Conto corrente per minorenni: guida 2026

A cura della Redazione · Aggiornato il 24 luglio 2026 · 12 min di lettura

Aprire un conto corrente a un figlio minorenne è una delle prime mosse concrete di educazione finanziaria che un genitore può fare. Non si tratta solo di custodire i risparmi di Natale o del compleanno: un conto intestato a un ragazzo insegna a gestire il denaro, a pianificare le spese e a costruire un rapporto sano con il risparmio fin da piccoli. In questa guida vediamo tutto quello che c'è da sapere nel 2026: come funziona il conto per minorenni sul piano legale, quali banche lo offrono, cosa possono fare i ragazzi in autonomia e quale ruolo mantengono i genitori.

Come funziona un conto corrente per minorenni dal punto di vista legale

In Italia, un minore di 18 anni non ha piena capacità di agire sul piano giuridico. Questo significa che non può firmare contratti in autonomia, inclusa l'apertura di un conto corrente. La soluzione è semplice: il conto viene aperto da un genitore (o da chi esercita la responsabilità genitoriale) in nome e per conto del minore, oppure in forma cointestata tra genitore e figlio, a seconda del prodotto offerto dalla banca.

In entrambi i casi, il titolare del conto sul piano sostanziale è il minore, ma il genitore rimane il responsabile giuridico fino al compimento dei 18 anni. Alla maggiore età, il figlio può subentrare come unico intestatario senza necessità di aprire un nuovo conto, oppure trasferire il saldo su un prodotto diverso.

Normativa di riferimento

Il Codice Civile italiano (artt. 316 e seguenti) disciplina la rappresentanza legale dei minori da parte dei genitori. Le banche, nel rispetto della normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche), sono obbligate a identificare sia il genitore aprente che il minore beneficiario, acquisendo i relativi documenti d'identità e i codici fiscali.

Non esistono limiti di età minimi imposti per legge: alcune banche accettano richieste dalla nascita (tipicamente per prodotti di risparmio come libretti), altre fissano un'età minima di 12 o 14 anni per i conti correnti veri e propri con carta. Ogni istituto ha la propria policy.

Chi può aprire il conto e quali documenti servono

Il procedimento varia leggermente a seconda che si tratti di un conto corrente standard o di una carta prepagata junior, ma in generale sono necessari:

  • Documento d'identità valido del genitore o tutore
  • Codice fiscale del genitore
  • Documento d'identità del minore (carta d'identità o passaporto)
  • Codice fiscale del minore
  • In alcuni casi, l'atto di nascita o il certificato anagrafico del figlio

Per i figli di genitori separati o divorziati, alcune banche richiedono il consenso di entrambi i titolari della responsabilità genitoriale, salvo diversa disposizione del provvedimento del giudice. Conviene verificare la policy specifica prima di presentarsi allo sportello o procedere online.

Apertura online o in filiale?

Le banche tradizionali tendono a richiedere la presenza fisica in filiale almeno per la firma del contratto, anche quando il processo inizia online. Le banche digitali e le fintech (come Revolut Junior, bunq, o i prodotti nativi app) permettono spesso un'apertura interamente digitale, con caricamento dei documenti tramite app e riconoscimento tramite selfie o videochiamata. In questi casi la praticità è maggiore, ma è fondamentale verificare che il prodotto sia effettivamente regolamentato in Italia e che i fondi siano tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) o equivalente europeo.

Limiti di utilizzo e poteri del minore sul conto

Uno degli aspetti che genera più confusione riguarda cosa può fare il ragazzo in autonomia e cosa invece richiede l'autorizzazione del genitore. La risposta dipende dall'istituto e dal prodotto scelto, ma esistono linee guida generali.

Operazioni che il minore può fare da solo

Nella maggior parte dei casi, i ragazzi più grandi (tipicamente dai 14-16 anni in su, a seconda della banca) possono:

  • Consultare il saldo e la lista movimenti tramite app o online banking
  • Effettuare pagamenti con carta fino a soglie predefinite
  • Ricaricare la carta prepagata (se il saldo lo consente)
  • Ricevere bonifici e accrediti (ad esempio la paghetta digitale)

Operazioni che richiedono l'intervento del genitore

Per operazioni più rilevanti, invece, la firma o l'autorizzazione del genitore è quasi sempre obbligatoria:

  • Disposizione di bonifici in uscita verso terzi
  • Modifica dei limiti di spesa della carta
  • Richiesta di accredito dello stipendio (per i ragazzi che lavorano con contratto part-time durante il periodo estivo)
  • Chiusura del conto

Molte banche permettono al genitore di impostare limiti di spesa giornalieri o mensili direttamente dall'app, e di ricevere notifiche in tempo reale per ogni transazione effettuata dal figlio. Questo tipo di controllo è uno strumento educativo prezioso: consente di monitorare senza essere invasivi, e di intervenire in caso di anomalie.

