le mensilità retroattivamente da marzo dell'anno in corso se presenti entro il 30 giugno.
Cosa resta nelle detrazioni IRPEF del 730
Con l'ingresso dell'AUU, le detrazioni per figli a carico nel modello 730 sono state quasi completamente abolite per i figli under 21. Tuttavia rimangono alcune casistiche rilevanti.
Detrazioni per figli di età pari o superiore a 21 anni
Per i figli che hanno compiuto 21 anni e che non percepiscono un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro lordi annui (soglia invariata da anni), è ancora possibile richiedere la detrazione nel modello 730. Questa soglia sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni che frequentano un corso di laurea o un corso di formazione professionale.
La detrazione per i figli over 21 è pari a 950 euro per figlio, decrescente al crescere del reddito del dichiarante secondo la formula:
Detrazione spettante = 950 × (95.000 - reddito complessivo) / 95.000
Se il reddito complessivo supera i 95.000 euro la detrazione si azzera. La detrazione teorica va poi ulteriormente modulata in base al numero di figli a carico (il denominatore sale di 15.000 euro per ogni figlio oltre il primo).
Detrazione per il coniuge a carico: non confonderla
La detrazione per coniuge a carico (fino a 800 euro, decrescente al crescere del reddito) è separata da quella per i figli e resta pienamente operativa nel 730. Il limite di reddito del coniuge per essere considerato "a carico" è sempre 2.840,51 euro lordi annui.
Altre detrazioni familiari residue nel 730
Nel 730 restano anche le detrazioni per altri familiari a carico (genitori, fratelli, suoceri) che convivono con il dichiarante o che ricevono assegni alimentari. La detrazione base è 750 euro per ogni altro familiare a carico, sempre decrescente al crescere del reddito.
Figli disabili: la doppia tutela AUU + detrazioni
I figli con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/92 beneficiano di un trattamento più favorevole su entrambi i fronti.
Assegno Unico per i figli disabili
Per i figli disabili non ci sono limiti di età: l'AUU viene erogato indipendentemente dall'età del figlio. Inoltre, la maggiorazione per i figli disabili varia in base alla gravità della disabilità:
- Non autosufficienza: maggiorazione di circa 120 euro al mese per figlio (importo indicativo, rivalutato annualmente).
- Disabilità grave: maggiorazione di circa 105 euro al mese per figlio.
- Disabilità media: maggiorazione di circa 85 euro al mese per figlio.
Queste maggiorazioni si sommano all'importo base dell'AUU e non dipendono dall'ISEE.
Detrazioni IRPEF residue per i figli disabili
Per i figli disabili di qualsiasi età che non rientrano nell'AUU (caso residuale), la detrazione IRPEF è più elevata rispetto ai figli non disabili. Inoltre, restano detraibili nel 730 alcune spese specifiche legate alla disabilità: spese mediche specialistiche, assistenza specifica, acquisto di mezzi di ausilio, veicoli adattati. Queste detrazioni sono al 19% e non sono state toccate dall'AUU.
Come si ripartiscono le detrazioni tra i genitori
Uno degli aspetti più pratici — e spesso fonte di errori nella compilazione del 730 — riguarda la ripartizione delle detrazioni tra i due genitori.
Regola generale: 50% ciascuno
La regola di default prevede che le detrazioni per i figli a carico siano ripartite al 50% tra i due genitori. Questo vale sia per le detrazioni IRPEF nel 730, sia per gli altri oneri detraibili correlati ai figli.
Attribuzione al 100% a un solo genitore
In alternativa, i genitori possono concordare di attribuire il 100% delle detrazioni al genitore con il reddito più elevato. Questa scelta conviene quando uno dei due genitori ha un reddito talmente basso da non avere capienza fiscale: se non paghi abbastanza IRPEF, la detrazione non produce alcun beneficio reale. Concentrarla sul genitore con reddito più alto massimizza il risparmio complessivo del nucleo familiare.
Questa scelta va indicata esplicitamente nella dichiarazione dei redditi e richiede accordo tra i due genitori (non serve un atto formale, ma è buona prassi documentare la scelta).
