Comprare la prima casa nel 2026: guida completa

A cura della Redazione · Aggiornato il 31 luglio 2026 · 12 min di lettura

Comprare la prima casa è spesso la decisione finanziaria più grande della vita. Non si tratta solo di trovare un appartamento che piace: ci sono controlli da fare, pratiche burocratiche da seguire, costi nascosti da calcolare e agevolazioni fiscali da sfruttare. Sbagliare un passaggio può costare migliaia di euro o, nel peggiore dei casi, portare all'acquisto di un immobile con problemi legali o strutturali.

Questa guida percorre l'intero processo step by step: dalla valutazione della tua situazione finanziaria fino alla firma dal notaio, passando per la scelta del mutuo, i controlli sull'immobile e le agevolazioni previste per il 2026. Se stai valutando di acquistare casa nei prossimi mesi, leggila fino in fondo prima di prendere qualsiasi decisione.

Prima di tutto: sei davvero pronto a comprare?

L'acquisto della prima casa non è adatto a ogni situazione finanziaria. Prima di iniziare a visitare immobili, è fondamentale rispondere onestamente ad alcune domande.

Il fondo di emergenza

Acquistare casa non deve svuotare completamente i tuoi risparmi. Devi mantenere un fondo di emergenza equivalente a 3-6 mesi di spese, separato dal capitale destinato all'acquisto. Una caldaia che si rompe, una perdita d'acqua, una spesa medica imprevista: le emergenze non aspettano che tu abbia ricostituito i risparmi.

Stabilità lavorativa e reddito

Le banche valutano con attenzione il tipo di contratto di lavoro. Un contratto a tempo indeterminato facilita notevolmente l'accesso al mutuo. Con contratti a tempo determinato o partita IVA il percorso è più complesso ma non impossibile: alcune banche accettano redditi da lavoro autonomo documentati con 2-3 anni di dichiarazioni dei redditi consecutive e stabili.

La rata mensile del mutuo non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile familiare. Se supera questa soglia, le banche stesse tendono a non concedere il finanziamento, o a farlo a condizioni peggiorative.

Il capitale iniziale necessario

Le banche finanziano al massimo l'80% del valore di perizia dell'immobile (il 90-95% esiste ma è raro, più costoso e riservato a profili eccellenti). Questo significa che devi avere in cassa almeno il 20% del prezzo di acquisto come anticipo, più tutti i costi accessori (vedi sezione dedicata più avanti).

Se non hai ancora quella liquidità, lavorare su un piano di risparmio strutturato è il primo passo concreto.

Come scegliere il mutuo giusto nel 2026

Il mutuo è lo strumento finanziario che permette di comprare casa pagando nel tempo. La scelta tra le diverse tipologie ha un impatto significativo sull'importo totale pagato durante la vita del finanziamento.

Tasso fisso vs tasso variabile

Il mutuo a tasso fisso blocca il tasso per tutta la durata del contratto. La rata è sempre la stessa, il che facilita la pianificazione finanziaria a lungo termine. In periodi di tassi elevati, il tasso fisso può sembrare costoso, ma garantisce certezza.

Il mutuo a tasso variabile segue l'andamento dell'Euribor (tipicamente a 3 o 6 mesi). Le rate possono scendere se i tassi calano, ma possono anche salire significativamente. Chi sceglie il variabile deve essere in grado di sostenere un potenziale aumento della rata anche del 30-40% senza compromettere il bilancio familiare.

Esiste anche il tasso misto (fisso per un periodo iniziale, poi variabile o viceversa) e il tasso variabile con cap (variabile ma con un tetto massimo alla rata). Questi prodotti possono essere interessanti in determinate situazioni, ma vanno valutati con attenzione: il cap ha sempre un costo.

Durata del mutuo

I mutui prima casa arrivano tipicamente fino a 30 anni, in alcuni casi fino a 35-40. Una durata maggiore abbassa la rata mensile ma aumenta il costo complessivo degli interessi pagati. A titolo indicativo, su un mutuo da 150.000 euro al 3,5%, passare da 20 a 30 anni riduce la rata di circa 200 euro al mese ma aumenta il totale degli interessi pagati di oltre 30.000 euro.

