Come Aprire la Partita IVA nel 2026: Guida Passo per Passo

Aprire la partita IVA in Italia è gratuito e si può fare online in pochi minuti tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate. I passaggi fondamentali sono cinque: identificare il codice ATECO corretto, scegliere il regime fiscale (quasi sempre forfettario per chi inizia), compilare il modello AA9/12, registrarsi all'INPS e emettere la prima fattura.

Come aprire la partita IVA: i 5 passi fondamentali

  1. Identifica il codice ATECO della tua attività

    Il codice ATECO è un codice numerico che classifica il tipo di attività economica svolta. È fondamentale perché determina: la categoria previdenziale INPS, il coefficiente di redditività per il regime forfettario, eventuali casse previdenziali di categoria. Puoi cercarlo sul sito dell'ISTAT (istat.it/it/archivio/17888) o chiedere a un commercialista. Esempi comuni: 62.01.09 (sviluppatore software freelance), 73.11.02 (grafico/designer), 74.30.09 (traduttore), 69.20.11 (contabile), 62.09.09 (consulente IT).

  2. Scegli il regime fiscale: quasi sempre forfettario

    Il regime forfettario è la scelta naturale per chi inizia: imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività), nessun obbligo di IVA sulle fatture, contabilità semplificata. I limiti: ricavi non superiori a 85.000€/anno, nessun socio con quote rilevanti in SRL nel settore dell'attività, reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.000€. Se superi questi limiti o hai spese elevate da dedurre, valuta il regime ordinario con un commercialista.

  3. Compila e invia il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate

    Il modello AA9/12 è il modulo per la dichiarazione di inizio attività delle persone fisiche. Puoi compilarlo e inviarlo: online tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (con SPID o CIE), di persona presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate, tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF). L'apertura è gratuita e immediata — ricevi il numero di partita IVA entro pochi minuti online o al massimo un giorno se vai di persona.

  4. Registrati all'INPS e attiva la gestione previdenziale

    In base al codice ATECO e al tipo di attività, devi registrarti alla gestione previdenziale corretta: Gestione Separata INPS (per la maggior parte dei liberi professionisti senza cassa di categoria — aliquota ~26,23% del reddito), INPS Artigiani/Commercianti (per attività di commercio o artigianato — contributi fissi + percentuale), Cassa professionale di categoria (per avvocati, medici, ingegneri, architetti, ecc. — obbligatoria in sostituzione dell'INPS). La registrazione avviene online sul portale INPS con SPID.

  5. Configura la fatturazione elettronica ed emetti la prima fattura

    Dal 2024 la fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) è obbligatoria per tutti i forfettari. Puoi usare software gratuiti (es. l'applicazione web gratuita dell'Agenzia delle Entrate "Fatture e Corrispettivi") o software a pagamento (FatturaPRO, Invoicy, Aruba, ecc.). La prima fattura deve riportare: dati del cedente (nome, CF, P.IVA, indirizzo), dati del cessionario (cliente), descrizione del servizio, importo, dicitura di esenzione IVA art. 1 c. 54-89 L. 190/2014 se sei forfettario.

Quanto si paga con il regime forfettario

La formula del regime forfettario è:

Imponibile = Ricavi × coefficiente di redditività
Imposta = Imponibile × 15% (o 5% nei primi 5 anni)

Il coefficiente varia per attività: 78% per commercio, 40% per commercio al dettaglio, 67% per costruzioni, 78% per professionisti. Esempio: un consulente IT con 50.000€ di ricavi paga (50.000 × 78%) × 15% = 5.850€ di imposta sostitutiva. A questi si aggiungono i contributi INPS (deducibili dal calcolo).

Costi e scadenze da ricordare

  • Imposta sostitutiva: acconto a giugno/novembre, saldo a giugno dell'anno successivo
  • Contributi INPS Gestione Separata: versati con F24 insieme all'acconto e al saldo dell'imposta
  • Conservazione fatture: 10 anni dall'emissione

FAQ

Posso aprire partita IVA da dipendente?

Sì, ma con alcune restrizioni. Se hai un contratto da dipendente e vuoi aprire la partita IVA per attività autonoma, verifica prima: il contratto di lavoro (alcuni prevedono clausole di esclusiva o non concorrenza), il tetto del reddito da lavoro dipendente per il forfettario (30.000€/anno — se superi questo limite non puoi accedere al regime forfettario), eventuali incompatibilità per dipendenti pubblici.

Quanto costa un commercialista per la gestione della partita IVA forfettaria?

Per un forfettario con attività semplice, il costo annuale di un commercialista varia tipicamente da 600€ a 1.500€/anno, a seconda del volume di fatture e della complessità. Molti forfettari gestiscono autonomamente la contabilità con software dedicati — il regime forfettario è stato progettato per essere gestibile senza supporto professionale per chi non ha situazioni particolari.

Cosa succede se supero la soglia degli 85.000€ di ricavi?

Se superi 85.000€ di ricavi nell'anno, esci dal regime forfettario dall'anno successivo e passi al regime ordinario. Se superi 100.000€ di ricavi in corso d'anno, l'uscita dal forfettario è immediata e devi addebitare l'IVA sulle fatture dalla fattura successiva al superamento della soglia.