Genitori separati o divorziati
In caso di separazione o divorzio, la ripartizione segue le indicazioni dell'accordo di separazione o della sentenza di divorzio. Se il figlio è affidato in modo esclusivo a un genitore, di norma l'intera detrazione spetta a quel genitore. In caso di affidamento condiviso, si applica la regola del 50% salvo diverso accordo.
Attenzione: anche la domanda per l'Assegno Unico all'INPS deve essere presentata da uno solo dei genitori. Il genitore che non presenta la domanda può richiedere che la metà dell'importo sia accreditata sul proprio conto corrente, indicandolo nell'apposita sezione della domanda.
Il limite di reddito del figlio: 2.840,51 euro
Per essere considerato "a carico" il figlio non deve superare 2.840,51 euro lordi annui di reddito. Questa soglia si calcola sul reddito complessivo ai fini IRPEF, che include:
- Redditi da lavoro dipendente (anche part-time o stagionali).
- Redditi da lavoro autonomo occasionale.
- Redditi da affitto (salvo quelli in cedolare secca, che tuttavia rilevano per il calcolo dell'ISEE).
- Redditi da capitali soggetti a tassazione ordinaria.
Non rilevano invece i redditi esenti (come alcune borse di studio) e i redditi soggetti a ritenuta a titolo d'imposta definitiva (come gli interessi bancari tassati alla fonte). Per i figli universitari fino a 24 anni, come ricordato, la soglia sale a 4.000 euro.
Superare anche di un euro la soglia comporta la perdita totale della detrazione per tutto l'anno fiscale, non solo per la parte eccedente. Vale la pena quindi monitorare i guadagni del figlio se si avvicina al limite, specialmente in caso di lavori estivi o collaborazioni occasionali.
Se stai costruendo un budget familiare che tenga conto di questi benefici fiscali, ti consiglio di leggere la nostra guida su come fare un budget familiare e quella sul metodo 50-30-20 per gestire lo stipendio: le detrazioni recuperate sono soldi reali da allocare con metodo.
Come ottimizzare il risparmio fiscale familiare nel 2026
Le detrazioni e l'Assegno Unico non sono gli unici strumenti. Ecco alcune considerazioni pratiche per massimizzare il beneficio complessivo.
Verificare l'ISEE e aggiornarlo
L'importo dell'AUU dipende in modo determinante dall'ISEE. Un ISEE non aggiornato o calcolato male può farti ricevere meno di quanto spetterebbe. Presenta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ogni anno, anche se la tua situazione non è cambiata, per evitare che si applichi il valore minimo di default. Rivolgiti a un CAF: il servizio è gratuito per la maggior parte dei lavoratori dipendenti.
Non trascurare le spese detraibili legate ai figli
Nel 730 restano detraibili al 19% molte spese sostenute per i figli a carico:
- Spese mediche e specialistiche (con franchigia di 129,11 euro).
- Spese per istruzione (rette universitarie, iscrizioni a scuole paritarie, mensa scolastica).
- Spese sportive per i figli (fino a 210 euro per figlio, detraibili al 19%).
- Spese per attività musicali (stessa soglia delle spese sportive).
- Abbonamenti al trasporto pubblico (fino a 250 euro, detraibili al 19%).
Conserva sempre le ricevute e i pagamenti tracciabili (bonifico, carta, MAV): i pagamenti in contante non danno diritto alla detrazione per molte categorie di spesa.
Redditi da investimenti e tassazione
Se la tua famiglia genera redditi da investimenti, ricorda che la tassazione sulle rendite finanziarie in Italia è generalmente al 26% (dividendi, plusvalenze azionarie, interessi su obbligazioni corporate). Per i titoli di Stato italiani ed esteri white list la tassazione è ridotta al 12,5%. Le criptovalute dal 2026 sono tassate al 33% sulle plusvalenze. Puoi approfondire su tassazione delle rendite finanziarie e tasse sulle criptovalute in Italia.
Risparmio liberato: cosa farne
Le detrazioni fiscali e l'Assegno Unico rappresentano un flusso di cassa reale e prevedibile. È una buona occasione per destinare queste somme a obiettivi di medio-lungo termine: un fondo di emergenza, un piano di accumulo per i figli, o l'inizio di un percorso di investimento. Se sei alle prime armi, la guida su come iniziare a investire da zero è il punto di partenza. Se vuoi costruire qualcosa di concreto nel tempo, il piano di accumulo (PAC) è uno strumento accessibile anche con piccoli importi mensili.