Come confrontare le offerte: il TAEG

Il tasso nominale (TAN) non basta per confrontare i mutui. Usa sempre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che include tutte le spese: polizza incendio e scoppio obbligatoria, spese di istruttoria, costi di perizia, eventuali polizze vita richieste dalla banca. Due mutui con lo stesso TAN possono avere TAEG molto diversi.

Il Fondo di garanzia Consap per i giovani

Il Fondo Consap (ex Fondo Gasparrini nella versione prima casa) consente ai giovani under 36 con ISEE entro determinate soglie di accedere a mutui fino al 90% con garanzia statale sull'80% del capitale. Le condizioni e i plafond vengono aggiornati annualmente: verifica sul sito di Consap i requisiti aggiornati al 2026 prima di procedere.

Agevolazioni fiscali per la prima casa nel 2026

L'acquisto della prima casa gode di significative agevolazioni fiscali rispetto all'acquisto di immobili successivi. Ecco le principali in vigore nel 2026.

Imposta di registro agevolata

Chi acquista la prima casa da un privato paga l'imposta di registro al 2% sul valore catastale (non sul prezzo di vendita), invece del 9% ordinario. Se acquisti da un costruttore (soggetto IVA), si paga IVA al 4% invece del 10% ordinario. Le imposte ipotecaria e catastale sono ridotte a 50 euro ciascuna.

L'agevolazione si ottiene dichiarando nell'atto notarile di voler acquistare la prima casa e di possedere i requisiti richiesti: non avere altri immobili in proprietà (o quote di immobili) sul territorio nazionale acquistati con le stesse agevolazioni, e stabilire la residenza nel comune dell'immobile entro 18 mesi dall'acquisto.

Detrazione degli interessi passivi sul mutuo

Gli interessi passivi sul mutuo prima casa sono detraibili dall'IRPEF al 19%, su un importo massimo di 4.000 euro annui. La detrazione massima effettiva è quindi di 760 euro all'anno. Si applica solo se l'immobile è adibito ad abitazione principale.

Le aliquote IRPEF 2026 vigenti sono: 23% fino a 28.000 euro di reddito, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La detrazione vale il 19% indipendentemente dall'aliquota marginale.

Bonus ristrutturazione e superbonus residui

Se l'immobile richiede lavori, verifica le detrazioni fiscali in vigore per ristrutturazioni edilizie. Le aliquote e i limiti variano anno per anno e sono stati più volte modificati negli ultimi anni: consulta il sito dell'Agenzia delle Entrate per le detrazioni aggiornate al momento dell'acquisto.

I controlli essenziali sull'immobile

Visitare un appartamento che piace non è sufficiente. Prima di firmare qualsiasi proposta d'acquisto, è indispensabile fare una serie di verifiche tecniche e catastali. Saltarle può portare a sorprese molto costose dopo il rogito.

Visura catastale e planimetria

La planimetria catastale deve corrispondere esattamente allo stato reale dell'immobile. Qualsiasi modifica fatta nel tempo (abbattimento di pareti, chiusura di balconi, creazione di nuovi locali) deve essere stata regolarizzata con una variazione catastale. Richiedi la visura e la planimetria all'Agenzia delle Entrate o tramite il tuo geometra.

Visura ipotecaria

La visura ipotecaria rivela se sull'immobile gravano ipoteche, pignoramenti o altri vincoli. Un immobile con un'ipoteca a garanzia del mutuo del venditore non è un problema di per sé (si estingue al rogito con parte del ricavato della vendita), ma è necessario sapere l'importo residuo per organizzare correttamente il passaggio di denaro.

Conformità urbanistica

Il Comune deve aver rilasciato regolare titolo abilitativo per la costruzione e per eventuali modifiche successive. Chiedi al venditore o all'agenzia copia della concessione edilizia originale e di eventuali permessi di ristrutturazione. Un immobile con abusi edilizi non sanati non può essere oggetto di mutuo e può creare problemi al momento della rivendita.

Attestato di Prestazione Energetica (APE)

L'APE è obbligatorio per la compravendita. Indica la classe energetica dell'immobile (da A4 a G). Gli immobili in classe bassa (E, F, G) potrebbero richiedere investimenti futuri per adeguarsi alle direttive europee sull'efficienza energetica degli edifici, che prevedono obblighi di riqualificazione nei prossimi anni. Valuta questo aspetto nel prezzo e nel budget complessivo.