Il caso dei ragazzi che lavorano

Un minore dai 16 anni in su può svolgere lavoro dipendente con l'autorizzazione del genitore. In questi casi, lo stipendio può essere accreditato sul conto del minore. Tuttavia, la gestione delle somme rimane soggetta alla supervisione genitoriale fino alla maggiore età. Per la dichiarazione dei redditi del minore (ad esempio se il ragazzo supera la soglia dei redditi esenti), i genitori restano responsabili della presentazione del modello 730 o del Modello Redditi per il figlio a carico.

Carte prepagate junior: l'alternativa al conto corrente

Per i ragazzi più giovani, o come primo passo prima di passare a un vero conto corrente, le carte prepagate junior sono spesso la soluzione più pratica. Non si tratta di un conto corrente vero e proprio, ma di una carta ricaricabile collegata a un IBAN, con cui il ragazzo può fare acquisti online e in negozio.

Come funzionano

Il genitore ricarica la carta tramite la propria app bancaria, stabilendo quanto denaro mettere a disposizione del figlio. Alcune soluzioni permettono di impostare una "paghetta automatica" mensile o settimanale. Il minore usa la carta per le spese quotidiane, e il saldo non può andare in negativo: una volta esauriti i fondi, la carta semplicemente non funziona. Questo elimina il rischio di debiti e incentiva la pianificazione.

Principali prodotti sul mercato

Sul mercato italiano nel 2026 si trovano diverse opzioni. Tra i prodotti più conosciuti:

  • Revolut <18: disponibile per ragazzi dai 6 ai 17 anni, gestita interamente tramite app. Il genitore deve avere un conto Revolut attivo. Include controlli parentali granulari e la possibilità di bloccare categorie di spesa.
  • Postepay Junior (Poste Italiane): carta prepagata con IBAN, attivabile agli sportelli postali o online. Nessun canone mensile per i minori. Il genitore può impostare limiti e ricevere notifiche.
  • Hype Start: accessibile dai 14 anni, gratuita, con IBAN italiano e carta Mastercard. Include la possibilità di ricevere e inviare denaro tra utenti Hype.
  • Prodotti bancari tradizionali: Unicredit, Intesa Sanpaolo, BNL e altre banche principali offrono prodotti junior dedicati, spesso inclusi all'interno dei pacchetti familiari. I costi variano e in alcuni casi prevedono un canone mensile ridotto.

Per una panoramica più ampia sui conti correnti a zero spese anche per adulti, puoi consultare la guida sui migliori conti deposito 2026, dove sono analizzate le offerte più convenienti del momento.

Confronto offerte conti correnti per minorenni 2026

Di seguito un confronto orientativo delle principali caratteristiche da valutare quando si sceglie un conto o una carta per il proprio figlio. I dettagli delle singole offerte cambiano frequentemente: verifica sempre sul sito dell'istituto le condizioni aggiornate prima di sottoscrivere.

Prodotto Età minima Canone mensile IBAN App dedicata Controlli parentali
Revolut <18 6 anni Incluso nel piano genitore Avanzati
Postepay Junior Non indicata (decisione genitore) Gratuita App BancoPosta
Hype Start 14 anni Gratuito Limitati
Conto Giovani Intesa Sanpaolo Fino a 30 anni (junior da 0) Gratuito fino a 18 anni App Intesa Sì (da filiale)
Conto Junior Unicredit Dalla nascita Variabile App Unicredit

I dati nella tabella sono a titolo indicativo e soggetti a variazioni. Verifica sempre le condizioni contrattuali aggiornate sul sito di ciascun istituto.

Educazione finanziaria: come usare il conto come strumento di crescita

Aprire il conto è solo il primo passo. Il vero valore aggiunto arriva se i genitori trasformano questo strumento in un'occasione educativa concreta. I ragazzi che imparano a gestire il denaro da giovani tendono ad avere un rapporto più equilibrato con le finanze personali da adulti.

La paghetta digitale

Accreditare la paghetta direttamente sul conto del figlio, invece di darla in contanti, ha vantaggi pratici e formativi. Il ragazzo vede il saldo crescere e calare, impara a fare previsioni ("se compro questo, non mi rimangono soldi per quello") e inizia a sviluppare una mentalità orientata alla pianificazione. Strumenti come il budget familiare possono essere introdotti in versione semplificata già dai 10-12 anni.

Obiettivi di risparmio

Molte app bancarie junior permettono di creare "salvadanai digitali" con un obiettivo specifico: le scarpe da basket, il videogame, il viaggio con gli amici. Questa funzionalità è pedagogicamente potente: associa il risparmio a un risultato concreto e tangibile, rendendo il sacrificio di breve termine comprensibile. Il principio è lo stesso dell'interesse composto applicato agli obiettivi: piccole rinunce quotidiane portano a risultati significativi nel tempo.

Introdurre il concetto di investimento

Quando il figlio è abbastanza grande (in genere dai 14-16 anni), il conto corrente può diventare il punto di partenza per parlare di investimenti in modo semplice e concreto. Non si tratta di aprire subito un conto titoli, ma di spiegare cos'è un ETF, perché il denaro tenuto ferme perde valore per effetto dell'inflazione, e quali alternative esistono. Per un'introduzione accessibile, la guida su come iniziare a investire da zero è un buon punto di partenza da leggere insieme.