Riepilogo pratico: cosa fare nel 2026
Per non perdere nessun beneficio, ecco una checklist operativa:
- Presenta o rinnova la domanda AUU all'INPS entro il 30 giugno per ricevere le mensilità arretrate da marzo. Se hai già una domanda attiva, verifica che sia ancora valida e che i dati siano corretti.
- Aggiorna l'ISEE presentando una nuova DSU presso un CAF. L'ISEE si basa sui redditi e patrimoni di due anni prima, ma va aggiornato ogni anno.
- Verifica il reddito dei figli che potrebbero avvicinarsi alla soglia di 2.840,51 euro (o 4.000 euro per gli universitari under 24). Monitora eventuali redditi da lavoro stagionale o occasionale.
- Accordati con l'altro genitore sulla ripartizione delle detrazioni (50% o 100% al reddito più alto) e indicalo correttamente nel 730.
- Raccoglie tutte le spese detraibili per i figli: mediche, scolastiche, sportive, trasporti. Usa pagamenti tracciabili.
- Compila correttamente il quadro E del 730 indicando i codici fiscali dei figli a carico e la percentuale di detrazione spettante.
Domande frequenti
Posso avere sia l'Assegno Unico che la detrazione nel 730 per lo stesso figlio?
Dipende dall'età del figlio. Per i figli under 21, l'AUU sostituisce le detrazioni IRPEF: non puoi cumulare i due benefici. Per i figli che hanno compiuto 21 anni, l'AUU non spetta (salvo disabilità) ma puoi richiedere la detrazione IRPEF nel 730, a condizione che il figlio non superi 2.840,51 euro di reddito. Per i figli disabili di qualsiasi età, l'AUU è garantito senza limiti di età, mentre nel 730 restano detraibili le spese specifiche legate alla disabilità.
Il figlio che lavora part-time d'estate perde lo status di "a carico"?
Dipende dall'ammontare totale guadagnato nell'anno. Se il reddito complessivo del figlio supera 2.840,51 euro lordi annui (o 4.000 euro per gli universitari fino a 24 anni), perde lo status di figlio a carico per tutto l'anno, non solo per i mesi in cui ha lavorato. Questo comporta la perdita della detrazione IRPEF nel 730. Non incide invece sull'Assegno Unico, che viene valutato su criteri diversi (ISEE familiare, non reddito del figlio).
Come funziona l'Assegno Unico per i genitori separati?
La domanda AUU può essere presentata da uno solo dei genitori. L'altro genitore può richiedere all'INPS che il 50% dell'importo venga accreditato sul proprio conto corrente, indicandolo nella sezione apposita della domanda oppure presentando una domanda separata di ripartizione. Se i genitori non si accordano, l'INPS eroga l'intero importo al richiedente. In caso di affidamento esclusivo, l'intero importo spetta al genitore affidatario, salvo diversa indicazione del giudice.
Cosa succede se dimentico di presentare la domanda AUU?
Puoi presentare la domanda in qualsiasi momento dell'anno. Tuttavia, l'INPS paga retroattivamente solo a partire dal mese di marzo dell'anno in corso se presenti entro il 30 giugno; se presenti dopo il 30 giugno, il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda. Non esiste quindi una perdita definitiva, ma ritardare la domanda significa perdere le mensilità precedenti alla data di presentazione (escluse quelle coperte dalla retroattività di marzo).
Il reddito del figlio che supera il limite va dichiarato nel mio 730?
No. Il figlio che supera il limite di reddito per essere considerato a carico deve dichiarare autonomamente i propri redditi (presentando il 730 o il Modello REDDITI). Tu come genitore non devi indicarlo nel tuo 730 come figlio a carico e non puoi richiedere la relativa detrazione. L'unica conseguenza fiscale per te è la perdita di quel beneficio: non ci sono obblighi dichiarativi aggiuntivi a tuo carico per i redditi del figlio indipendente.