Perizia tecnica indipendente

Se hai dubbi sullo stato strutturale dell'immobile, ingaggia un tecnico di fiducia (geometra, ingegnere o architetto) per un'ispezione indipendente. Il costo (tipicamente 300-600 euro) è irrisorio rispetto ai potenziali problemi che può rivelare: infiltrazioni, umidità, crepe strutturali, impianti non a norma.

I costi reali dell'acquisto: non solo il prezzo

Uno degli errori più comuni è calcolare il budget considerando solo il prezzo dell'immobile. I costi accessori possono arrivare all'8-12% del prezzo di vendita. Ecco un riepilogo dei principali.

Costi di agenzia

Se acquisti tramite agenzia immobiliare, la provvigione a carico dell'acquirente è tipicamente del 2-4% del prezzo di vendita (più IVA al 22%). Su un immobile da 200.000 euro, significa 4.000-8.000 euro in più. Verifica sempre prima di procedere se è prevista una commissione a tuo carico e di quale importo.

Costi notarili

Il notaio è obbligatorio per l'atto di compravendita. Il compenso dipende dal valore dell'immobile e dalla complessità dell'atto: a titolo indicativo, per immobili tra 100.000 e 250.000 euro si va generalmente dai 1.500 ai 3.500 euro, tutto incluso (onorario, tasse, registrazione). Puoi richiedere preventivi a più notai.

Costi del mutuo

Istruttoria (200-1.000 euro), perizia della banca (200-500 euro), imposta sostitutiva (0,25% del capitale finanziato per la prima casa), polizza incendio e scoppio obbligatoria (variabile, tipicamente 150-300 euro/anno).

Spese condominiali arretrate

Attenzione: l'acquirente è responsabile in solido con il venditore per le spese condominiali non pagate negli ultimi due anni. Prima del rogito, chiedi all'amministratore di condominio un attestato che certifichi che il venditore è in regola con i pagamenti.

L'iter burocratico: dalla proposta al rogito

Il processo di acquisto si articola in fasi precise. Conoscerle aiuta a gestire i tempi e a non farsi cogliere impreparati.

1. Proposta di acquisto

La proposta è un documento scritto in cui offri un prezzo e fissi una scadenza entro cui il venditore deve accettare o rifiutare. Alla proposta si accompagna generalmente un assegno a titolo di caparra (tipicamente 1-3% del prezzo offerto). Se la proposta viene accettata, la caparra viene trattenuta; se il venditore rifiuta, ti viene restituita.

2. Compromesso (contratto preliminare)

Il preliminare è il contratto vero e proprio che fissa tutte le condizioni della vendita: prezzo, tempi, eventuali condizioni sospensive (tipicamente la concessione del mutuo). Si versa la caparra confirmatoria, di solito il 10-20% del prezzo. Se sei tu a recedere, perdi la caparra; se recede il venditore, ti restituisce il doppio.

Il preliminare va trascritto nei Registri Immobiliari (tramite il notaio) se la distanza temporale dal rogito è superiore a qualche mese: la trascrizione ti tutela da eventuali ipoteche o pignoramenti che dovessero sopraggiungere nel frattempo.

3. Istruttoria del mutuo

Dopo il preliminare si avvia formalmente la richiesta di mutuo. La banca richiede documenti reddituali, catastali e urbanistici, e invia un proprio perito a valutare l'immobile. I tempi dell'istruttoria variano da 3 a 8 settimane a seconda della banca e della complessità della pratica.

4. Rogito notarile

Il rogito è l'atto definitivo di trasferimento della proprietà, stipulato davanti al notaio scelto dall'acquirente. In questa sede avviene il pagamento del saldo (tramite assegno circolare o bonifico), la firma del contratto di mutuo, e la consegna delle chiavi. Dal giorno del rogito sei proprietario dell'immobile.

I tempi complessivi dalla proposta al rogito sono tipicamente di 2-4 mesi, ma possono allungarsi in caso di problemi burocratici o ritardi bancari.