Alcuni genitori scelgono di aprire un piano di accumulo (PAC) in ETF intestato al figlio minorenne, gestito dal genitore ma pensato come fondo per il futuro del ragazzo (università, primo appartamento, avvio di un'attività). Per approfondire questa possibilità, consulta la guida su come investire per i figli con il PAC e quella sui piani di accumulo in ETF e azioni.

Fondo di emergenza: insegnarlo fin da giovani

Anche a livello giovanile, il concetto di fondo di emergenza può essere introdotto in forma semplificata: tenere da parte una percentuale della paghetta per le spese impreviste (lo zaino rotto, il libro smarrito) è un'abitudine che, una volta interiorizzata, seguirà il ragazzo per tutta la vita adulta.

Aspetti fiscali del conto corrente intestato a un minore

Dal punto di vista fiscale, un conto corrente intestato a un minore non genera obblighi particolari fintanto che il saldo è contenuto e i movimenti riguardano la paghetta ordinaria. Tuttavia, è utile conoscere alcune regole:

  • Gli interessi maturati sul conto corrente sono soggetti a una ritenuta alla fonte del 26% (imposta sostitutiva sulle rendite finanziarie), applicata direttamente dalla banca. Il genitore non deve fare nulla in dichiarazione dei redditi per questa voce.
  • Se il minore percepisce redditi da lavoro (es. contratto estivo), questi vanno dichiarati nel modello 730 o Redditi del genitore se il figlio è fiscalmente a carico. Le aliquote IRPEF applicabili sono quelle ordinarie: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
  • I bonifici di donazione da nonni o parenti (es. regalo di compleanno) non sono soggetti a imposta di donazione se inferiori alla franchigia di legge (1 milione di euro tra genitori e figli, 100.000 euro tra altri parenti di primo grado).
  • Non ci sono obblighi di dichiarazione per i semplici conti correnti con saldi ordinari, salvo il caso in cui il minore possieda asset finanziari di rilevanza (titoli esteri, criptovalute) che richiedono la compilazione del quadro RW. In quel caso, il genitore è responsabile della dichiarazione.

Domande frequenti

Un minore può aprire un conto corrente da solo senza il consenso dei genitori?

No. In Italia i minori non hanno piena capacità giuridica di agire e non possono firmare contratti in autonomia. L'apertura di un conto corrente richiede sempre la firma di un genitore o tutore legale, che ne assume la responsabilità giuridica fino al compimento dei 18 anni del figlio. A quella data, il ragazzo può subentrare come unico intestatario senza necessità di aprire un nuovo conto.

Qual è l'età minima per aprire un conto corrente per minorenni?

Non esiste un'età minima fissata per legge. Ogni banca stabilisce la propria policy: alcune accettano richieste dalla nascita (soprattutto per libretti di risparmio o prodotti di accumulo), altre fissano un'età minima di 12 o 14 anni per i conti con carta. Le carte prepagate junior di tipo fintech (Revolut <18, ad esempio) accettano bambini dai 6 anni in su, purché il genitore sia già cliente della piattaforma.

I genitori possono prelevare o spendere i soldi del conto del figlio minorenne?

Tecnicamente sì, poiché il genitore ha il potere di rappresentanza sul conto. Tuttavia, dal punto di vista giuridico i fondi appartengono al minore e il genitore ha l'obbligo di agire nell'interesse del figlio. Un utilizzo distorto da parte del genitore (svuotare il conto per uso personale) potrebbe configurare un illecito civilistico. Alla maggiore età, il figlio diventa unico titolare e il genitore perde ogni facoltà di operare sul conto.

Un conto per minori è uguale a una carta prepagata junior?

No, anche se nel linguaggio comune vengono spesso confusi. Il conto corrente per minorenni è un vero e proprio conto bancario con IBAN, che permette di ricevere bonifici, pagare utenze e in alcuni casi anche effettuare investimenti. La carta prepagata junior è uno strumento più semplice: è ricaricabile, ha un saldo massimo contenuto e non consente operazioni bancarie complesse. Entrambi sono utili, ma servono scopi diversi. La carta prepagata è ideale come primo strumento per bambini piccoli; il conto corrente è più adatto per adolescenti che iniziano a gestire somme più significative.

Cosa succede al conto del minore quando compie 18 anni?

Alla maggiore età, il figlio acquisisce piena capacità giuridica e diventa automaticamente l'unico intestatario del conto. In pratica, la banca potrebbe richiedere un aggiornamento del contratto e nuovi documenti, ma il saldo e l'IBAN rimangono invariati. Il genitore perde ogni facoltà di operare sul conto, salvo che non sia espressamente previsto da un'eventuale cointestazione che entrambi decidono di mantenere.

Un conto corrente per minorenni può avere lo scoperto (conto in rosso)?

No, nella stragrande maggioranza dei casi. I conti e le carte per minori sono progettati per non consentire il saldo negativo. Questa è una caratteristica pensata proprio per finalità educative: il ragazzo impara a spendere solo quello che ha. Alcune banche tradizionali potrebbero teoricamente prevedere fidi, ma nella pratica non vengono concessi a minorenni.