Casa come investimento: cosa valutare

La casa di proprietà ha un valore emotivo e pratico evidente, ma vale la pena ragionare anche sulla dimensione finanziaria. Acquistare un immobile immobilizza una grande quantità di capitale per decenni. Storicamente, nel mercato italiano, i prezzi immobiliari nelle grandi città hanno tenuto meglio rispetto alle aree periferiche, ma non è una regola universale.

Se stai valutando la casa anche come forma di investimento, considera il confronto con altre forme di impiego del capitale, come illustrato nella nostra guida su investire in immobili. Un portafoglio diversificato tra immobili, strumenti finanziari e liquidità è generalmente più robusto di un'esposizione concentrata su un singolo asset.

Chi invece è interessato agli affitti come fonte di reddito aggiuntiva, può approfondire il funzionamento della cedolare secca (21% per i contratti a canone concordato, 26% per gli affitti brevi) e le logiche degli affitti brevi su piattaforme come Airbnb.

Infine, se stai costruendo il tuo patrimonio in parallelo all'acquisto della casa, non trascurare l'importanza di un portafoglio di investimenti ben strutturato: anche accantonare piccole somme mensili con regolarità può fare una differenza significativa nel lungo periodo.

Domande frequenti

Quali sono i requisiti per ottenere le agevolazioni prima casa nel 2026?

Per accedere alle agevolazioni prima casa (imposta di registro al 2% o IVA al 4%) devi dichiarare nell'atto notarile che: l'immobile si trova nel comune in cui hai la residenza o in cui intendi trasferirla entro 18 mesi; non sei titolare di altri diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su immobili acquistati con le stesse agevolazioni su tutto il territorio nazionale; non sei titolare, nemmeno per quota, di altro immobile nello stesso comune. Se non rispetti queste condizioni entro i termini, l'Agenzia delle Entrate recupera le imposte ordinarie con sanzioni e interessi.

Quanto capitale devo avere prima di chiedere un mutuo per la prima casa?

In linea generale, devi avere disponibile almeno il 20% del prezzo di acquisto come anticipo (le banche finanziano al massimo l'80% del valore di perizia), più un ulteriore 8-12% per coprire tutti i costi accessori: agenzia, notaio, imposte, spese di istruttoria e perizia bancaria. Questo significa che su un immobile da 200.000 euro dovresti avere tra 56.000 e 64.000 euro di liquidità. Alcuni programmi con garanzia statale (Fondo Consap) permettono di arrivare al 90% di finanziamento con requisiti specifici.

Meglio il mutuo a tasso fisso o variabile nel 2026?

Non esiste una risposta universale: dipende dalla tua tolleranza al rischio, dalla durata del mutuo e dalle tue aspettative sull'andamento dei tassi. Il tasso fisso garantisce certezza della rata per tutta la durata; il variabile può essere più conveniente se i tassi scendono ma espone a un rischio di aumento. Prima di decidere, simula sempre lo scenario peggiore: potresti sostenere la rata del mutuo variabile se l'Euribor salisse di 2-3 punti percentuali? Se la risposta è no, il fisso è probabilmente la scelta più prudente.

Cosa succede se trovo vizi nascosti dopo il rogito?

Il venditore è responsabile per i vizi occulti dell'immobile (difetti non visibili al momento della compravendita) per un periodo di un anno dalla scoperta e comunque entro quattro anni dalla consegna. Devi denunciare il vizio entro 8 giorni dalla scoperta. Il venditore può essere obbligato a ridurre il prezzo o a risolvere il contratto, oltre a risarcire il danno. Per tutelarti è consigliabile inserire nel compromesso una clausola specifica sui vizi e commissionare una perizia tecnica indipendente prima di firmare.

Posso detrarre gli interessi del mutuo dalla dichiarazione dei redditi?

Sì. Gli interessi passivi sul mutuo stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale sono detraibili dall'IRPEF nella misura del 19%, calcolata su un importo massimo di 4.000 euro annui. La detrazione massima effettiva è quindi di 760 euro l'anno. La detrazione si applica solo se l'immobile è effettivamente adibito ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto (due anni se l'immobile è in ristrutturazione). Se affitti l'immobile o non ci risiedi stabilmente, perdi il diritto alla detrazione.